Il Diario di Anne Frank

Anne Frank era un’ebrea che ha avuto un destino diverso dalla maggior parte dei suoi correligionari. Per due anni assieme alla sua famiglia ed ad un’altra, in tutto otto persone, sono riusciti a nascondersi in un appartamento occultato sopra lo stabilimento di spezie di cui il padre era stato direttore, grazie al fondamentale aiuto da parte di alcuni amici e dipendenti della ditta, nella Amsterdam occupata dai tedeschi, in attesa della tanto agoniata liberazione da parte degli Alleati. Anne al momento dell’occultamento ha solo 13 anni.
Stupisce la profondità del suo pensiero, della sua capacità di interiorizzare tutto, la sua lucidità di pensiero in materia di politica, sociologia, religione. Purtroppo i rifugiati furono traditi da qualcuno e vennero deportati nei lager. Solo il padre sopravvisse. Ma quel che voglio ricordare di Anne in questo periodo di Memoria è la sua voglia di vivere, il suo approccio positivo, ottimista, propositivo, la sua convinzione che il cuore dell’uomo è in fondo buono. Negli anni di segregazione assistiamo,mentre attraversa i problemi e le fasi legate alla pubertà (il conflitto coi genitori, la ricerca di un confidente, di un’anima gemella, il desiderio di autonomia) anche ad una sua trasformazione interiore. Da bruco si è trasformata in crisalide e poi in farfalla, fino al raggiungimento di una pace e consapevolezza di sé che l’avevano preparata ad affrontare la vita dopo la fine della guerra. Non serve a nulla dolersi e lasciarsi andare al dolore, ma bisogna rimboccarsi le maniche per migliorare se stessi in ogni campo, a partire dal carattere per poi essere capaci di cambiare la società.
Per una ragazzina deve essere stato terribile apprendere che le sue amate compagne di scuola erano state deportate nei campi di concentramento, separate dalla loro famiglia, forse già gassate.
Anne credeva nel potere della natura e nel conforto della religione nell’aiutare l’uomo a trovare la pace interiore e le forze per affrontare la realtà e le ingiustizie.
Aveva tanti ideali, tanti sogni. Sarebbe di certo diventata un’adulta emancipata, piena di risorse, gioiosa. Anne ha fatto a tempo a raccontarci se stessa e ci rimarrà per sempre nel cuore, dando voce ai sentimenti e alle speranze anche per conto di tutti i ragazzi ebrei che non ne hanno avuto la possibilità.

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