Interstellar – Christopher Nolan

Sala Energia, Cinema ARCADIA, Melzo (MI), 8 novembre 2014. Proiezione in 70mm (una delle poche sale in Europa e unica in Italia a trasmettere Interstellar in questo formato).
Silenzio irreale al termine della proiezione. La sala piena di spettatori ammutoliti. Nessuno che si alzasse pur essendo tutti ben consapevoli che Christopher Nolan non avrebbe fatto la scena finale dopo i titoli di coda. Ma c’era bisogno di tempo, qualche minuto per far acquietare quella sensazione di essere stati travolti da un turbinio di emozioni ancora tutte da elaborare. E una sola consapevolezza, Christopher Nolan è un maledetto genio. Perchè Interstellar è un film di sentimenti avvolto in un film di vera fantascienza.

Arrivata a casa, il senso di stordimento e appagamento era ancora forte. E ci sono voluti giorni perché potessi elaborare quella centrifuga di input e sensazioni. Perciò mi scuso, perché non riuscirò a scrivere un articolo fluido e razionale.

Il film è molto ambizioso, mescola teorie scientifiche, forti sentimenti e critica politica (la scienza è stata bandita, i libri di testo manipolano le menti negando il passato). Il tutto corroborato da effetti visivi strabilianti e una colonna sonora suggestiva, che alterna fragore assordante al silenzio assoluto, in un chiaro e dichiarato omaggio a 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.
Interstellar è un film serio, anche quando ci sono battute di spirito, non prende vie traverse per fare l’occhiolino ad un pubblico disinteressato, a chi cerca solo divertimento e spensieratezza. Come se il regista chiedesse apertamente a chi non è affascinato dal genere di starsene fuori, ci sono tante altre pellicole. Serietà di intenti, prendendosi dei rischi.

La trama è difficile da riassumere: il mondo sta affrontando una grave crisi ambientale, una “piaga” (come viene definita nel film) sta distruggendo tutti i raccolti. Non c’è più cibo. La terra si sta estinguendo. Il governo vuole che tutti restino a fare i “guardiani” della Terra e bandisce scienza, Nasa, e ricerca scientifica. Cooper (Matthew McConaughey) che è un ex pilota e ingegnere, padre vedovo, si ritrova a fare l’agricoltore. La figlia Murph è convinta che nella sua stanza dimori un fantasma (sto facendo una fatica a scrivere queste righe, so che basta una parola in più e posso rovinarvi tutto ) Ovviamente Cooper è scettico ma scopre che i messaggi sono veri, che sono un codice criptato e che contengono le coordinate di un luogo non lontano dalla loro abitazione. Inutile dirvi che Cooper si recherà lì. Basta, non vi dico altro. Non posso.

Un viaggio nell’ignoto con un finale inaspettato, che gioca con il contrasto tra amore “egoistico” per la propria famiglia e il sentimento collettivo di conservazione della specie.

È più importante il destino dell’intera umanità, o ciò che proviamo per le persone che amiamo di più ? L’essere umano è davvero in grado di scegliere per la comunità ignorando se stesso, i suoi affetti, ciò che conta per lui?

Ed è qui che sta l’immensa bravura di Nolan. Ha creato un film complesso, impregnato di teorie scientifiche, e quindi di non facile fruizione, per parlare d’amore. Dove lo spazio immenso, sconosciuto, inospitale, diventa luogo in cui ritrovare se stessi e la propria umanità, la forza dei propri sentimenti. Dove il tempo, tema che ricorre nei film di Nolan, da the Prestige a Inception, è il concetto elaborato nelle teorie della fisica. Il tempo dilatato, quello che noi percepiamo come tempo che scorre, il tempo nello spazio, l’interazione tra diverse dimensioni che vivono contemporaneamente in due diversi spazi temporali.

Il tempo e l’amore, l’amore e il tempo. 

Amore come forza che guida, che conduce, ancora sconosciuta e non indagata a fondo dalla scienza, ma non diversa dalle altre già affrontate dalla fisica moderna e quindi da seguire.

Titolo: Interstellar
Regista: Christopher Nolan
Attori principali:Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Wes Bentley, Michael Caine, John Lithgow, Topher Grace, Casey Affleck, Matt Damon, Mackenzie Foy, Timothée Chalamety
Studio di distribuzione: Warner Brothers
Anno di uscita: 2014

Annunci

12 Comments Add yours

  1. Moky ha detto:

    Ottima critica, brava.
    A me è piaciuto tantissimo.
    Quasi tre ore di film ma non te ne accorgi.

    Mi piace

    1. Elena ha detto:

      Grazie !!! È vero, il film scorre via liscio tra (nel mio caso) lacrime, ansia, risate, pathos, terrore, sorpresa, di nuovo lacrime. Alla fine ho pianto di brutto. 🙂

      Mi piace

  2. The Butcher ha detto:

    Ormai dopo tutte queste recensione approfondite che avete fatto, sono sicuro al 120% che Interstellar lo vedrò costi quel che costi!

