Mi sa che fuori è primavera – Concita De Gregorio

Vi è mai capitato di comprare un libro senza sapere di cosa parli solo perché vi ha colpito il titolo?
A me sì. In realtà…a voler essere onesti “Mi sa che fuori è primavera” l’ho comprato anche perché ero curiosa di leggere Concita De Gregorio, una giornalista che ho sempre ammirato in quanto tale, e volevo “metterla alla prova” come narratrice.
Ecco, vi dico subito che ha vinto.
Intanto il libro. l’ho aperto davvero senza aver letto recensioni, quarte di copertina, nulla.
Ho cominciato a leggere e nelle prima pagine ho provato disorientamento e curiosità: non ho capito immediatamente cosa stessi leggendo, ma quando l’ho capito sono stata travolta. Ovvio, son qui a raccontarvela, quindi, se mai lo leggerete, voi saprete già, ma non c’è poi tanto da spoilerare, perché la storia la conosciamo tutti, più o meno. Quello che non sappiamo è il sentimento che c’è dietro, vissuto dalla donna, la protagonista, che è Irina.
Irina ha una vita serena, un marito, due figlie gemelle, Alessia e Livia. È italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato.
Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono, Irina non le rivedrà più. Qualche giorno dopo l’uomo si uccide. Pagina dopo pagina, in questo libro che diventa un autentico thriller psicologico e insieme un bellissimo ritratto di donna, Irina conquista stralci di verità e da quell’abisso di dolore arriva la possibilità di amare ancora, che in qualche modo la salva.
Concita De Gregorio prende i fatti, semplici e terribili, ed entra nella voce della protagonista. Indagando a fondo una storia vera crea un congegno narrativo rapido, incalzante e pieno di sorprese. Scandisce l’esistenza di questa madre privata dei figli ( avete notato che esistono termini specifici per uccisioni di mogli, uxoricidio, di padri, parricidio, il sempre più tristemente diffuso femminicidio, ma non esiste una parola che identifichi una madre che perde un figlio? ) in lettere, messaggi, elenchi. Irina scrive alla nonna, al fratello, al giudice, alla maestra delle gemelle, abbozza ritratti, scava nei gesti, torna alle sue radici, trova infine un approdo. Irina/Concita tratteggia la strada per accettare, in qualche modo, il dolore. Dimenticare significa portare fuori dalla mente, ricordare è tenere nel cuore. Il bisogno di essere ancora felice, ripetuto a voce alta da Irina, è una sfida contro le frasi fatte, contro i giudizi e i pregiudizi.
Un libro commovente, scritto bene, (hai vinto Concita!) che vuole semplicemente ricordarci che per essere felici non ci vuole tanto. Per essere felici non ci vuole quasi niente. Niente, comunque, che non sia già dentro di noi.

 

Edizioni: FELTRINELLI
Data d’uscita: Giugno, 2015
Pagine: 128
ISBN: 9788807031588

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. giusymar ha detto:

    che belle foto!
    PS: storia tristissima davvero. Mi piace molto la giornalista De Gregorio. L’ho vista al Salone del Libro di Torino diverse volte. Mi piace molto ascoltare come parla, come spiega. La sua pacatezza dovrebbe essere d’insegnamento per molti giornalisti.

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    1. Angiolina ha detto:

      Sono d’accordo con te, infatti ho deciso di leggere il libro sostanzialmente perchè apprezzo molto la De Gregorio. Non la trova solo pacata, ma anche intelligente e preparata. Tutte queste cose insieme sono difficili da trovare tutte insieme in un giornalista, tranne poche eccezioni. Comunque storia davvero davvero triste.

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      1. giusymar ha detto:

        Concordo pienamente! 🌺

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  2. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Anch’io ho pubblicato una nuova recensione: https://wwayne.wordpress.com/2016/03/20/un-viaggio-memorabile/. Che ne pensi?

    Mi piace

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