Niente è come te – Sara Rattaro

“Poi ho ascoltato il mio dolore. Perchè il dolore si ascolta sai? Con le orecchie, con le mani e con il cuore. E’ come l’aria soffiata via, un luogo senza uscita, un bagno nelle sabbie mobili. E’ insopportabilmente lento.”

Una bella bambina bionda dal viso dolce e assorto in copertina che cattura lo sguardo, una trama davvero interessante che parla di un papà che tenta di riavvicinarsi a sua figlia – portata via dalla mamma quando era piccola – tante frasi come quella che apre il post disseminate qui e là lungo il romanzo – quasi a volerci far tirare un pò il fiato durante la lettura – e la vittoria del Premio Bancarella di quest’anno: tanti sono i motivi per leggere questo libro. L’autrice porta alla nostra attenzione la triste vicenda delle sottrazioni internazionali di minori, veri e propri rapimenti spesso e volentieri “avallati” dalla legge, ad opera del coniuge – solitamente le madri – che un giorno semplicemente decide di tornare nel suo paese di origine coi figli, lasciando il partner al suo destino ed estromettendolo, di fatto, dal suo ruolo genitoriale e dalla vita dei figli. Alla fine di ogni capitolo troviamo citati parecchi casi di nostri connazionali, per lo più i papà, che non vedono i figli da anni perchè la legislatura vigente non li aiuta efficacemente e non aiuta a tutelare le parti più deboli in queste cause (i figli). E’ davvero molto triste che siano spesso i papà a pagare le conseguenze di certe decisioni: non possono più essere compagni di vita ma restano papà a vita. E per i figli sono una figura importante. Anche se senza di loro sembra che si possa vivere, la loro assenza alla fine si farà strada nell’animo del bambino, anche se abbastanza piccolo da poter continuare a vivere altrove -magari con un’altra figura maschile – creando comunque un qualcosa che probabilmente si farà fatica ad identificare e portando con se insoddisfazione e sofferenza. E’ quello che succede a Margherita, la protagonista del romanzo insieme a suo papà Francesco. Riportata in Danimarca dalla mamma quando era molto piccola, Margherita cresce con un vuoto spaventoso che riesce a colmare un pochino col suo violino e un pò di più quando usa le mani per le pratiche autolesioniste che ha imparato a nascondere molto bene agli altri. Francesco tenta in ogni modo di far parte della vita di Margherita invocando il suo diritto a essere genitore, ma la sua volontà si è piegata alle leggi danesi tanto forti quanto deboli quelle italiane. Solo con la morte della ex moglie riesce a riportare la figlia in Italia trovandosi di fronte però ad un’adolescente timida e silenziosa che parla a monosillabi e che deve imparare a conoscere. Sara Rattaro ha avuto una stupenda idea a voler scrivere a riguardo di un tema tanto spinoso. Si è documentata, ha letto le storie e incontrato le persone coinvolte in queste spiacevoli situazioni e ha messo tutto su carta, lasciando parlare alternativamente Francesco e Margherita ( e con questo sono a quota tre libri scritti in questo modo; mi domando se scrivere romanzi con due voci narranti sia diventata una moda o se è semplicemente una coincidenza) facendo partire e gestendo molto bene storia e intreccio.
Per buona parte del libro, poi si perde. Si perde dietro agli umanissimi sentimenti della compagna di Francesco, dietro i pesanti scherzi della bulla della classe ai danni di Margherita, dietro altra sofferenza più o meno gratuita che Sara Rattaro fa patire ai suoi protagonisti. E sceglie un finale che dà si l’idea della tanto agognata riunione tra padre e figlia e della conquistata libertà da un passato doloroso, ma che a conti fatti è solo un’altra fuga – come quella subita da Margherita in tenera età – dalla realtà e da problemi vecchi e nuovi e fuga dell’autrice stessa da un finale che avrebbe potuto essere un pò meno e forzatamente lieto. Badate bene che non vi sto sconsigliando la lettura del libro, anzi: già solo per il tema trattato vale la pena di leggerlo! E’ che a me ha dato poca soddisfazione – e mi spiace perche’ Sara Rattaro scrive davvero molto bene e ha tanto da dare al lettore con i suoi libri tratti da storie vere – con quel finale che mi è sembrato poco curato, come se l’autrice si fosse accorta di aver già detto tanto e ha pensato di chiudere la storia con un finale abbastanza in linea col romanzo ma purtroppo già visto.

ED. Garzanti
PP 219
ISBN ISBN 9788811687160
KINDLE 898 kb
SITO http://sararattaro.it/

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Monique ha detto:

    L’ho letto, mi è piaciuto. Mi piace anche lo stile di scrittura e l’ho trovato un buono spunto per riflettere su un tema spinoso.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...