Il linguaggio segreto dei fiori – Vanessa Diffenbaugh

Il linguaggio segreto dei fiori è un libro che parte da un’ottima idea di base: il poter comunicare con gli altri attraverso i fiori, una pratica ampiamente diffusa nel 1800 e arrivata fino a noi. Tutti noi sappiamo più o meno che ogni fiore ha un suo significato(personalmente mi fermo alle rose rossa e gialla).Vanessa Diffenbaugh ha regalato alla protagonista del suo primo libro, Victoria, la passione per i fiori e l’innata capacità di creare con essi composizioni personalizzate per la persona che gliele ha chieste. Abbandonata da piccolissima, Victoria ha girato di famiglia in famiglia fino ai dieci anni, età in cui è entrata in una comunità dalla quale è uscita a 18 anni. Una volta maggiorenne, lo stato americano offre vitto e alloggio per tre mesi in appartamenti dedicati a questo scopo ma se il ragazzo entro questo termine non dimostra di saper badare a se stesso, viene messo alla porta senza tanti complimenti. Ed è quello che succede a Victoria che dopo appunto i canonici tre mesi, si ritrova a fare la clochard nel parco del quartiere in cui alloggiava. La sua passione per i fiori la porta, un giorno di bighellonaggio, davanti al negozio di una fioraia che, bisognosa di un’ aiuto per portare le composizioni floreali la mattina all’alba per il matrimonio fissato il giorno dopo, decide di prenderla a lavorare con se, stupita dalle sue capacità. Victoria inizia a vivere come un’adulta, con le responsabilità di un lavoro da mantenere e di doversi mantenere. Renata,la fioraia, le insegna tanto del suo mestiere e una mattina al mercato dei fiori dove abitualmente il negozio si rifornisce, Victoria incontra uno dei maggiori fornitori del negozio, una sua vecchia conoscenza anche se al momento non lo riconosce. Una volta capito chi è quel ragazzo che la fissa con tanta insistenza, Victoria fa un viaggio nel passato e nei ricordi e l’autrice fa raccontare la storia a Victoria bambina e Victoria adulta una un capitolo ciascuna, alternati. Ci si ritrova quindi a leggere di Victoria decenne, l’età in cui per lei è cambiato tutto, e subito dopo di Victoria adulta alle prese con la sua nuova vita di fiorista affermata, con la prima storia d’amore, con le sue difficoltà a gestirla dati i traumi che si porta dietro e con un avvenimento più grande di lei che la porterà a comprendere tante cose del suo passato e a farci i conti, nonchè ripartire da li per la sua vita futura. Questo romanzo è balzato subito in cima alle classifiche letterarie appena uscito, ci è rimasto a lungo, ed è stato tradotto in moltissime lingue. Anche il marketing ha giocato tanto in questo caso: il libro è uscito con copertine differenti(sono state usate le foto di diversi fiori) ed è stato creato un sito ad hoc davvero molto grazioso ed accattivante. Tra un clic e l’altro si scoprono notizie sui personaggi, si possono leggere brevi brani tratti dal libro, c’è un piccolo estratto del dizionario dei fiori di Victoria e perfino un book trailer. Nelle intenzioni dell’autrice c’ anche quella di portare col suo libro la massima attenzione possibile sul problema dei giovani usciti dalle comunità, un problema che l’autrice affronta in prima persona, tramite conferenze, interviste e la sua disponibilità all’affido temporaneo di questi ragazzi. Insomma, c’è molto dentro questo romanzo che ha ricevuto entusiasti consensi ovunque, diventando un caso letterario e che ho iniziato a leggere spinta anche da tutto questo successo.
La storia parte subito bene, ha un bel ritmo, ti coinvolge anche tanto, vuoi sapere che ne è di questa bambina sballottata di qua e di la, ti chiedi come possa crescere senza un riferimento, senza punti fermi, senza guida, poi leggendo del suo incontro con Renata pensi che ce la può fare, che anche un bambino cresciuto da solo possa trovare il suo posto nel mondo; peccato che verso metà libro il racconto brioso si trasforma in qualcosa che si trascina come se l’autrice dovesse per forza prendere quella china per arrivare al finale. Ne sono rimasta un pò delusa, vi dirò. Certo le mie aspettative erano alte, forse troppo. Alcune delle soluzioni adottate durante la narrazione non mi sono piaciute, cosi come alcuni aspetti del carattere non solo di Victoria ma anche dei personaggi che interagiscono con lei. Mi è piaciuta invece la scelta della città come luogo in cui è ambientata la storia: San Francisco. E’ una città bellissima e molto particolare, ne conservo un ricordo molto vivo. Se non lo avete già fatto ve ne consiglio comunque la lettura, libro ha il suo perchè, solo dimenticatevi le fanfare e lasciatevi condurre solo dalla trama e perchè no, dal fiore che preferite.

Immagine tratta da Meglio essere felici che avere ragione

Titolo:Il linguaggio segreto dei fiori
Autore: Vanessa Diffenbaugh
Editore: Garzanti
pp: 359
formato kindle: 1321 kb
isbn: 978-8811682691
sito internet: http://www.illinguaggiosegretodeifiori.com

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. mchan84 ha detto:

    Io l’ho adorato!!!
    Forse perché di tutto il clamore da te descritto non ne ho mai sentito parlare. Vero che alla fine diventa un pochino pesantino, ma penso che sia anche abbastanza verosimile. Intendo il carattere della protagonista in particolare, ma anche degli altri comprimari, in fondo le persone che hanno sofferto tendono ad avere dei caratteri particolari che a noi possono sembrare un po’ strani. E comunque complimenti all’autrice che ha cercato di descrivere la situazione, dei ragazzi in affido, in maniera molto semplice e senza troppi fronzoli, mi piace che non ha cercato il lieto fine a tutti i costi. Il finale è dolceamaro ed è giusto che sia così 😉
    Mchan

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