Le parole sono importanti, come il buon Moretti insegna. Traducono i nostri pensieri in realtà attraverso le più svariate sfumature linguistiche, ci affascinano e stupiscono. Ma spesso può accadere che ci troviamo costretti ad utilizzarne alcune che proprio non ci vanno a genio, vuoi per il significante, vuoi per il significato.
A parer vostro qual è la parola che meriterebbe di essere bandita da tutti i dizionari in circolazione e per quale motivo dovrebbe esserlo?
Tanto per aprire le danze, personalmente trovo il suono e il significato della parola ‘arroganza’ veramente fastidioso. Se si potesse, insieme alla parola, cancellare anche questa attitudine, sarebbe davvero una gran cosa…
Ma bando alle ciance! Adesso tocca a voi!

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6 risposte a "A voi la Parola! – 2"

  1. Una bella sfida Natalia, per una che ama le parole come me. Il fatto è che riesco facilmente a pensare ad una o più parole che mi piacciono, (“mesmerizing” ricordi ?) ma fatico a trovare una parola che mi disturba. Ci devo pensare a lungo, di getto non mi viene, ed è strano…. devo riflettere…. tornerò qui a scrivere la mia parola, prometto, ma ci vuole tempo…. mi stai sfidando ….

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  2. La parola che mi disturba, che a parer mio ha davvero un suono orribile, nonostante però l’uso personale quasi quotidiano e del suo sapore inconfondibile è… silenzio in sala…. abbassiamo le luci… rullo di tamburi…. udite
    udite…. attenzione è: BURRO. Il sostantivo di questo alimento, potrebbe considerarsi addirittura onomatopeico per il suono che emette nel trasudare il grasso con il quale viene prodotto. Rende perfettamente l’idea di un qualcosa di unto, di malsano, di viscido, di appiccicoso, di indelebile. Mi ha sempre urtato parecchio pronunciare la parola BURRO accanto ad un altro alimento, perché avviene una sorta di dissacrazione alimentare tipo: spaghetti al BURRO, biscotti al BURRO o la peggiore di tutte: BURRO fuso! Se lo si scandisce piano anche la bocca si riempie di quel suono disdicevole, oddio sembra qualcosa di pornografico!
    Ma devo dare atto al BURRO, che messo sul toast con la marmellata e accanto un caffè americano, rende una colazione qualunque, la migliore del mondo specialmente poi, se fuori piove e fa freddo. Per inciso, un toast senza BURRO non è pensabile; più “toast” non lo mangio.
    Il BURRO, a parte questo suono da burino che viene fuori quando lo si nomina e che in spagnolo significa “asino” è buono e lega i sapori della cucina italiana, anche il profumo del BURRO fuso! E’ particolarmente inebriante (forse perché pornografico) eppure non riesco a farmene una ragione del suo nome poco elegante.
    A questo punto, per avere lo stesso effetto di delizia al palato ed evitare di diventare una specie di troglodita quando dico BURRO, forse dovrei usare la MARGARINA, che è così fine e raffinata. Ma non è detto però, che abbia lo stesso effetto sui miei toast.

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    1. BURRO! Tra tutte le parole mai avrei pensato che potessi scegliere proprio questa. Sei pazzesco, lasciatelo dire! A me la parola burro, invece, fa pensare a soffici e untuose torte di mele, ai riccioli accanto al salmone nel giorno di Natale, al suono della mantecatura del risotto, insomma a quanto di più godereccio possa esserci in tavola. Considerate le tue circostanziate e convincenti argomentazioni, però, sto iniziando seriamente a guardare con disprezzo il panetto che giace inerme nel mio frigo… 😀
      Ah! Lasciamo la MARGARINA e i suoi grassi saturi alle persone fini e raffinate! Il BURRO è stato sdoganato di recente e io vado a fare un toast per festeggiare l’evento… 🙂

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  3. Eccomi con la parola ROGITO , ha un suono aberrante non trovi ? E dovrebbe essere bandita solo perché ha un suono talmente sgradevole da sembrare una rumorosa emissione dalla bocca di gas contenuti nello stomaco…. vi ho disgustati abbastanza ??

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    1. Rogito ergo sum! Per assonanza mi viene sempre in mente questa frase… Condivido la tua aberrazione! Hai reso perfettamente l’idea. Adesso, però, si rende necessario cambiare la definizione della parola:
      ROGITO – gastrite ansiogena derivante dall’acquisto di un immobile, con relativo salasso pecuniario e annesso groppone da mutuo pluriennale.
      Purtoppo, in questo caso, non c’è Maalox che tenga…! Burp!

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  4. Ma che belle CITAzioni DOTTe, degne quasi della DOTToressa CHEETA! Una mia grande amica. Eppure, è diventata piuttosto ARROGANTE nell’ultimo periodo, me ne sono reso conto dopo quella volta che, con la scusa di vedere il suo albero appena ROGITATO, mi offrì quintali di BURRO al posto del thè.

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