Dirty Dancing vs Dirty Dancing-The Classic Story on Stage

La settimana scorsa, grazie a “Groupon” (provate a controllare se l’offerta è ancora attiva) ho fatto un tuffo nel passato. Un salto di 28 anni per la precisione, che mi ha riportato a rivivere l’atmosfera di un film che ha avuto enorme successo e che tanto ne ha ancora: sono andata a teatro a vedere la trasposizione in musical di Dirty Dancing. Jhonny Castle, Baby, Penny e il dott. Houseman sono usciti dalla pellicola per riproporci nuovamente la ormai mitica storia che ha accompagnato noi adolescenti di quel periodo(ma credo anche le nuove generazioni) per parecchio tempo.
La storia, ambientata negli anni 60, non è poi sta gran cosa, segue il filone delle ragazzine ingenue che si innamorano del figo di turno un pò rude ma capace di grandi slanci, e che vivono questo amore più o meno contrastato che alla fine trionfa, ma ha nei numeri di ballo che si snocciolano via via lungo tutto il film tutto il suo potenziale. Prima sono Jhonny e Penny, poi Jhonny e Baby e tra un ballo, proibito, per l’epoca, e l’altro, la storia viene messa un pochino sullo sfondo dalla musica e dalle coreografie. La colonna sonora di Dirty Dancing ha vinto Oscar e Golden Globe e le coreografie hanno fatto scuola e sono entrate nel mito.

Piccola interruzione per un aneddoto personale: a me Dirty Dancing, oltre a Patrick Swayze/Jhonny Castle che dice che ‘Nessuno può mettere Baby in un angolo!’ e la trasformazione da ballerina negata a ballerina in grado di tenere la scena di Baby, sulle note di ‘Hungry eyes’, la canzone che preferisco, fa venire in mente anche ‘Hotel’, il gioco da tavolo, uscito proprio quell’anno, che ricorda un pochino il monopoli ma in cui devi costruire gli alberghi e fare in modo che gli altri giocatori ti paghino poi le notti. Il motivo? Le interminabili partite a due con mia sorella erano accompagnate dalla colonna sonora del film. Rigorosamente in cassetta.

L’enorme successo del film ha contribuito alla nascita della sua trasposizione in musical, messo in scena prima in Australia, dove ebbe un tale successo da battere record di presenze e incassi, e poi in mezzo mondo, arrivando infine qui da noi lo scorso inverno. Il successo è stato tale e le richieste cosi tante che lo spettacolo è stato portato nuovamente in scena e ha ripreso il tour – resterà al Teatro Barclays Nazionale di Milano fino al 2 agosto – in una veste nuova: il finale si svolge tra palco e platea.
Certo, rispetto al film, il ns musical è un pò sotto tono, la recitazione non cosi coinvolgente e alcune delle canzoni sono state tradotte…Non vi agitate: ‘The time of my life’ non è stata toccata. Ma le scenografie sono notevoli, il ritmo dello spettacolo non è mai noioso i e i ballerini reclutati per lo spettacolo sono bravissimi. La migliore? Penny/Federica Capra.

Nel musical sono stati inseriti dialoghi presi da scene che poi sono state tagliate dal film e dialoghi inediti che completano un pochino la storia. Ve lo consiglio: se vi piacciono i musical, vi è piaciuto Dirty Dancing e non siete troppo conservatori, questo è un modo per vederlo in una veste nuova. Vi consiglio anche un giro su you tube per i video dei dietro le quinte e qualche chicca, come il provino di Jennifer Grey o un certo Kenny Ortega che, alto alto, magro magro e con tanti capelli,insegna le coreografie agli attori.

 

 

Film
Anno di uscita: 1987
Regia:Emile Ardolino
Cast: Patrick Swayze, Jennifer Grey, Cynthia Rodes, Jerry Orbach
Sceneggiatura: Eleanor Bergstein
Casa di Produzione: Vestron Pictures

Musical
Anno di uscita: 2004 in Australia
Casa di Produzione: Jacobsen Entertainment
Sceneggiatura: Eleanor Bergstein

Musical in Italia
Anno di uscita: 2014
Cast: Gabrio Gentilini, Sara Santostasi, Federica Capra, Simone Pieroni
sito internet: http://www.dirtydancingitalia.it

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. mchan84 ha detto:

    Hallo!
    I musical italiani non è che mi facciano impazzire… Sarà che sono sempre presi da film che sono stati trasmessi con i sottotitoli ai testi originali delle canzoni. Io questa cosa di tradurre il testo, o meglio riadattarlo non la sopporto più di tanto, specialmente nei musical per adulti. Ho visto “Tutti insieme appassionatamente” (The sound of music) lo scorso dicembre e mi è piaciuto solamente perché anche il film aveva le canzoni in italiano (anche se poi quelli del musical ne hanno modificato alcune parti del testo…)
    Comunque il film è un cult e quando penso a Patrick Swayne lo immagino sempre con quei pantaloni neri attillati e la camicia nera sbottonata… ;-P
    Mchan

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