Assassinio sull’Orient Express vs Assassinio sull’Orient Express

Un treno a vapore che più lussuoso ed elegante non si può. Un investigatore che solo a nominarlo, sai già che l’assassino non avrà scampo. Un libro dalla trama ben congegnata e costruita dalla regina assoluta del giallo.
Libro che non avevo mai letto, fino a qualche settimana fa ma di cui avevo visto il bellissimo film del 1974, con un cast che più stellare di cosi non si può:la maggior parte degli attori oggi sono dei mostri sacri.E che in pieno periodo natalizio viene riproposto nella versione dell’ottimo Kenneth Branagh, qui nella doppia veste di attore e regista e con un cast con nomi di sicuro richiamo: Judi Dench e Michelle Pfeiffer bastano solo con la loro presenza. Ma che a me ha lasciato qualche perplessità. Ma andiamo con ordine. Il libro si apre con il famoso investigatore Poirot che deve tornare a Londra per aiutare Scotland Yard. A Istanbul incontra il sig. Bouc, dirigente della Compagnie Internationale des Wagons-Lits, che gli offre un passaggio
sul treno più elegante mai costruito, l’Orient Express. Di questo famoso treno, tutt’ora in attività, tutti più o meno conosciamo gli ambienti, ma è nel film del 1974 che secondo me viene meglio rappresentato. Poirot sul treno incontra persone di diversa estrazione sociale: dalla principessa russa alla missionaria, passando per il ricco mercante con maggiordomo e assistente al seguito, il conte e l’ufficiale inglese tutto d’un pezzo. I personaggi in questo libro sono tanti, diciassette per la precisione, ognuno con un ruolo ben preciso che viene delineato col dipanarsi della storia. Il piano preparato con cura dall’assassino viene mandato all’ aria dalla presenza di Poirot, che viene designato da Boeuc come l’unico che può risolvere il caso. Il treno resta
bloccato a causa di una forte nevicata che ha ostruito i binari e Poirot inizia le sue indagini, in una lotta contro il tempo perché una volta liberati i binari e il treno fosse arrivato in Jugoslavia, la polizia locale avrebbe dovuto essere avvisata e quindi il caso sarebbe passato in mano sua. E inizia anche la sfida tra Poirot e l’assassino, che cerca di depistarlo in ogni modo. Ma non la si può fare a Poirot e alle sue cellule grigie: colpevole, movente e modalità vengono alla luce in un finale davvero inaspettato.

Cosa ha lasciato perplessa me? La rappresentazione delle emozioni. Quanto è più simile a un fiume in piena il film di Branagh, tanto sono quasi asettici il libro e il film di Lumet. Certo i due film sono figli dei rispettivi tempi: oggi le emozioni quasi ci dominano, allora non ci si poteva permettere di farsi vedere in balia delle emozioni senza sembrare dei folli. E i personaggi? Cosi belli, eleganti, patinati con quel tocco glamour ma cosi distanti nel film del ’74, tanto che anche se giovani sembravano più maturi anzi tempo, quasi normali nel film di Branagh. Non ho molto gradito la caratterizzazione di alcuni personaggi: il conte e la contessa Andrenyi, cosi iracondo il primo, cosi lasciva la seconda, la missionaria Pilar Estravados, va bene essere dimessi ma cosi è troppo. E Poirot! Il mio Poirot che da signore di mezza età, distinto e tutto d’un pezzo, con l’unico vezzo dei baffi impomatati e dalle tante fissazioni è diventato agile e scattante e arriva persino a ‘spasimare’ sulla foto di una tale Kathrine che chiama con voce gentile più volte nel corso del film. E la musica? Appena accennata nel film di Lumet qui diventa quasi il diciottesimo personaggio e nel finale travolge tutti. La splendida ‘Justice’ di Patrick Doyle accompagna l’iconica scena in cui Poirot svela il mistero davanti a tutti i personaggi, rendendola talmente coinvolgente che molti spettatori hanno avuto reazioni
inaspettate. Gente commossa mentre sullo schermo veniva ricostruita la scena dell’assassinio, mentre il filmino di famiglia veniva riproposto, gente che alla fine quasi solidarizzava con la vittima benché avesse scoperto il suo oscuro passato(quindi il movente dell’assassinio). Sarebbe piaciuta questa versione ad Agatha Christie? Chi lo sa… A me, cresciuta coi vecchi film, non proprio. E anche se io sono di parte, ve lo consiglio perché vale sempre la pena di ‘vedere’ un libro della Christie sul grande schermo.

 

Autore: Agatha Christie
EAN: 9788804618379
Casa Editrice: Oscar Mondadori
Anno di uscita: 1974

Cast: Albert Finney, Sean Connery, Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, Anthony Perkins,
Vanessa Redgrave
Regia: Sidney Lumet
Casa di distribuzione: 20th Century Fox

Anno di uscita:2017
Cast: Kenneth Branagh, Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Penélope Cruz, Judi Dench.
Regia: Kenneth Branagh

 

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4 Comments

  1. Il film sul grande schermo dona emozioni ed è coinvolgente, ma fino ad un certo punto.
    Quando c’è l’inseguimento nella neve, era come se stesse diventando una macchietta del grande film di tanti anni fa.
    Forse ho ricordi un po distorti dal tempo trascorso, ma mi era così piaciuto, lo avevo trovato così unico da non riuscire ad accettare la rivisitazione.

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      1. Mi auguro che finisca il prima possibile: il tuo talento come blogger non deve andare sprecato. Tra l’altro anch’io ho attraversato un lungo periodo di stallo: l’ho interrotto giusto oggi, pubblicando un post dedicato a un mito della mia adolescenza… spero che ti piaccia! 🙂

        Piace a 1 persona

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