Fabio Volo – Il tempo che vorrei

Milano. Primo pomeriggio di fine ottobre. Tram storico in una fermata nei pressi del parco Sempione. Chi sale? E’ lui?! Ma sì che è lui! Sono consapevole di avere il mio solito sorriso ebete di quando incontro una qualsivoglia celebrità (ce l’avevo stampato anche quando ho incrociato Malgioglio…) ma cerco di celarlo per evitare di mettere a disagio chi mi si è appena seduto di fronte. Fingo di guardare altrove, ma gli faccio un’accurata radiografia: i capelli effettivamente richiederebbero il miracolo di cui parla in pubblicità, ha lo sguardo perso in chissà quali pensieri, l’abbigliamento è casual chic e indossa dei calzini con righe orizzontali gialle e marroni, improponibili per chiunque, ma che nell’insieme su di lui non stonano affatto. Me l’aspettavo più alto… In ogni caso capisco che è un segno del destino. Un messaggio subliminale, ma neanche troppo…

Libreria.
Copertina flou.
Nome dell’autore a lettere cubitali.
L’ho comprato.
L’ho letto.
E mi è piaciuto.
Digressione a parte, sono sempre stata incuriosita dai suoi libri ma, per un pregiudizio mentale, non ho mai concretizzato l’intenzione dell’acquisto. Questa storia, però, come già detto prima, mi è piaciuta: scandaglia le emozioni più profonde di un uomo ferito ma non scade nel patetico, mostra senza vergogna l’amarezza per l’abbandono della persona amata ed è un racconto lucido e disarmante, farcito anche con gustosi episodi umoristici.

Le vicende sono filtrate attraverso gli occhi di Lorenzo, un pubblicitario sulla trentina che viene messo emotivamente a nudo dall’autore e posto di fronte ai suoi errori. Riflettendo sulla sua vita, si rende conto di essere stato l’artefice della separazione dalla donna che ancora ama, non avendo saputo indirizzare quel rapporto verso qualcosa di più concreto e non essendo stato capace di trattenerla perché spaventato e paralizzato dal senso di responsabilità. Causa di questa condizione di immobilismo emotivo è anche il rapporto con il padre, conflittuale e complicato per via di un’apparente e reciproca impermeabilità alle emozioni. Lorenzo vive la presa di coscienza dei propri sbagli e ne sembra inizialmente sopraffatto, salvo poi scoprire che le relazioni con gli altri possono evolversi, sorprendendolo. Il senso di fondo del libro è un positivo invito a non sprecare il tempo in inutili rancori, recriminazioni e prese di posizione. Il tempo che vorrei è quello che avremmo potuto ma che non abbiamo vissuto, è il tempo del ricordo, ma anche la consapevolezza che il tempo che ancora deve venire deve essere impiegato al meglio perché è prezioso.

L’incontro inaspettato in questo caso ha portato buoni frutti. Fortuna che il giorno in cui Malgioglio mi si è palesato davanti non ho incrociato uno dei suoi cd, altrimenti sarebbe stata un’altra storia…!

Titolo: Il tempo che vorrei
Autore: Fabio Volo
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Best sellers
Pagine: 234
ISBN: 978-88-04-63552-9

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Moky Sempre Mamma ha detto:

    ahahahhah non Malgioglio proprio no ahahahahahahha
    Ho letto alcuni libri di Volo e mi sono sempre piaciuti

    Liked by 2 people

    1. Natalia ha detto:

      L’ho scampata bella! 🙂
      Per tornare a Volo, mi riprometto di leggere qualche altro suo romanzo visto che li hai trovati piacevoli.
      Grazie e alla prossima!

      Mi piace

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