Cuore Cavo – Viola di Grado

Avete mai immaginato la vostra morte? ( Tipo chissà come sarà morire ?)
Vi siete mai spinti fino alla visione del vostro corpo in decomposizione?
Sarà poi vero che l’anima continua una nuova vita o finisce tutto nel momento del trapasso?
Domande che chiunque nel corso della propria vita, secondo me, prima o poi si pone. Dorotea Giglio fa di più: sperimenta la vita dopo la morte e decide di raccontarcela!

“Nel 2011 è finito il mondo: mi sono uccisa.”
Così comincia il diario post mortem di Dorotea Giglio, 25 anni, catanese ed una noia tanto invadente/invalidante quanto la drammatica eredità donatale dalle donne della sua famiglia.
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L’eleganza del Riccio – Muriel Burbery

La percezione che abbiamo degli altri è spesso viziata dalla tendenza della nostra mente a categorizzare, ad incasellare le cose che ci circondano in celle con qualità e caratteristiche simili. Questo avviene anche con chi incrocia la nostra vita. Basterebbe invece sforzarsi e tentare di andare oltre questo limite per comprendere che chi ci sta di fronte è molto altro: è una persona.
In questo libro si ribadisce proprio il concetto di apparenza, al quale tutti bene o male ci aggrappiamo, ma dal quale pochi riescono realmente a sganciarsi perché è molto più semplice affidarsi alle credenze stereotipate piuttosto che fermarsi ad analizzare chi è veramente l’altro.
Vittima volontaria di questo pregiudizio mentale è Renée, la protagonista del libro, un’umile portinaia di un palazzo in cui gravitano le vite vacue di ricchi arroganti e presuntuosi. Dissimulando una vita non sua, si diverte ad assecondare le convinzioni che la dipingono come la portinaia tipo: sciatta, insulsa, un po’ tarda e burbera, salvo poi rifugiarsi in una dimensione in cui divorare libri di qualsiasi genere, godere della della musica classica, della pittura, dell’Arte (con la a maiuscola).
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Casino Totale – Jean Claude Izzo

Amare è come andare in guerra. Non sai mai se sopravviverai»

https://i2.wp.com/i708.photobucket.com/albums/ww88/Helen77Elf/Parole%20infinite/casino.jpgHo scoperto Jean Claude Izzo quando, ad un concerto di Gianmaria Testa, il cantautore italiano ha voluto condividere con il pubblico le parole ed il pensiero di questo suo caro amico marsigliese di origini italiane. Da quel momento non ho più smesso di leggere e rileggere Jean Claude

Sebbene il genere in cui si colloca questo libro sia il Noir, ridurre Jean Claude Izzo al Noir sarebbe un errore madornale. In questo, come nel resto della bibliografia di Izzo, c’è molto di più. Siamo di fronte ad uno di quegli autori in grado di indagare profondamente e senza anestesia in quello che, per citare un concetto di Montaliana memoria, si potrebbe definire il mal di vivere che alberga, più o meno latente, nell’animo umano. Continua a leggere “Casino Totale – Jean Claude Izzo”

L’isola delle cameriere – Milena Moser

Questo libro e’ stato pubblicato nel 1999, quindi non proprio una novità, ma nel mio universo personale la cattiveria e’ sempre di moda. Anzi, visto il periodo che attraversiamo, una dose di sana ed ironica cattiveria la considero catartica. E dopo questa attenta analisi sociologica passiamo alla trama.

La strampalata protagonista di questa storia e’ Irma, ventottenne cameriera, con alle spalle due grossi fallimenti. La sua carriera di ballerina e’ stata stroncata da uno sviluppo spropositato che l’ha portata in breve tempo ad una altezza di un metro e ottantotto. Poi ha interrotto gli studi di psicologia dopo la fine disastrosa della sua grande storia d’amore.

Quindi Irma e’ cameriera, suo malgrado, in casa di alcune famiglie della media e alta borghesia della sua città. E, in spregio all’ipocrisia dei suoi datori di lavoro, mette in atto le sue azioni di rappresaglia: mangiare e bere a sbafo, curiosare ovunque e leggere documenti riservati, pulire poco e solo in apparenza. Continua a leggere “L’isola delle cameriere – Milena Moser”

Settanta acrilico trenta lana – Viola Di Grado

Questo testo mi è stato consigliato dal nostro collega Stefano, il quale mi ha anche suggerito di iniziare a leggerlo senza curiosare su chi fosse l’autrice, altrimenti avrei potuto addirittura essere dissuasa dall’acquistarlo. La cosa ha stuzzicato il mio interesse e dopo qualche giorno ero già a sfogliare la prima pagina. Lasciando per un momento da parte la storia a tinte cupe (che non ho trovato particolarmente entusiasmante), l’aspetto che salta più all’occhio fin dalle prime righe è straordinaria capacità della giovane autrice di concepire immagini insolite e accostamenti noir che diventano l’espressione diretta dello stato d’animo della protagonista, provata da una triste e torbida vicenda familiare i cui strascichi compromettono la salute psichica sua e della madre. Continua a leggere “Settanta acrilico trenta lana – Viola Di Grado”