    Mi piace

    1. Elena ha detto:

      Devi assolutamente vederlo 🙂
      Noi aspettiamo le tue considerazioni dopo la visione.

      Liked by 1 persona

  3. Antonella ha detto:

    La mia domanda è: ma chi è il pusher di Nolan???!!! 😉
    Questo regista è un visionario e riuscire a star dietro ai suoi voli pindarici mentali per me è “impegnativo”.
    Devo dire che nonostante stia ancora metabolizzando il tutto, sono uscita dal cinema soddisfatta. A me piacciono i film complessi (alla “Il cigno nero” oppure alla “Inception”, per rimanere con Nolan) e questo sicuramente lo è: una storia che, come ben dici tu, mescola teorie fisiche e quantistiche (sinceramente ammetto che qualcuna non sono riuscita a seguirla 😛 ) a sentimenti e vita vissuta.
    Un sali e scendi come sulle montagne russe, che ti accompagna per tutto il film, fino alla rapida discesa finale!
    La bravura di Nolan sta nel raccontare e tessere storie complicate e mai banali attorno a verità che invece banali e scontate lo sono. Qui tutto ruota attorno al motore che sta alla base dell’umanità: l’uomo non è nato per stare da solo e naturalmente è spinto a creare rapporti con i suoi simili.
    Avevo un po’il timore di rimanere delusa e invece devo dire che ne è valsa la pena andare al cinema.

    Mi piace

  4. Antonio ha detto:

    Che film!!! E che pusher, Antonella 😀
    Come accaduto per voi mi ci è voluto davvero molto per “metabolizzare” la pellicola.
    Stordito! Stupito! Triste ma soprattutto confuso. Tanto.
    Un volo immaginifico che si struttura soprattutto sulla necessità di sopravvivere di ognuno dei personaggi, chi legato a tele di amore, chi di ambizione, chi di senso di incompiutezza quando non di semplice e sostanziale bisogno di esistere.
    Il contesto fantascientifico è solo strumentale all’esaltazione delle solitudini umane e delle relazioni, per cui chi si aspetta il classico film nello spazio potrebbe rimanere deluso, viste anche le tante “licenze poetiche” che Nolan si concede.
    Prende dei rischi, come dici tu stessa Elena, ne prende tanti.
    Il cuore del film è il “viaggio” in cui il regista ci immerge. Come in tutti i viaggi, sembra non essere importante o fondamentale la meta quanto le sensazioni eviscerate per raggiungerla, quanto quello che vediamo dal finestrino durante il tragitto.
    Volendo evitare qualsiasi tipo di spoiler, direi che il messaggio finale riesca a passare in modo intenso e tutto il film riesca a coinvolgere ed appassionare, incantando anche e soprattutto per la fotografia tuttavia devo dire che non l’ho trovato il Nolan migliore.
    Ritengo incontestabile il genio e l’audacia di questo regista, una qualità quest’ultima che forse però, questa volta, non gli ha evitato di incepparsi troppo in sofismi a parer mio non funzionali ed evitabili e, qualche volta, eccessivamente retorici.
    Ma accade a chi osa! E Nolan direi che con Interstellar ha provato a osare davvero tanto.
    Un saluto 😀
    Antonio

    Mi piace

  5. Elena ha detto:

    Perchè pusher ? 🙂 Non direi che questo è un film visionario in quel senso… direi più che è un film meticolosamente studiato per instillare dubbi, con lucidissima intelligenza e sagacia, per far sì che lavori dall’interno degli spettatori per molto tempo. E i suoi “voli” non sono affatto “pindarici”, non salta da un argomento all’altro senza collegamento, anzi, solo che per riconoscere tutti i fili che tengono insieme la ragnatela, è necessario prestare molta attenzione, ed avere una visione di insieme del film. Perchè, come per The Prestige e il suo gioco a scatole cinesi, o Memento e Inception, la trama si dispiega sempre alla fine. Lasciandoti qualche dubbio, così che ad ogni successiva visione se ne dischiuda ancora un pezzo. Ma Nolan non lascia nulla al caso, anche le “sbavature” sono volute e cercate. Qui non ci vuole un pusher, qui ci vuole uno strizzacervelli ! 😉

    Comunque, per ragionare se quelle “licenze poetiche” sono davvero tali, eccovi uno speciale trasmesso su Discovery Channel e dedicato alla “Scienza di Interstellar” e a Kip Thorne (fisico teorico statunitense, specializzato in fisica della gravitazione e astrofisica e uno dei maggiori esperti di relatività generale), consulente di Chris Nolan sul set di Interstellar. In effetti la pellicola si basa su un trattato scritto proprio da Thorne stesso.

    Non sono d’accordo sul fatto che (per citarti Antonio) il contesto fantascientifico sia solo strumentale. Il “core” del film è senz’altro l’amore, il sentimento, declinato nelle sue più ampie sfaccettature, amore per i figli, per un uomo, per la scienza, per la sopravvivenza …. ma il mantello esterno è altrettanto ben strutturato e solido.

