Se ti abbraccio non aver paura – Fulvio Ervas

Questa non è una storia di fantasia, inventata dall’autore partendo da chissà quale idea sull’autismo. È un episodio di vita reale – o meglio, un pezzo intero di esistenza – che premeva per essere raccontato, che voleva essere stampato a lettere scure per dimostrare non per luoghi comuni, non in modo patetico, di come si possa combattere contro la malattia di un figlio, e a volte anche vincere.

Franco è il padre di Andrea, e il libro non ci dà altre qualifiche per presentarlo: Franco è padre. Andrea invece è un ragazzo autistico di diciassette anni, dal sorriso enorme, che indossa magliette con la stampa “se ti abbraccio non aver paura” perché tocca la pancia a tutti riempendoli di baci – meglio avvertirci, magari qualcuno si spaventa; e qualcun altro può invece andare alla ricerca di questo affetto. Dopo anni di cure tradizionali e all’avanguardia, di continui schemi e programmi, Franco decide di offrire una nuova cura ad Andrea: la possibilità di sentirsi libero in un viaggio non pianificato in America, senza mete, due biglietti di sola andata. “America bella”, e così si parte.

A bordo di una Harley, Franco che guida e Andrea che si aggrappa a lui, padre e figlio attraversano tutti gli States, da Miami a Los Angeles, da un oceano all’altro, due mari immensi in cui Andrea non resiste alla tentazione di tuffarsi e saltare insieme alle onde. E così, con soste di una notte in hotel lungo la strada, Franco e Andrea viaggiano dalla Florida al Texas, dal Colorado alla California, attraversando paesaggi che fino ad allora avevano visto solo nei film. Per fortuna tra la folla che si riversa in città come New Orleans e Las Vegas l’elastico invisibile che lega Andrea a Franco non si spezza mai, e se Andre si allontana per un po’ è solo per tornare mano nella mano con qualche bella ragazza – quanta libertà è capace di darci, questa America.

Ma gli States a un certo punto finiscono e Franco e Andrea non hanno alcuna voglia di tornare a casa. Due biglietti per il Messico e l’America centrale diventa la nuova tappa. Qui ci si sposta su quattro ruote, le strade sono accidentate e la povertà è disarmante. Davanti alle difficoltà e agli imprevisti, Andre non delude mai Franco, vuole proseguire il viaggio e si procura una nuova meta, Arraial d’Ajuda, in Brasile, dove ha l’importante compito di consegnare la lettera di una nonna a sua nipote, forse in pericolo. Andrea ispira fiducia nelle persone, riesce a mettersi direttamente in contatto con la loro anima, e Joana non ha dubbi che il suo postino non la deluderà. Franco è titubante, non sono pronti per il Brasile, ma non si può resistere ad Andrea: auto, aereo, aereo, auto, ed eccoci tornati sull’Atlantico, con la sensazione che il viaggio sia giunto al termine.

Il romanzo parla di tutto l’amore che un padre può provare per suo figlio, di tutti i sacrifici che può fare per procurargli un po’ di felicità, di tutti i timori che nascono quando il futuro è incerto e non si sa come proteggere il proprio ragazzo dalle difficoltà che verranno. Durante il viaggio Franco ha tanti dubbi, tante paure, anche rabbia di fronte a una malattia che non abbandona suo figlio nemmeno dopo tutti quei chilometri percorsi. Ma con le poche parole scritte a computer da Andrea comprendiamo quanto il viaggio lo stia arricchendo, quanto aveva bisogno di condividere col padre questa rottura dell’ordinarietà.

Fulvio Ervas ha dato forma scritta al racconto di Franco così che la sua esperienza potesse essere condivisa. Franco ha inoltre deciso di devolvere la quota a lui spettante del ricavato dalle vendite di questo libro alla costruzione di una casa per Jorge, un ragazzo autistico che vive in una baracca in una foresta del Costarica, conosciuto durante il viaggio. È possibile incontrare Franco e Andrea nel  sito www.ibambinidellefate.it, una fondazione senza scopo di lucro fondata da loro che si occupa delle disabilità infantili, e sulla pagina Facebook www.facebook.com/Franco.Andrea.Antonello, dove sono state caricate anche le foto del viaggio!

“Però in quel momento ho capito che non avrei vissuto con un continuo pianto senza lacrime, con una smorfia o con un ghigno. Davanti a questa prova della vita avrei imparato a sorridere: l’avrei affrontata con fatica, ma anche con responsabilità, con intenzione. Con positività. Non sarei rimasto lì a inghiottire vicoli ciechi in salsa di palude.” (pag. 147)

Titolo:  “Se ti abbraccio non aver paura”
Autore: Fulvio Ervas
Editore: Marcos y Marcos
Collana:  Gli alianti
Pagine: 319
ISBN: 8022264819664

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Natalia ha detto:

    Anche ‘Le Iene’ in alcuni servizi hanno seguito parte del viaggio, se non ricordo male il periodo degli spostamenti in America centrale. Sono rimasta particolarmente colpita dalla tenacia di Franco e dalla carica emotiva di Andrea, purtroppo arginata da questa malattia infida. Tradurre in un libro il concentrato di emozioni che deriva da questo speciale rapporto padre-figlio non credo sia stata un’impresa semplice…
    Grazie per averne parlato.

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  2. Francesca ha detto:

    Grazie Natalia,
    “Se ti abbraccio non aver paura” è davvero un incontro con Franco e con il suo grande coraggio. Quando poi si guardano le foto su internet e si incontrano i sorrisi suoi e di Andrea, ci si rende conto che Fulvio Ervas ci ha fatto davvero un bel regalo!

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