Tutti gli uomini del Presidente – Alan J. Pakula

Ogni tanto ho voglia di guardarmi un bel film, classico e recitato dalla prima scena all’ultima. Senza effetti speciali, senza mille personaggi, senza super eroi. Oggi era una di quelle giornate ,e sola a casa, mi sono goduta la visione di Tutti gli uomini del Presidente di Alan J. Pakula, che proprio quest’anno compie 40 anni. Credo si tratti del film con l’uso più estensivo di telefoni e macchine da scrivere della storia. I due protagonisti sono sempre al telefono, ma a parte le battute sciocche, chi non l’avesse mai visto è pregato di rimediare al più presto.

Il film è perfettamente congegnato, tanto da riuscire nell’impresa di creare tensione anche quando Bernstein ascolta una telefonata di Woodward, cosa onestamente piuttosto difficile da ricreare. È meticoloso nella ricostruzione dei fatti, si basa solo sulle indagini giornalistiche, è tutto dialoghi tra persone che parlano o evitano di parlare di altre persone. Eppure è geniale. Ed è senza dubbio un caposaldo del genere “film sul giornalismo d’inchiesta”.

La pellicola si basa sulle indagini giornalistiche di due reporter del Washington Post, Bob Woodward (Robert Redford) e Carl Bernstein (Dustin Hoffman). Tutto iniziò la sera del 17 giugno 1972, quando 5 uomini vennero arrestati mentre si trovano illecitamente all’interno della sede del Partito Democratico, nel complesso residenziale Watergate a Washington. Bob Woodward, un giovane e inesperto cronista,  segue l’inchiesta e scopre che uno dei 5 arrestati lavora per la CIA. Anche Carl Bernstein, un suo collega si interessa ai fatti del Watergate. I due iniziano una complessa e pericolosa indagine,  complicata ancor di più dall’omertà che circonda le persone coinvolte.

E qui sta il punto, il film è estremamente preciso sui metodi di investigazione dei due giornalisti che inizialmente può spaventare. Si viene travolti da una serie di nomi, congetture, numeri di telefono, date, depistaggi, colpi di fortuna, eppure non si può che seguirlo, con attenzione, con tensione, con curiosità, fino alla conclusione che porta ad un finale già noto, le dimissioni di Nixon.  Ma il film non si basa sul finale, il film è meticolosamente incentrato sui dettagli, non sul risultato.

 

PS: il film è stato rimasterizzato, non fidatevi della qualità di questo trailer, ma fidatevi del mio consiglio, se non lo avete ancora visto, vale la pena spenderci un paio di ore.

L’immagine di copertina è un fotogramma del film ed è tratta dal Web.

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5 Comments Add yours

  1. Elena ha detto:

    L’ha ribloggato su Infinite Voci.

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  2. Mr.D. ha detto:

    Oddio! Non l’ho mai visto, cioè, l’ho sempre sentito nominare di qua e di là, ma dal titolo credevo fosse tutta un’altra cosa. Purtroppo ho un grosso limite con i film è difficile che mi venga voglia di vederne uno, però se tu boss dici che ne vale la pena mi fido. Appena avrò l’occasione e l’umore adeguati mi lancerò in questa visione, ovviamente poi dirò la mia. Grazie del suggerimento.

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  3. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Robert Redford ci ha regalato uno dei film più belli della storia del cinema: In mezzo scorre il fiume. Se non l’hai visto, lo trovi qui: http://www.veoh.com/watch/v19227878p9FE89af.

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    1. Elena ha detto:

      Lo devo vedere, me lo ripeti da tempo. Prometto, lo guardo!!! 😀

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      1. wwayne ha detto:

        Bravissima! Grazie per la risposta! 🙂

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