ANGRY BIRDS IL FILM

Avevo promesso a mio figlio di andare al cinema per vedere il film dei suo i personaggi preferiti e così è stato. Primo spettacolo, giorno dopo l’uscita, fila M, posto 10 e 11. Mi sarei aspettato di vedere un sacco di bambini ma il cinema era sulla modalità “visione esclusiva” per pochi ardimentosi spettatori che si sono scapicollati per andare in bici al primo spettacolo, nonostante il tempo minacciasse fulmini e saette.

Non credo ci siano molte presentazioni da fare riguardo  Angry Birds, è talmente famoso da essere stato considerato il gioco più scaricato della storia, o almeno così ho letto mentre lo stavo scaricando. Il film parte un po’ lentamente, quel tanto che basta per far addormentare chi solitamente lavora di notte. Ma per fortuna che questo qualcuno, ha avuto al proprio fianco un bambino che l’ha svegliato a suon di pugni in pancia (che fortuna!).

Se omettiamo i primi 10? 15? 20? minuti di proiezione e qualche contusione, si arriva al momento in cui anche l’adulto incomincia ad appisolarsi, ehm… cioè… ad appassionasi a ciò che succede tra i gli uccellini e i maialini.

Ma prima che avvenga l’epica battaglia, vengono svelati alcuni aspetti che nel gioco si possono solo dedurre, tipo: il sentimento nascosto tra Terence, il più grosso di tutti e Matilda, colei che spara uova esplosive; la rabbia covata, è proprio il caso di dirlo, di Red; la natura un po’ ambigua di Chuck e Grande Aquila, ossia, l’unico uccello sull’isola in grado di volare.

I maialini conquistano pian piano le simpatie degli abitanti dell’isola, per poi occuparla e sottrarre a tutti loro le gustosissime uova. Questo è il tema del gioco, romanzato e molto meglio descritto nel film, anche se il punto cardine del lungometraggio, sta nella rabbia del suo protagonista, per l’appunto Red. Il piccolo uccellino rosso viene esiliato dalla comunità e condannato a frequentare un corso di controllo della rabbia, dopo aver dato in escandescenza al termine di una consegna di una torta finita male. Lì incontrerà gli altri suoi compari, ma dannazione questa parte è una di quelle che ho perso mentre riposavo gli occhi. Mi chiedo, ma si può scrivere un articolo su un film visto con un occhio aperto e uno chiuso? Anzi peggio, con entrambi gli occhi chiusi? Ma sì dai, concedetemelo!

La differenza sostanziale che separa il gioco dal film sta nella struttura antropomorfa dei personaggi, nel gioco sono raffigurate come delle palle di pelo, nel film per questione di copione, gli hanno attribuito le zampe e le ali. Beh, sarebbe stato difficile farli camminare o afferrare gli oggetti senza gli arti adeguati, però così facendo, hanno stravolto non poco il loro aspetto, in sostanza sono diventati bruttini a pare mio. Onestamente quando ho visto la prima volta il trailer (perché l’ho visto non dormivo lo giuro) non li ho riconosciuti subito. Gli hanno dato anche la facoltà di parlare e le voci dei doppiatori italiani, non mi hanno soddisfatto molto, perché purtroppo, è ormai d’abitudine ingaggiare per il doppiaggio, volti noti della TV e non degli attori che lo fanno di mestiere, la differenza si sente anche a occhi chiusi (ahahah!!!)

La battaglia finale è stata degna di nota, molto vicina a quelle che sono le celeberrime distruzioni del gioco e se proprio vogliamo dirla tutta, era ciò che ogni spettatore attendeva di vedere. C’è stato però un elemento che mi sono perso per strada, non mi ricordavo come avessero fatto a costruire la mitica fionda, per cui ho chiesto a mio figlio e mi ha spiegato che sono stati i maialini ad avergliela regalata, in quali circostanze non si sa.

Scusatemi, lo so che l’articolo lascia il tempo che trova, avrò visto forse un terzo del film e molte cose non le ho nemmeno percepite. Chiedo venia. A mia discolpa però, ho sempre ammesso che i film non sono la mia passione, quindi per scoprire quello che non ho descritto in queste righe, invito tutti quanti ad andarlo a vedere; in fin dei conti è stato divertente. Magari portatevi un pargolo che sicuramente lo fate felice e soprattutto sarà in grado di tenervi svegli, sempre che non si porti dietro una fionda, in quel caso è bene tenere gli occhi molto aperti.

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