Raymond Queneau – Zazie nel metrò

Assolutamente anti-convenzionale, quasi al limite dell’assurdo, neologismofilo. Quest’ultimo termine, che non sono sicura esista davvero, vuole solo essere un ‘omaggio’ alla capacità creativa lessicale disseminata nelle pagine di Zazie nel metrò (solo per fare alcuni esempi, si utilizzano termini come ‘sonnivoro’, ‘telefunzionare’, ‘polizioide’) . Si rimane interdetti scorrendo i primi capitoli, è necessario adeguarsi alla traduzione che tenta di riprodurre quei guizzi linguistici presenti nell’originale francese, bisogna calarsi passo passo nella storia e farsi avvolgere dagli eventi ‘zazistici’.
Zazie è la protagonista, o meglio la co-protagonista, di una vicenda corale e solo apparentemente semplice: una bambina/ragazzina viene lasciata per un paio di giorni a Parigi dallo zione Gabriel, ammogliato e dalla professione ambigua. Continua a leggere “Raymond Queneau – Zazie nel metrò”