Paese che vai, titolo che trovi – pilot

il

Il buio oltre la siepe = To Kill a Mockingbird

 Chi mi conosce sa che ho studiato lingue e che ho sempre avuto una fissa particolare per come vengono tradotti i titoli di libri e film. È un argomento per il quale mi inalbero spesso, soprattutto perché si da sempre la colpa ai traduttori, che colpa non hanno. Ma non è solo questo il motivo per il quale mi innervosisco per certe scelte. A volte il titolo inganna il lettore. Altre volte svela troppo o non ha nulla a che fare con il testo all’interno. Questa nuova rubrica vuole rendervi partecipi e coinvolgervi nell’analisi di questo aspetto, mettendo a confronto il titolo originale con la sua traduzione italiana (o vice versa) e cercando di capire le motivazioni che stanno dietro questa scelta editoriale. Perché non si tratta della creatività del traduttore, piuttosto di quella del marketing. Credo che parlare di traduzione sia addirittura errato. Si tratta di un riadattamento, di invenzione, si tratta di rinominare.

Poi ci sono quei titoli che sono intraducibili e allora The Catcher in the Rye diventa Il giovane Holden, un riadattamento che rende giustizia al capolavoro di J.D.Salinger. Non starò qui a spiegarvene la genesi, l’edizione Einaudi contiene una Nota (insolito caso di comunicazione editoriale) che spiega il significato del titolo originale e le scelte operate per giustificare quello italiano.

Per inaugurare questa nuova rubrica ho deciso di partire da un classico: Il buio oltre la siepe di Harper Lee, il cui titolo originale è To Kill a Mockingbird.

Il libro è ambientato nel Sud degli Stati Uniti degli anni Trenta , periodo di segregazione razziale.
La protagonista è Scout, e attraverso i suoi occhi vediamo la società in cui vive, luogo di violenze e razzismo. Il padre di Scout, Atticus Finch, è un avvocato che viene incaricato della difesa d’ufficio di un ragazzo di colore accusato di violenza sessuale. Nonostante venga dimostrata la sua innocenza, verrà comunque condannato a morte. Questo fatto porterà alla luce l’ipocrisia di coloro che continuano, per paura, a non esprimere le proprie idee e la crudeltà di quelli che convintamente continuano a privare i neri dei propri diritti.

Il titolo originale letteralmente significa “uccidere un tordo beffeggiatore”, un uccello diffuso in America settentrionale e sconosciuto in Europa, innocuo e dal canto delizioso. Uccidere qualcosa di così puro e innocente sarebbe un crimine orribile.
L’accento è quindi posto sull’inutilità di commettere crimini e atti di crudeltà verso qualunque forma vivente. Il titolo italiano invece pone l’attenzione sulla paura di ciò che è sconosciuto pur essendo molto vicino a noi.
Onestamente l’adattamento italiano funziona bene, richiamando l’immagine finale della storia e rendendo comunque giustizia al testo, benché sia meno complesso ed evocativo rispetto all’originale.

Edizione Italiana:

Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica
Lingua: Italiano
ISBN-10: 880780459X
ISBN-13: 978-8807804595

Edizione Inglese:

Editore: Hachette USA
Collana: Warner Books
Lingua: Inglese
ISBN-10: 0446310786
ISBN-13: 978-0446310789
Pag: 281

Annunci

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. mchan84 ha detto:

    Hallo! Anch’io ho la fissa di trovare il titolo originale e vedere se corrisponde o meno a quello italiano, sarà che ho studiato anch’io lingue… 😉
    Come dici tu tante volte è impossibile tradurre il titolo originale perché ci sono modi di dire nei svariati paesi e nelle svariate lingue che sono impossibili da tradurre letteralmente, però spesso e volentieri i traduttori (o chi per loro) lavorano moltissimo di fantasia anche quando la semplice traduzione letterale andrebbe benissimo. Io mi sono ritrovata a leggere dei libri che avevano dei titoli in italiano che non c’entravano proprio nulla con la trama e fino all’ultima pagina ero lì che cercavo un nesso.
    Mchan

