Fabio Volo – Il tempo che vorrei

Milano. Primo pomeriggio di fine ottobre. Tram storico in una fermata nei pressi del parco Sempione. Chi sale? E’ lui?! Ma sì che è lui! Sono consapevole di avere il mio solito sorriso ebete di quando incontro una qualsivoglia celebrità (ce l’avevo stampato anche quando ho incrociato Malgioglio…) ma cerco di celarlo per evitare di mettere a disagio chi mi si è appena seduto di fronte. Fingo di guardare altrove, ma gli faccio un’accurata radiografia: i capelli effettivamente richiederebbero il miracolo di cui parla in pubblicità, ha lo sguardo perso in chissà quali pensieri, l’abbigliamento è casual chic e indossa dei calzini con righe orizzontali gialle e marroni, improponibili per chiunque, ma che nell’insieme su di lui non stonano affatto. Me l’aspettavo più alto… In ogni caso capisco che è un segno del destino. Un messaggio subliminale, ma neanche troppo…
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