Serie TV: Person of Interest

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Ho un problema con la serialità, lo devo ammettere. Faccio fatica a seguire una serie TV nella sua completezza. Figuriamoci più stagioni della stessa. Mi annoiano quasi subito. Per questo motivo riesco a seguirne veramente poche, e ancor meno sono quelle che apprezzo tanto da terminarne la visione e riprendere alla stagione successiva. Spesso le serie hanno un inizio accattivante per poi cadere nella ripetitività, per poi concludersi con un colpo di scena che inevitabilmente si aggancia alla stagione successiva. Ecco, io mi fermo alla ripetitività, ben prima di arrivare al climax del finale di stagione, e lo faccio senza rimpianti.

Una delle poche serie che non ha avuto questo effetto su di me è Person of Interest, che ho avidamente seguito senza perderne nemmeno un episodio.

Ad avvicinarmi a questa storia ha senz’altro contribuito il fatto che a scriverla sia colui che ha reso capolavori film come The Prestige, Il cavaliere oscuro e Memento, Mr. Jonathan Nolan, e che il produttore esecutivo sia J.J. Abrams. Nondimeno il fulcro della trama è di forte attualità.

Nell’era post 11 settembre, come sappiamo dalle cronache attuali, il governo degli Stati Uniti ha promosso una norma per rafforzare il potere dei corpi di polizia e di spionaggio statunitensi denominata Patrioct Act. I detrattori di questa politica ritengono che questa legge limiti le libertà individuali e violi fortemente la privacy dei cittadini. In questo clima si innesta la trama.

Un misterioso miliardario, Harold Finch (Michael Emerson), sviluppa per conto del governo un sistema di sorveglianza programmato per rilevare tutte le minacce terroristiche a New York analizzando una mole immensa di dati recuperati da telecamere, web, microfoni, controllo delle telefonate. La “macchina”, come verrà chiamata durante tutto l’arco della storia, è stata programmata per non considerare tutte quelle attività criminali apparentemente “irrilevanti”, che colpiscono la gente comune, e per concentrarsi su piani terroristici e crimini che possono minacciare la sicurezza nazionale. Finch, intuendo le potenzialità dei dati acquisiti, costruisce una backdoor nel sistema che recupera tutti i dati irrilevanti e decide che li utilizzerà per prevenire quegli stessi crimini. Per farlo però ha bisogno di aiuto. A questo scopo avvicina John Reese (Jim Cavieziel), un ex agente della CIA che a seguito di un misterioso incidente viene creduto morto, ma che in realtà vive come senza tetto a Manhattan. Reese dovrà sorvegliare le persone segnalate dalla macchina (che fornisce solo il numero di previdenza sociale, senza indicare se siano vittime o carnefici) ed intervenire in caso di necessità.

A loro, man mano che la trama andrà avanti, si uniranno il poliziotto Lionel Fusco (Kevin Chapman) e l’agente Joss Carter (Taraji P. Henson), l’ex agente del “controllo”, responsabile degli interventi sulla “lista rilevante” fornita dalla Macchina, Sameen Shaw (Sarah Shahi) e l’hacker Samantha “Root” Groves (Amy Acker).

In un episodio John Reese dice ad alcuni criminali di non amare affatto uccidere, ma di essere molto bravo a farlo. In effetti c’è una certa dose di violenza. Reese per alcuni aspetti ricorda il Batman de il Cavaliere oscuro (non a caso scritto dallo stesso Nolan) e, sarà forse suggestione – data dal fatto che Cavieziel altri non è che il Gesù di Mel Gibson – ma con la sua voce modulata e suadente, i suoi occhioni blu e quell’atteggiamento glaciale, fa pensare all’angelo della morte. Il dualismo che c’è tra la sua apparente freddezza e la compassione che invece sprigionano gli occhi di Finch rende il duo credibile e interessante nelle dinamiche. Ma tutto il cast è un ottimo insieme.

Decisamente agghiacciante è come lo show giochi con le nostre paure e paranoie, come scopra le carte ( o inventi, a seconda di come la pensiamo sull’argomento) di una sorveglianza ossessiva e invasiva, che viola ogni privacy.

E mentre sullo sfondo aleggia il Patrioct Act, gli episodi si incentrato sulle persone, facendone il fulcro della storia. Non manca certo la critica all’operato del governo, e alla psicosi generata dal post 11 settembre, ma qui sono le vicende delle singole persone a fare da fondamenta all’intero arco narrativo.

Il lato negativo della messa in onda italiana è stato il modo nel quale Italia Uno ha “svenduto” una serie così profonda e, per certi aspetti, pesante. Sì, certo, non era una prima visione, ma trasmettere le prime due serie, due episodi alla volta, nel preserale tutti i giorni, per poi partire con la terza stagione ogni lunedì, 2 o addirittura 3 episodi consecutivi, significa non aver capito cosa si sta trasmettendo. Sembra quasi che abbiano deliberatamente cercato di renderla un insuccesso. E questo sottolinea sempre di più il fatto che le TV generaliste non hanno più ragion d’essere, e che per fortuna al giorno d’oggi la fruizione di queste serie TV passa per ben altri canali.

