Julie & Julia vs Julie & Julia

Una delle scene che preferisco del film ‘Julie & Julia’ è quella in cui la giovane editor Judith Jones, sperimenta una delle ricette del libro di cucina che le viene dato da leggere. Alla fine della preparazione, assaggia la carne e…’Gnamm!’ è la parola che accompagna il suo viso deliziato. Quel ‘gnam’ mi ha spinto a cercare la ricetta in rete e a replicarla…E ‘gnamm’ l’ho detto anch’io. Il boeuf burguignon di Julia Child è davvero speciale e ora lo preparo anche a occhi chiusi. Ma prima di aver visto questo film non sapevo nè chi fosse Julia Child e tantomeno del suo contributo alla cucina americana, nè chi fosse Julie Powell.

Il film è l’adattamento cinematografico del libro ‘Julie & Julia’ di Julie Powell, adattato a sua volta dal blog che Julie teneva mentre cucinava. Il blog e poi il libro, sono stati criticati e tacciati di essere irrispettosi verso Julia Child e il grande cambiamento che col suo ricettario ha portato nelle cucine americane: ha reso la cucina francese alla portata di tutti ed è stata l’apripista dei libri che spiegano passo passo la preparazione di una ricetta con tanto di foto e delle trasmissioni televisive di cucina. Io non l’ho vista cosi, anzi, c’è talmente tanto di Julie Powell e del suo vissuto in quelle pagine che quasi Julia Child passa in secondo piano.
Julie Powell ha coraggiosamente, e incoscientemente aggiungo, replicato tutte le ricette del libro di cucina di Julia Child, finendo per cucinare ad orari impossibili, in una cucina impossibile, senza farsi mai ‘smontare’ da quelle più difficili e senza saltarne nessuna. E ha fatto tutto seguendo il suo istinto: io avrei prima letto il ricettario, poi avrei usato tutti i preparati più moderni in commercio e senz’altro avrei saltato le ricette non di mio gusto (ad esempio, il capitolo sugli aspic, la gelatina non mi piace).
Lei no: tutto doveva essere come lo aveva preparato Julia Child a suo tempo. Cucinare ricette di quarant’anni prima ha fatto in modo che Julie Powell realizzasse il suo sogno di fare la scrittrice a tempo pieno e cambiare un pò la sua vita. La regista di quella meraviglia che si sviluppa a cavallo tra gli anni sessanta e i giorni nostri e tra New York e Parigi non poteva che essere Nora Ephron, ottima regista, mancata due anni fa, che in questo film ha reso al cibo un vero e proprio omaggio, essendo anche lei amante del buon cibo e della buona tavola e, pare, piuttosto brava in cucina (avete mai provato la sua torta zafferano e mandorle? E’ deliziosa! Ed è anche molto semplice da preparare).

Nora Ephron ha studiato attentamente tutto il blog per ricavarne una storia delicata ma anche divertente, che parla di temi anche drammatici senza scadere nel patetico e nel triste a tutti i costi e ha voluto nei panni di Julia Child quel mostro di bravura di Meryl Streep e in quelli di suo marito Paul, Stanley Tucci (hanno recitato insieme anche ne ‘Il diavolo veste Prada’) e nella parte di Julie Powell, la brava Amy Adams, diventata ormai quasi una presenza fissa ad Hollywood.

A quanti avessero il dvd e non lo avessero ancora fatto, consiglio di guardare gli inserti speciali: vi trovate molti aneddoti interessanti sulla lavorazione del film, su come è stato presentato e cucinato il cibo che vediamo nel film e che gli attori hanno realmente mangiato durante le riprese.
Il libro di ricette di Julia Child, anzi i libri perchè sono due, sono facilmente reperibili in rete, ma li trovate solo in lingua originale e quindi con le unità di misura americane e preparatevi perchè non troverete una ricetta una, dove non venga usato il burro o che abbia poche calorie. D’altronde la stessa Julia Child diceva che ‘il burro non è mai abbastanza’. ‘Bon appetit!’

Libro
Autore: Julie Powell
Casa Editrice: Edizione speciale per il Corriere della Sera – Collana ‘Storie di cucina’
pp: 333
ISBN: 9-771825-063280

Film
Anno:2009
Casa di Distrubuzione: Sony Pictures
Regia Nora Ephron
Attori: Meryl Streep, Stanley Tucci, Amy Adams, Chris Messina

Per leggere anche altri post della serie, clicca qui: “Dal libro al film“.

