Murakami Haruki – Uomini Senza Donne

La mia predilezione verso il Sensei non è cosa ignota, anzi, direi che è quasi un’ovvietà. Ho già ribadito più volte che le sue opere le leggo sempre con grande interesse e sarei disposto anche a leggere il suo contatore del gas, se fosse il mio vicino di casa. Ebbene, la breve introduzione appena scritta, potrebbe far credere che sia rimasto un po’ deluso dall’ultimo suo lavoro; non è del tutto vero, ma nemmeno spudoratamente falso.

Uomini Senza Donne è un’opera composta da sette brevi racconti, che hanno come tematica principale: la ricerca di una felicità perduta o, mai avuta, tra i due sessi.  I racconti si svolgono sempre nella sua maniera canonica, ovvero, tra il fantastico ed il surreale, fondati su solide basi di solitudine e di aridità  sentimentale che i protagonisti delle varie storie, esprimono con una disarmante lucidità.

Le situazioni sono differenti tra loro: c’è quella di un vedovo che diventa amico dell’amante della moglie defunta, quella di un essere vivente, non meglio precisato, che si risveglia nei panni di uomo dopo un lungo sonno; oppure, quella di un tizio confinato in casa come una sorta di arresti domiciliari, nel quale il suo unico contatto con il mondo esterno è dato dalla donna delle pulizie, che gli racconta vicende incredibili solo dopo aver fatto del sesso; poi c’è la storia di Kino, un uomo che lascia tutto per aprire un bar, frequentato poi, da persone decisamente strane che gli lanceranno dei messaggi sulla sua esistenza. Tra queste c’è anche la storia di due amici molto diversi tra loro e uno di questi, spinge l’altro a frequentare la propria fidanzata. L’ultimo racconto è quello che dà il titolo al libro ed è forse quello che mi è piaciuto di più. Potrei definirlo come una specie di editto nel quale si spiega in modo sincero e delicato, ciò che si prova a non avere più una donna.

Gli elementi, le tematiche e i personaggi presenti in questi racconti, sono una costante nei libri del Sensei, come: uomini lasciati da donne sprezzanti ed emancipate, amanti che disturbano un idillio fittizio, avuto solo dopo una convivenza vuota; personaggi criptici che compiono azioni apparentemente insensate, ma che denotano un certo fascino soprattutto agli occhi del protagonista della storia e non ultimo, scene ripiene di un simbolismo che a volte si fa fatica a comprenderne il senso. Murakami ha una specie di ossessione per questo tipologia di narrazione, come se covasse dentro un male che vorrebbe estirpare e che ritorna ogni volta nelle sue opere. Non mi sento di dire che sia monotono, però nemmeno troppo vario nelle sue scelte. Riconsidera sempre questo tema dando però nuove sfaccettature e approfondendo sempre di più il concetto, che per quanto, è stato ben recepito da noi lettori. Ha una padronanza tale, nel raccontare i mali dell’animo umano, che mi lasciano sempre meravigliato e sorpreso, dall’analisi profonda e dallo studio preciso in cui si cimenta per raccontarlo a noialtri che viviamo ignari di tutto.

Quando ho voglia di leggere le vicende di un tizio, che rimugina sulla sua vita solitaria e deprimente, leggo i romanzi di Murakami, almeno so, che c’è qualcuno che se la passa molto peggio di me; anche perché io a confronto, sono un miracolato. Per farla breve:

Haruki caro, sei uno dei miei scrittori preferiti, penso che l’arte di scrivere sia dalla tua, però, ogni tanto cambia qualcosina, lo dico per te. Che ne sai, ci possono essere milioni di argomenti che non hai ancora trattato, provali! Potrebbero piacerti anche cose un po’ diverse dal solito, d’altronde le novità spesso sono un bene. Dai, facciamo così, aspetto il tuo prossimo romanzo (a proposito, ma il secondo dell’Incolore Tazaki… è pronto, o la libraia ha preso un abbaglio?) poi ne riparliamo, un abbraccio.

Mr.D.

Le fotografie presenti in questo articolo sono di proprietà dell’autore del post, tranne ove specificato.
Pertanto le immagini in questo articolo sono di proprietà esclusiva dell’autore e non è possibile copiarle e riprodurle senza autorizzazione.
Parole infinite è un blog multi autore. Pertanto ciascun autore è responsabile per i propri articoli e commenti.
Sul materiale inserito dagli autori del blog non vi è controllo editoriale, e la responsabilità di quanto scritto è dell’autore stesso. Leggi il Disclaimer.

Annunci

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. luna ha detto:

    A me è piaciuto molto.
    Luna

    Mi piace

    1. Mr. D. ha detto:

      Bé sì, anche a me. Però non l’ho trovato molto originale, ecco.

      Liked by 1 persona

  2. Marco ha detto:

    Ma io conosco questo Mr D. ??? Cioè è un (ormai per me ex) collega di lavoro?
    Vorrei stringerti la mano per il tuo modo di scrivere. Descrizione perfetta.

    Liked by 1 persona

  3. Mr. D. ha detto:

    Troppo gentile. Comunque sì, prima che tu trovassi un bell’impiego elvetico, eravamo colleghi.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...