Nostalgia canaglia (delle favole!)

Non preoccupatevi, nessuna dissertazione sulla reunion al vetriolo tra Al Bano e Romina, che tutti del resto attendevamo con ansia spasmodica (ammettetelo, non ci avete dormito la notte!). Semplicemente mi sono trovata, per una serie di circostanze e coincidenze, a ripensare alle favole che mio padre mi leggeva da bambina e, riscoprendole adesso, ho potuto notare che erano decisamente sui generis… Oltre ai must come “Biancaneve”, “Cenerentola” e “La bella addormentata nel bosco”, che hanno radicato nella mente di generazioni di bambine l’idea illusoria e perversa di un principe che ci avrebbe liberato da incantesimi vari e dalla schiavitù delle faccende domestiche, le favole a cui sono particolarmente legata sono di tutt’altro genere. “Il gatto con gli stivali” (compresa nelle storiche ‘Fiabe sonore’- A mille ce n’è nel mio cuore di fiabe da narrar), per esempio, era una tra le mie preferite e sempre di un gatto trattava la serie di audiocassette di “Gobbolino”, il simpatico stereotipo del gattino nero di una strega che vorrebbe tanto diventare un gatto di casa. Felini a parte, il mio libro preferito in assoluto, quello che conservo come una reliquia, ormai ingiallito dal tempo e con la copertina tenuta insieme dallo scotch, è la collezione de “Il raccontafiabe” di Luigi Capuana. Continua a leggere “Nostalgia canaglia (delle favole!)”

La casa dei sette ponti – Mauro Corona

Delusione.
Questa è la prima parola che mi è venuta in mente alla conclusione di questo racconto di Mauro Corona.
Ammetto di aver scelto questo libricino attirata dalla copertina e di essermi immersa nelle atmosfere misteriose delle prime pagine.

Il libro parte bene, c’è il mistero, c’è l’attualità, c’è la favola, ma scivola a poco a poco nella banalità più assoluta fino ad un finale scontato e tristemente raffazzonato.

All’inizio ho pensato, questa volta ci ho preso, un acquisto al buio molto raro per me (cercando di imitare Natalia, la mia collega di blog), ed invece dopo il fascino delle prime pagine la storia precipita, sorretta solo dall’impareggiabile stile dell’autore, asciutto e scarno, ma non basta. Continua a leggere “La casa dei sette ponti – Mauro Corona”

Il Violino Nero – Maxence Fermine

Questo racconto di base ha una storia come tante, parla di un amore in sospeso, di un sentimento non realizzato.  Eppure le sue atmosfere, la sua anima, lo rendono una storia delicata, misteriosa, originale.

Johannes è un violinista, un talento sublime. Alla fine del 1700 prende parte alla campagna Napoleonica in Italia. Ferito durante una battaglia rimane nel presidio d’occupazione a Venezia dove viene curato da Erasmus, un liutaio. Un violino nero è appeso in casa, un pezzo unico di rara perfezione, che però racchiude un terribile segreto di amore e morte. Il Violino Nero infatti  riproduce per magia il canto di Carla Ferenzi, e la perdizione di un sentimento finito tragicamente. Continua a leggere “Il Violino Nero – Maxence Fermine”

Notte Buia, Niente Stelle – Stephen King

Spesso leggendo i libri mi capita di chiedermi: e se mi capitasse una cosa simile, io come reagirei? Questa è esattamente uno di quei casi! Stephen King tesse nei quattro brevi racconti di questo libro una sottile linea nera che ti porta alla fine del libro a porti qualche domanda. Si parte da eventi che potrebbero succedere a tutti nella vita prima o poi: la differenza la fa la reazione di ciascuno.

Nel primo racconto 1922 ci troviamo nelle sperdute campagne del Nebraska alle prese con una moglie autoritaria e spocchiosa che mette a dura prova i nervi del marito al punto di spingerlo a coinvolgere il figlio poco più che adolescente in un omicidio. I problemi cominciano quando la signora decide di riscattare la sua morte.

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Neve – Maxence Fermine

“e si amarono l’un l’altro sospesi su un filo di neve”

Mentre leggevo questo libro ho pensato, “è stato scritto apposta per me!” Perchè, vi chiederete? Perchè il protagonista ama tre cose che amo anche io. La neve. Il numero 7.  Gli Haiku.

Va detto, questo è un libro che non lascia spazio alle mezze misure, o Vi piace, o proprio non lo sopportate. Io appartengo al folto gruppo di persone che lo ha amato follemente.
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