Il Castello di Vetro – Jeannette Walls

Questo libro mi è stato fortemente suggerito da mia moglie. Ha voluto a tutti i costi che lo leggessi, e così è stato. (non potrei andare mai contro il suo volere) Me ne ha parlato molto mentre era lei a leggerlo, mi ha descritto con gli occhi luccicanti, la vita della protagonista e di quanto le piacerebbe vivere così, anche noi come famiglia. A questo punto, incuriosito dalle gesta di questa fanciulla, ho preso in mano il libro ed ho iniziato la lettura.

Questa è l’autobiografia dell’autrice, all’anagrafe registrata come Jeannette Walls, ma anche nota a diversi milioni di lettori, per la descrizione dettagliata e romanzata, della sua incredibile vita. Il titolo prende spunto, dal progetto strampalato di suo padre, ossia Rex Walls; un uomo decisamente geniale, capace di costruire e riparare qualsiasi cosa, grazie alla sua profonda conoscenza delle materie matematiche e geologiche. Ma come tutti i geni che si rispettano, poco incline ad una vita regolare e molto avvezzo all’alcol e al gioco. La madre Rose Mary, è anche lei un pezzo da novanta, per quel che concerne l’eccentricità. E’ una donna con uno spiccato senso artistico, insegnante di professione ma che odia al tempo stesso, ottimista fino al limite della sopportazione, molto ferrea su alcuni temi a lei molto cari, come l’estro dell’arte e l’amore per il deserto. La famiglia si completa con altri  due figli oltre a lei, al secolo: Lori e Brian. La famiglia Walls vive errando per le vie desertiche dell’Arizona, spostandosi su auto di fortuna, comprate con qualche soldo racimolato qua e là dai lavori del padre e soffrendo la fame.

Il libro si apre con una scena decisamente amara. Jeannette, vestita di tutto punto e diretta ad un esclusivo party di New York, vede sua madre rovistare tra i bidoni dell’immondizia, a pochi passi dal taxi dove lei scivola dentro, per non farsi vedere. Detta così sembrerebbe che una figlia ingrata non aiuti la povera madre, ma proseguendo con le pagine si scopre, quanto i figli abbiano subito le stravaganti idee dei genitori. I piccoli fratelli Walls sono stati costretti ad un’esistenza di stenti, dovuta alla poca responsabilità di un paio di adulti, fossilizzati sul alcuni preconcetti e pregiudizi sulla società moderna. Questo però non significa che venissero maltrattati o ridotti in schiavitù, anzi, la condotta dei lori tutori, vuole insegnare ad abbandonare certe condotte sociali, dettate solo da schemi rigidi e privi di fantasia, attraverso la conoscenza di una nuova idea di vita alternativa, compiendo delle azione decisamente inusuali. I bambini però, nel corso della loro crescita, si scontrano con le vere realtà del mondo e si sentono fortemente penalizzati dalla visione genitoriale, nonché derisi e disprezzati dai loro coetanei. Frequentano diverse scuole, abbandonate poi, per i guai che combina Rex al tavolo da gioco. Sono sempre lerci e si ingegnano a nutrirsi, attraverso gli avanzi gettati nei bidoni, dai loro compagni di scuola. Pur avendo delle grosse difficoltà economiche, si sostentano per mezzo di piccoli lavoretti fatti dopo scuola, ma anche grazie ai soldi che la madre fa magicamente apparire, nel momento del bisogno più estremo.

I genitori si amano follemente, a modo loro però, il che significa che spesso arrivano a picchiarsi selvaggiamente, tanto che i figli ogni volta, temono il peggio per entrambi. Eppure, per quanto la loro relazione sia burrascosa, verso il termine del libro, appare anche un’altra figlia, che non discerne assolutamente dal modo di vivere assurdo, dei fratelli maggiori.

Questa autobiografia è decisamente tragica, ma l’autrice non la scrive colpevolizzando i suoi genitori, torvo lo faccia in maniera neutrale, quasi asciutta. Certo non mancano gli sfoghi di rabbia per una condotta al di fuori del comune, tuttavia comunica al mondo però, che l’educazione può essere insegnata in diversi modi e che l’amore non ha cliché, l’importante è crederci veramente e non demordere mai.

L’idea di viaggiare, di scoprire attraverso la natura, di imparare cos’è la vita vivendola, è un pensiero decisamente romantico e avventuroso. Credo che questo sia ciò che abbia colpito mia moglie mentre leggeva il libro. C’è anche da dire, che non sempre i figli apprezzino e comprendano a fondo quello che viene insegnato loro, molto spesso si discostano fortemente dalle loro origini, quando queste sono estreme e paradossali. Infatti i ragazzi Walls appena sono maggiorenni, percorreranno ognuno la rispettiva strada con successo, tra l’altro. Ma forse il merito è anche un po’ di quei pazzi dei genitori, che gli hanno insegnato a vivere diversamente da tutte le altre persone, di cavarsela da soli, quando gli altri avrebbero mollato, e per fare ciò hanno dovuto penare per tutta la loro infanzia. Mi rendo conto che non molto ortodosso, però se Jeannette Walls non avesse vissuto in questo modo, non avrebbe avuto così successo il suo libro.

Titolo: Il Castello di Vetro
Autore: Jeannette Walls
Editore: Rizzoli
Pagine: 387
ISBN 88-17-00863-X

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