Autori: Jonathan Nolan
Anno : 2011 – in produzione
Attori principali: Jim Caviezel, Michael Emerson, Taraji P. Henson, Kevin Chapman, Sarah Shahi, Amy Acker
Genere: Thriller
Stagioni attualmente terminate: 3
Prima TV Stati Uniti: dal 22 settembre 2011 – in corso
Prima Tv Italia: dal 27 aprile 2012 – in corso

 

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10 commenti Aggiungi il tuo

  1. lapinsu ha detto:

    La prima stagione è fenomenale. Ne rimasi folgorato dopo pochi episodi. La seconda stagione ebbe un calo vertiginoso di qualità secondo me (faticai veramente a vedere gli ultimi episodi) ma la terza è un vero gioiellino, forse addirittura meglio della prima.

    Le riflessioni che fai tu su trama, personaggi, attualità sono tutte giustissime. Mi permetto di aggiungere un elemento che me la fa apprezzare anche di più: la capacità di sdrammatizzare e fare ironia. In tutti gli episodi sono innumerevoli le battute ironiche, talvolta addirittura caustiche, che si scambiano Reese e Finch, o Shaw, o Fusco, così il ritmo della narrazione ne guadagna in leggerezza e credibilità.

    Un gran bel telefilm, niente da dire. Ce ne fossero di opere con questa qualità 🙂

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  2. Elena ha detto:

    È vero! 🙂 La prima stagione è davvero bella e il finale della terza beh… col botto!! Forse la seconda è un po’ monotona, ma tutto sommato sempre sopra la media. Non ho ancora sufficienti elementi per giudicare la quarta ma promette bene…

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  3. M ha detto:

    Secondo me la vera forza di questo telefilm è il cast.
    C’è una certa alchimia nel team che rende davvero godibile questa serie; e dire che all’inizio l’avevo messa da parte dopo aver visto la prima puntata…

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  4. mchan84 ha detto:

    Hallo! Innanzitutto grazie per il follow!
    Riguardo Person of Interest, condivido con te tutto, a parte il fatto che a me piacciono un casino le serie tv e quindi non ho dovuto sforzarmi più di tanto nel vederla. Però ti devo fare un appunto: Italia 1 ha mandato in onda in seconda serata (ora non ricordo se alle h22.10 od alle h23.10, ma sicuramente dopo gli episodi inediti di CSI) le prime due stagioni in prima visione in chiaro, quelle di cui parli tu, andate in onda alle h20.00 o giù di lì, erano le repliche per introdurre la terza stagione. Di solito sono anch’io abbastanza arrabbiata con le programmazioni delle serie tv (specialmente su rai2 e italia1, appunto) usate spesso come attappabuchi o cancellate o cambiate di giorno ed orario senza una logica, ma stavolta non c’entrano nulla. 😉
    Mchan

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    1. Elena ha detto:

      Grazie a TE 🙂
      Capisco l’esigenza di lanciare la terza stagione, ma perdonami, quel tipo di messa in onda invece che attirare nuovi spettatori li fa scappare.
      Non sopporto più le TV generaliste, è più forte di me 😉

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      1. mchan84 ha detto:

        Anch’io non le sopporto più le tv generaliste, ma per forza di cose sono “costretta” a guardarle.
        La messa in onda alle h20… Certo, per alcuni è l’ora del tg, a casa mia invece si guardano i gialli. E la messa in onda di tutti gli episodi delle prime due stagioni continuatamente è stata ottima per rinfrescarsi la memoria dato che questa serie è abbastanza intricante.
        Mchan

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  5. kasabake ha detto:

    Permettimi di farti i complimenti Elena, questa tua ottima recensione è stata anche la prima cosa che avevo letto, da te commentata, nel settore serie Tv e l’ho apprezzata moltissimo.
    Ho scelto appositamente questo gioielino televisivo, fortemente voluto da Nolan, perchè mis embrava anche simbolicamente il giusto palco virtuale dobe scambiare due parole con te.
    Tra l’altro, se ti è piaciuta la terza stagione, sara certamente piacevolmente sorpresa dalla quarta, soprattutto quando arriverai all’episodio sceneggiato dalla grandissima Denise Thé, quell’undicesima puntata che, come ho scritto nella quinta ed ultima parte della mia personale carrellata sulla storia evolutiva del genere procedural, viene sia dal pubblico che dalla critica giudicata la più bella mai scritta su tutte e quattro le stagioni!
    Il tuo blog è assolutamente nel novero di quelli che seguirò da oggi in poi.
    Ho letto anche la recensione che hai pubblicato il 5 di questo mese sul penultimo libro di Nick “About a Boy” Hornby… ben scritta e molto coraggiosa la tua condanna, a cui, dopo qualche riflessione, mi associo… ed è un peccato perchè Hornby è normalmente autore acuto e raffinato, anche se talvolta sembra quasi obbligatorio farselo piacere… ad esempio, la sua sceneggiatura del film “An Educaion” è senza dubbio ben fatta, con dialoghi ottimamente costruiti e sequenze importanti, ma alla fine ti resta in mano un pugno di mosche… un vago senso di intellighenzia snob e biodegradabile!
    Ciao e complimenti ancora!

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  6. Elena ha detto:

    Carissimo Kasabake, sono lusingata !!! Grazie !
    Seguo il tuo blog da un po’ di tempo e ogni volta che ti leggo sono ammirata dalla tua proprietà di linguaggio.
    Non vedo l’ora di vedere la quarta stagione di Person of Interest, sono certa che mi stupirà.
    Per quanto riguarda Hornby, beh, questa è un’operazione studiata a tavolino per sfruttare la sua fama. Ne sono convinta.

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  7. M ha detto:

    E quanto pare che la quinta stagione potrebbe finire…

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  8. Elena ha detto:

    Tredici puntate confermate per la quinta stagione. Probabilmente l’ultima. Ma è giusto così !!!

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