Il lago -Banana Yoshimoto

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Ero un’assidua lettrice delle opere di Banana Yoshimoto,  ma col tempo ho iniziato a trovare i suoi racconti ripetitivi e lentamente ho preso le distanze da quest’autrice.
H/H mi aveva delusa così tanto da evitare accuratamente ogni suo lavoro successivo, convincendomi che la mia stagione con la Yoshimoto fosse giunta al termine.
A distanza di anni però,  complice una copertina meravigliosa,  il titolo (amo i laghi e la loro poetica malinconia) e l’atmosfera “hikkimori” che l’autrice evoca in ogni suo racconto ho deciso di dare ancora una chance a colei che mi ha “iniziata” alla letteratura giapponese, e non me ne sono pentita affatto.
Non vi so dire se l’aver fatto trascorrere tanto tempo prima di riprendere in mano un suo libro abbia contribuito a questo mio entusiasmo, credo in parte di sì, ma ho apprezzato particolarmente questo racconto.

Banana Yoshimoto ai suoi più alti livelli, un libro che può tranquillamente rivaleggiare con Kitchen, NP, Tzugumi. Ho creduto fino alla fine che fosse il suo ultimo lavoro e confidavo in una rinata ispirazione, prima di scoprire che si tratta di un’opera pubblicata in Giappone nel 2005, e tradotta solo adesso nel nostro Paese.

Immaginate i colori tenui di un lago immerso nelle brume dell’inverno. La luce tenue e malinconica del sole che cerca di farsi spazio e delicatamente si posa sull’acqua. In quest’atmosfera è immenso questo racconto fatto di ricordi, sensazioni e mistero. È un libro sulla scoperta di se stessi attraverso l’altro. La Yoshimoto è in grado di trasferire su carta la profondità dei sentimenti, l’inquietudine della paura senza mai tradire il suo stile leggero e soave e senza mai abbandonare i temi cardine della sua letteratura: la morte e l’amore.

La trama ruota intorno a una ragazza, Chihiro, che cerca di affrontare come può il dolore per la perdita della madre e contemporaneamente sta allacciando una relazione con un ragazzo timido ed introverso, che nasconde un vissuto tormentato e devastante. Entrambi dovranno affrontare i fantasmi del loro passato per poter crescere come individui e come coppia.

La Yoshimoto ha un’abilità innata nel creare personaggi che “suggeriscono” più di quello che rivelano e il lago del titolo è sì un luogo reale, ma anche una metafora del nascondiglio oscuro nel quale Nagajima ha tentato di affogare i suoi demoni.

Man mano che la trama scorre l’autrice ci conduce in un universo fatto di sentimenti, paure e coraggio alla scoperta di una storia d’amore inconsueta, fatta di sensazioni, immagini e speranze.

Titolo: Il Lago
Autore: Banana Yoshimoto
Pag: 142 pagine
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Lingua: Italiano
ISBN-13: 9788807031380

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9 commenti Aggiungi il tuo

  1. luna ha detto:

    Bella lettura. Ho fatto anche io un post. Vieni a leggerlo se ti va.
    Luna

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    1. Elena ha detto:

      Grazie Luna, l’ho letto quando è uscito. Complimenti.

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      1. luna ha detto:

        Grazie Elena

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  2. Mr. D. ha detto:

    Mi ricordo di aver dibattuto con te della cara Yoshimoto, e ci siamo detti praticamente la stessa cosa. Ora mi hai incuriosito e appena avrò occasione mi leggerò la sua nuova fatica. Chissà, magari mi ritorna il vecchio amore per Banana, esattamente come quello che provano i Minions per il frutto tropicale.

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    1. Elena ha detto:

      Ricordo perfettamente quella mattina, il bello di arrivare a quell’ora in ufficio è che si possono fare delle belle chiacchierate letterarie con i colleghi “notturni”. Ti passerò il libro, sono molto curiosa di sapere cosa ne pensi.

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  3. liveeread ha detto:

    Condivido! Ma non ce l’ho fatta ad abbandonarla… ho rallentato un po’! Ogni tanto è piacevole ritrovarla ! Prenderò questo! Grazie!

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    1. Elena ha detto:

      Grazie!!! Aspetto di leggere le tue impressioni quando lo avrai letto. 🙂

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  4. MrD. LA TANA ha detto:

    Innanzitutto, grazie per avermi prestato il libro e dopo averlo letto, posso dire che mi sarei aspettato un colpo di scena o un’evoluzione importante tra i due personaggi, a mio parere non c’è stato nulla di tutto ciò. Comunque l’ho trovato delicato e malinconico, forse un po’ sottotono, ma non è stata una brutta lettura.

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    1. Elena ha detto:

      Prego, è stato un piacere!
      Quindi non ti ha convinto del tutto, non ti è dispiaciuto, ma c’è stata una Yoshimoto migliore 🙂

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