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10 commenti Aggiungi il tuo

  1. lapinsu ha detto:

    Non ho letto il libro di Julie Powell nè quelli di Julia Child, tuttavia ho visto il film poco tempo fa e l’ho trovato semplicemente delizioso, come una delle prelibate ricette cucinate da Julie.
    La visione del film mi ha trasmesso un tale senso di lievità da rendermi quasi stordito: una prova al solita maiuscola delle 2 protagoniste e, soprattutto, un’ultima dolcissima carezza di commiato regalataci da Nora Ephron, indiscussa regina della commedia romantica.
    Ne ho tratto anche una recensione sul mio blog: se avrai tempo di leggerla, sono certo che la gradirai (mai quanto il boeuf burguignon però 😀 )

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  2. Nina Trema ha detto:

    Siccome sono una polentona bresciana – e una donna saggia – lo dico anche io che il burro è cosa buona e giusta 🙂
    Grazie della segnalazione 😉

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  3. kasabake ha detto:

    Comunque, solo per un’economia dello spazio e per una maggiore pulizia dello spazio commenti, annullate per favore i miei 2 precedenti commenti (commento monco ed avviso seguente) e tenete buona solo questa versione, thanx!

    Quando facevo l’università, il mio mentore, il professore di letteratura italiana Ezio Raimondi, era solito dirci che tradurre è sempre un po’ tradire.
    Essendo un appassionato di cinema, sono sempre stato molto affascinato da come un’opera scritta in un linguaggio (quello letterario) possa essere riprodotta in modo efficace in un altro ( quello cinematografico).
    Gli esempi sono davvero innumerevoli, sia di casi in cui l’adattamento è stato pedissequo, sia di casi in cui invece gli autori del film hanno quasi creato una storia nuova, completamente diversa ( penso immediatamente a “Shining”, in cui Kubrick realizza un capolavoro della settima arte, pur tradendo moltissimo l’opera di King e tutta la parte della “luccicanza” oppure agli interventi pesantemente creativi con cui gli autori dello Studio Ghibli hanno trasformato i romanzi da cui hanno tratto molti dei loro film di animazione o ancora la differenza di trattamento notevole che il regista e sceneggiatore Peter Jackson ha riservato ai libri di Tolkien tra la prima e la seconda trilogia cinematografica e potrei andare avanti quasi all’infinito).

    Per tutto questo, amo la vostra rubrica “Dal libro al Film” e mi rammarico solo che non abbiate possibilità di postare molti articoli di questo tipo, perché è davvero una goduria, per chi come me ha un po’ trascurato la lettura in favore della visione, scoprire tutti i particolari e le sfumature che la vostra brigata di giovani lettrici ed autrici (sorta di Jihad tutta al femminile) riesce a sciorinare in ogni articolo, tanto che ogni volta mi sento davvero più ricco.

    Ho sempre apprezzato lo stile della Ephron come regista e come sceneggiatrice (come si può desumere anche dal lungo intervento che le dedicai sul mio blog) e considero il film “Julie & Julia” un po’ il suo testamento spirituale, ma non saprei mai dire quanto della Ephron e quanto della Powell c’è nei dialoghi, nelle scene e nel mood che si respira.

    Illuminami, Manuela!

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    1. Elena ha detto:

      Grazie, come sempre, x i complimenti. Quando ho proposto questa rubrica pensavo fosse più semplice, invece non lo è affatto. Per questo motivo gli articoli non sono tanti, confido che con il tempo aumenteremo il numero dei post e raffineremo il confronto tra le due arti. :mrgreen:

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      1. kasabake ha detto:

        Ti rinnovo le mie due richieste fattevi nel post: 1 se potevate in quanto amministratrici del vostro blog cancellare il mio commento tronco e la successiva richiesta di cancellazione; 2 se potevate illuminarmi sulle peculiari differenze tra il romanzo e lo script del film.

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      2. Elena ha detto:

        Ma come, non li ho cancellati? Fammi controllare…. Io non li vedo più.
        Per quanto concerne le peculiarità libro / film devi attendere che Manuela rientri dalle sue meritate vacanze 😁

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      3. kasabake ha detto:

        Tu sei stata bravissima e gentilissimo

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  4. kasabake ha detto:

    Ma io controllando con un telefono del piffero il blog avevo mantenuto i commenti nella cache. Chiedo scusa e ringrazio ancora, siete tutte splendide!