    Liked by 1 persona

  2. Elena ha detto:

    Ciao!!!
    Credimi non sono i traduttori. La copertina e il titolo sono mezzi per attirare l’attenzione e sono opera del marketing. Spesso neppure l’autore ha voce in capitolo . Resta il fatto che a volte ci sono davvero degli scempi che vorrei contribuire a smascherare con questa nostra rubrica. E visto che mi capisci, se hai qualche titolo da suggerire (ma questa richiesta la estendo a tutti i nostri lettori) contattaci (email: parole_infinite@yahoo.com – tweet: @Parole_Infinite )

    Mi piace

  3. kasabake ha detto:

    Non conoscevo il tuo blog, Elena, né la tua passione e competenza in letteratura, che sto invece scoprendo ora piano, piano, navigando nel tuo sito… Si a, però, che il tempo è tiranno, quindi perdonerai la mia lentezza nello scoprire tutti i tuoi tesori!
    Sono giunto qui dal commento, cortesissimo, che hai fatto al mio post sulle traduzioni dei titoli dei film (più scherzoso che competente, il mio) e ti ringrazio per avermi permesso di scoprirti.

    Liked by 1 persona

    1. Elena ha detto:

      Caro Kasabake, grazie mille !! Come vedi il blog è multi voce, non è tutto merito mio quello che leggi qui dentro. Grazie ancora per i complimenti, che scritti da te che hai una padronanza della parola scritta davvero unica è un grande onore.

      Liked by 1 persona

      1. kasabake ha detto:

        Infatti il blog è affascinante anche per la molteplicità di voci: mai noioso e sempre vivo e soprattutto pieno di cose interessanti.. come si dice gergalmente “tanta roba”!
        Grazie a proposito delle bellissime parole con cui descrivi le cose che scrivo e questa volta permettimi di rubarti la frase “detto da te è un grande onore”!

        Liked by 1 persona

  4. kasabake ha detto:

    Scusa se ti rompo ancora, Elena, ma proprio ieri sera mi è capitato tra le mani un esempio lampante di ciò che dicevamo entrambi…
    Hanno da poco trasmesso anche in Italia la puntata della fiction “Person of Interest” numero 11 della 4° stagione, quella scritto dalla brava Dense Thé (per altro vera padrona del cane danese che si vede nella fiction) e che tanto clamore ha suscitato tra pubblico e critica negli States.
    Il titolo originale era “If-Then-Else”, che non è un comando da tastiera, attenzione, ma un comando condizionale di programmazione informatica, quello che si può trovare dentro ad una riga di codice ed ovviamente ha un significato particolare, proprio perché si usa quando ad una determinata condizione si verifichi nel programma una determinata cosa.
    Le macchine funzionano così, hanno dei comandi e reagiscono agli input in base alla loro programmazione.
    Questo titolo, abbinato a ciò che avviene nell’episodio (che ovviamente se segui la serie e non hai ancora visto la puntata in oggetto, non ti racconto.. ma se non la segui, dovresti farlo!), creano un significato doppio.
    In Italia, Mediaset ha distribuito l’episodio traducendolo con “Control-Alt-Delete”, quindi con un riferimento esplicito al linguaggio informatico (giusto), ma usando un comando da tastiera e soprattutto spostando la freccia semantica della frase da un atto CONDIZIONALE/OBBLIGATO ad un ATTO DELIBERATO/VOLONTARIO ed introducendo il termine “delete”, per spiegare (al pubblico cretino) che qualcuno, qualcosa vuole distruggere, uccidere, eliminare, ossia la traduzione al solito “usum delfini”.
    E’ grave? Lo noterà nessuno? La terra smetterà di ruotare intorno al proprio asse? Saliranno le maree? Il giorno della liberazione dei popoli oppressi è stato ulteriormente allontanato? Qualcuno si ribellerà o farà semplicemente reclamo?
    No. No a tutte queste domande.
    Non ne parlerò nemmeno io nel mio blog, ma l’ho fatto ora, in questo momento, hic et nunc, con te, perché è cosa da poco, un granello di sabbia in un ingranaggio che non si bloccherà, ma ugualmente volevo condividerlo.
    Ciao alla prossima.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...