I cani volano basso – Alek Popov

“Da rotolarsi sul pavimento dalle risate”, recita così la frase stampata sulla copertina. E’ proprio stampata, non possono essersi sbagliati ed aver confuso questo libro con un altro, mi dico dopo aver chiuso l’ultima pagina… Come mi sono ripromessa in passato, un giorno mi cimenterò in una dissertazione sulle indicazioni fuorvianti che abbondano su fascette, pubblicità, quarte di copertina e affini… Per il momento, però, mi riferirò solo a questo testo.
“Da rotolarsi sul pavimento per le risate” presuppone che colui/colei che legge debba davvero spanciarsi dalle risate pagina dopo pagina o perlomeno avere uno di quei crampi ai muscoli del viso che ti prendono quando sorridi per un periodo abbastanza prolungato. Questa frase è stata la costante compagna della mia lettura, sebbene latitante: l’ho ritrovata solo a sprazzi, ci siamo strette la mano e poi ognuna per la sua strada.


Il problema sostanziale è che le mie aspettative sono state disattese e ne ha risentito tutto il mio rapporto con il libro (perché io con i libri intrattengo proprio un rapporto!). Non voglio dire che non sia stata una lettura piacevole, tuttavia è stata condizionata da quella premessa che avrei volentieri fatto a meno di leggere…
Lamentele a parte (sarà l’età che avanza, ma ultimamente mi sono resa conto di essere diventata tendenzialmente più polemica), andiamo al dunque.
Il testo è di un autore bulgaro, Alek Popov, e narra la storia di due fratelli bulgari, appunto, che si ritrovano a vivere insieme a New York, il più giovane per scelta mentre l’altro per la fortunata assegnazione di una green card. Le vicende si alternano in capitoli in cui Ned e Ango Bonov raccontano in presa diretta le loro disavventure, quasi si trattasse di una sceneggiatura di un film. Un film per certi versi surreale: il lettore si ritrova catapultato in un mondo a tratti volutamente inverosimile in cui si intrecciano le vertenze sindacali di un’associazione di dog-sitter, le mire diaboliche di una mente malata che partorirà un’idea grottescamente perversa e gli interessi economici di una multinazionale. A fare da sfondo è la costante presenza/assenza del padre, matematico di successo proprio negli Stati Uniti, la cui prematura scomparsa più di un decennio prima delle vicende narrate ha segnato la vita dei due fratelli, mai del tutto convinti che le spoglie recapitate direttamente in Bulagria con un pacco postale fossero realmente quelle del genitore.
Nel mix inusuale che è questo libro, vi ritroverete a perdere la bussola narrativa saltellando dal thriller al sentimentale, dal mistery al grottesco e chiedendovi di continuo dove mai l’autore vorrà andare a parare.
Se un viandante bulgaro (i più agée non potranno non cogliere questa citazione ‘colta’) dovesse presentarvi questo libro, fateci solo un pensierino e se rotolerete a terra dalle risate, fatemi sapere.
Magari non ho colto l’ironia…

A chi volesse leggerlo davvero propongo anche una caccia all’errore. Vi do un aiuto: si tratta delle pagine 214 e 228…  E’ solo un gioco, le sviste ci possono stare… Anche se non dovrebbero esserci in un libro già pubblicato! Se doveste trovarne altre, fatemi sapere.

 

Titolo: I cani volano basso
Autore: Alek Popov
Editore: Keller
Collana: Passi
Pagine: 412
ISBN: 978-88-89767-50-4

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...