Tempi glaciali – Fred Vargas

Ebbene si. Sono tra quei lettori che aspettavano con ansia l’uscita del nuovo libro della Vargas. Per essere sinceri attendevo anche con un po’ di timore perché negli ultimi lavori la scrittrice ha messo in campo una vena surreale che ho trovato decisamente eccessiva. L’originalità per me è sempre un pregio, ma, quando ho l’impressione che si voglia arrivare ad un risultato credibile sfruttando degli artifici non credibili, stento ad arrivare alla fine della lettura. In effetti credo di non conoscere il finale di molti libri che possiedo.
Per fortuna questa volta la Vargas mi è sembrata in gran forma. I protagonisti sono quelli storici: il commissario Adamsberg, svagato e cocciuto come d’abitudine; il capitano Danglard, azzimato e gran bevitore, e tutta la folcloristica squadra anticrimine del tredicesimo arrondissement di Parigi. Si comincia con un suicidio sospetto che si rivela essere un omicidio, poi un secondo, accomunati dalla presenza di un piccolo disegno che sembra rappresentare una ghigliottina. Gli indizi porteranno ad uno strano incidente avvenuto anni prima su una minuscola isoletta islandese e poi nell’ambito di gruppo di persone che ama rivivere i tempi della rivoluzione francese rappresentando le gesta di Robespierre. L’intricata vicenda porterà malumori e dissapori all’interno della squadra anticrimine che fatica ad accettare la personalità sopra le righe del proprio commissario. E stavolta non basterà l’indiscutibile carisma dello “spalatore di nuvole” a convincere il fedele Danglard. Ma sarà ovviamente Adamsberg, con le sue geniali intuizioni, ad arrivare alla verità.
Intanto ritrovare il commissario e tutta la sua squadra è come incontrare dei vecchi amici. C’è il piacere di riconoscere qualcosa che fa parte del tuo passato e la curiosità di scoprire cosa c’è di nuovo. Perché i personaggi della Vargas hanno indubbiamente una forte personalità e sono ben caratterizzati, ma non sono statici, anzi si evolvono sia per il tempo che passa che per i rapporti di forza che intercorrono tra loro. Per questo, contrariamente a quanto avviene per altre serie gialle, non si ha mai la sensazione che sia tutto scontato, di sapere in anticipo come si comporteranno o cosa diranno i protagonisti.
Anche la vicenda è avvincente e complessa, forse ancor più complicata dal fatto che il commissario sembra muoversi sull’onda delle sue intuizioni pressoché inconsapevoli, convinto com’è che, in certe situazioni, la vera strategia sia pensare al di fuori di ogni logica. E così ci ritroviamo ad affrontare un viaggio fino ad piccolo isolotto in Islanda pervaso da un alone misterioso quanto macabro. Ma scopriamo anche, come spesso avviene nei libri della Vargas, un aspetto fortemente legato al sentimento di appartenenza alla propria terra. Se in altri libri l’autrice ha posto l’accento sulla fierezza del carattere bretone, sulla bellezza di certe zone o sulle leggende e tradizioni tipiche di alcuni luoghi di Francia, in questo caso ci fa rivivere l’evento storico epocale : la rivoluzione francese. E il fascino della rievocazione storica incanta i partecipanti tanto quanto chi legge.
Ma il pregio della scrittura della Vargas anche in questo libro è legato ai suoi personaggi, che non sono mai stereotipati. Qui non esiste l’eroe bello e dannato. Il protagonista, il commissario Adamsberg, non è certamente un uomo forte e volitivo. L’attrazione che induce nel lettore deriva dall’essere fuori dagli schemi, dal suo parlare e muoversi in modo lento ed avvolgente, quasi carezzevole. Altrettanto atipici sono gli altri personaggi.
In sintesi un ritorno decisamente gradito.

 

Fred Vargas
Tempi glaciali
Einaudi stile libero Big
Romanzo giallo
442 pagine
ISBN 978-88-06-22773-9

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Elena ha detto:

    Ho conosciuto Fred Vargas per caso, un pomeriggio, twittando per chiedere consiglio su un buon libro da leggere, e mi venne suggerito proprio un libro di quest’autrice, che all’epoca credevo un uomo ;-). Mesi dopo scoprii che la Vargas era un habituè delle tue letture. Non ho letto la sua ultima fatica ma apprezzo molto il suo stile e i personaggi che disegna.
    Grazie per averci suggerito questa lettura, che è già entrata nella mia “wish list” !

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    1. Tiziana52 ha detto:

      Cara Elena, mi sento senza meno di consigliarti un incontro con lo spalatore di nuvole vista la mia affinità con lui. Abbiamo in comune questa fulgida intelligenza ( e daje a ride) e poi questo vezzo di pensare solo quando camminiamo ( nel mio caso il cervello è attivo 10 minuti al giorno). Tutto sommato…pensandoci bene…mi sa che non ti ho fatto venire tanta voglia di leggere sto libro ( e ridaje a ride…)😂

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