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  5. Manuela ha detto:

    Ciao a tutti e grazie mille per i mi piace e i commenti!! E poi i complimenti di Kasabake: che bella sorpresa, grazie!! Avevo già visto i vs commenti ma ero in procinto di partire e mi sono ripromessa di rispondere al mio rientro: sono tornata ieri dal mare – ma che bello è leggere sulla spiaggia!! 🙂 – e dunque eccoci qui…
    Ninatrema: avevo letto tempo fa che pare che adesso il burro non sia più cosi demonizzato come in passato, certo non bisogna abusarne(come con ogni cosa) ma una certa apertura c’è. Come si fa a non usarlo per le torte o nel risotto alla milanese? O più semplicemente sul pane? 🙂
    Lapinsu: ho letto la tua recensione e… l’ho gradita. 🙂 Si vede che questo film ti piace e tanto. 🙂 Non potevo lasciarmi scappare un film come questo, io che sono incollata a quasi tutte le trasmissioni di cucina dei canali satellitari.E sono onesta, mi sono lasciata fuorviare dalle critiche e ci ho messo tanto a decidermi a leggere il libro.Ma sono contenta di averlo fatto, foss’altro per vedere sia cosa c’era scritto di tanto brutto che le differenze col film.
    E arriviamo cosi a Kasabake: intanto grazie anche da parte mia per la preferenza che hai riguardo alla nostra rubrica. Ho letto il tuo post su Nora Ephron e adesso ti faccio i complimenti io: è davvero molto bello, ricco di informazioni e non trovo che la sua lunghezza lo penalizzi, anzi. E ora veniamo a Julie & Julia: è di Nora Ephron, ovviamente, tutta la delicatezza che aleggia sul film, sia quando vediamo Chris Messina ‘attaccare’ in maniera vorace, ma non cosi tanto, le bruschette o la ‘Reine de Saba’ preparati da Julie (il risultato poteva essere diverso e allora ci saremmo trovati davanti uno spettacolo abbastanza disgustoso) sia quando veniamo a conoscenza dell’impossibilità di avere figli di Julia Child semplicemente dallo sguardo triste con cui Meryl Streep segue la carrozzina durante la passeggiata col marito nel parco (era a questa scena che mi riferivo quando parlavo di temi drammatici che non cadono nel patetico). Sua l’dea di far vivere in parallelo le storie delle protagoniste, traendo dalla biografia di Julia Child scritta dal nipote, le informazioni necessarie a delineare quel ritratto che Julie ha di Julia Child nella sua mente, questo è il personaggio di Meryl Streep e non impersonare Julia Child (come da stessa ammissione della Streep; l’intervista è tra egli extra del dvd). Venendo al libro e quindi alla Powell, i riferimenti alla vita di Julia Child non sono cosi ricorrenti, Julie ha parecchio riconoscimento (nel film lo intuiamo dai tanti messaggi nella segreteria telefonica)e viene invitata a trasmissioni in cui porta i suoi piatti, i gatti sono in realtà tre e la famosa cena con Judith Jones non salta per aria del tutto: il giornalista che doveva accompagnarla va lo stesso a cena da Julie. E qui mi fermo, non vorrei sfociare nello spoiler anche se nel contempo spero di aver suscitato qualche curiosità nei riguardi del libro.Grazie per avermi chiesto ‘lumi’ e alla prossima! 🙂

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  6. kasabake ha detto:

    Grazie Manuela per l’apprezzamento al mio post sulla Ephron ed ho trovato le tue osservazioni sul film perfettamente in sintonia.
    Grazie anche per aver risposto alle mie domande, da cui ho tratto note importantissime sulla genesi dello script: una vicenda tutta al femminile, con due grandi donne (la Child e la Powell), narrata al cinema da un’altra donna di grande barvura e sensibilità ed infine recensita da un manipolo di donne lettrici e scrittrici, fiere, colte e gentili, non amazzoni, non vestali, non sacerdotesse o Bene Gesserit al servizio di un ordine o di un potere comunque maschile, sia esso divino o terreno, ma cavalieri alla difesa della bella lettura e della piacevole conversazione.
    Che bello!!
    Vi si segue tutte con grande piacere, sempre!!

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