    Ultima chicca, il film originariamente era stato affidato a Stephen Spielberg ma è rimasto in stand-by per anni finché i fratelli Nolan non ci hanno messo le mani.

    Mi piace

  6. Antonio ha detto:

    Beh perdonami ma … “licenze poetiche” ce ne sono tantissime.
    Minuscoli pianeti in orbita stabile attorno ad enormi buchi neri. Moti ondosi enormi su questi pianeti. Esseri umani che attraversano la superficie di un buco nero che hanno temperature di fantastilioni di gradi e ne escono illesi, per parlare solo di quelle più evidenti.
    Ma le licenze poetiche non sono un male e sono tali perché concesse all’autore per raggiungere il suo fine. Nessuno sogna, andando a vedere un film al cinema, di trovarsi dinanzi ad un trattato di astrofisica, ci mancherebbe pure, tuttavia occorre dirsi che Nolan si è preso delle libertà in merito, del tutto legittime non fraintendiamoci.
    Le license ci sono, non sono fondamentali ma ci sono.
    In merito a Kip Thorne c’è da dire che il suo studio sui wormhole o ponti di Einstein-Rosen fornisce lo spunto scientifico per il viaggio attraverso i diversi sistemi solari ma ovviamente non condiziona le scelte di regia sempre perché non si tratta di un documentario ma di un film.
    La mia non voleva essere una contestazione ma una constatazione.
    Le scelte di regia a parer mio sono quanto di meno contestabile ci possa essere, ognuno racconta quello che vuole come vuole, certo però, questa volta le numerose digressioni, se non vogliamo chiamarli voli pindarici, hanno allestito un magnifico e sottolineo magnifico spettacolo pirotecnico che mi ha letteralmente conquistato, emozionato, commosso ma … una volta depositatosi sul fondo, a luci spente e sipario calato non mi ha lasciato molto.
    Ma qui non siamo più nell’ambito delle oggettività ma dei gusti personali e dunque quello che a me può sembrare mal reso per altri può essere qualcosa di stupendo.
    In conclusione se guardo al film come ad un viaggio attraverso il mondo visto con gli occhi di Nolan il film mi piace, se lo guardo pensando a dove arriva decisamente no.

    Ancora un saluto

    Antonio

    Mi piace

    1. Elena ha detto:

      Caro Antonio,
      Non la prendere sul personale, con il mio commento ero ben lontana dal voler innescare una polemica con te. Semplicemente, quanto hai scritto, mi ha dato lo spunto per condividere quel filmato di Discover Channel che trovo molto interessante. “Francamente me ne infischio” (x rimanere nell’ambito delle citazioni cinematografiche 🙂 ) se Nolan si è preso delle licenze poetiche o meno. Sono andata a vedere un film, non un documentario, non mi aspetto quindi accuratezza scientifica ma pretendo invece che la storia sia visivamente ed emotivamente avvincente. E lo è stata, ben oltre le mie aspettative, e provando un’antipatia atavica nei confronti di Mattehw McConaughey, ciò non era scontato.
      Sto iniziando ora a leggere il trattato di Kip Thorne ma ripeto, non mi aspetto che Interstellar lo riprenda alla lettera. E quando dico che Nolan si è preso dei rischi non mi riferisco alle “licenze poetiche”, ma al ‘Core’ del film, inusuale per un film di fantascienza (inusuale ma non inedito). Per tutto il resto so di non sapere. Per quanto possano interessarmi questi argomenti so di non essere affatto ferrata e che cmq si rimane sul terreno delle Ipotesi è non delle certezze. Sul gusto personale non posso ovviamente discutere anche se non comprendo cosa intendi quando dici “se lo guardo pensando a dove arriva decisamente no”.

      Mi piace

      1. Antonio ha detto:

        Elena carissima,
        figuriamoci se la mia voleva essere una polemica.
        Assolutamente e ci mancherebbe pure 😀 .
        Il “Francamente me ne infischio” lo condivido assolutamente 😉 , semplice scambio di opinioni il nostro.
        Con affetto.

        Antonio

        Liked by 1 persona

  7. pp56 ha detto:

    Un film è un film, un romanzo è un romanzo, la realtà è la realtà. “Interstellar” è film e romanzo al tempo stesso. Visionario. Non realtà giacché le teorie di Thorne sono ampiamente confutate dalla matematica e dalla fisica ortodosse. Ma anche Galileo era un visionario e, ai suoi tempi, stava per essere crocifisso. Quindi d’accordo sulla recensione: è un film che emoziona, che suscita curiosità, che ispira riflessioni e che, alla fine, lascia un messaggio positivo: l’amore è la chiave di tutto. Io avrei scritturato altri attori che Matthew McConaughey per il ruolo principale. Ma non sono Nolan né un matematico. Sono uno spettatore, che è tornato a casa ancora più convinto che i viaggi nel tempo, sebbene abbreviati dai “tunnel” di cui l’universo sarebbe farcito, saranno l’oggetto dei “sogni inibiti”, come Freud disse. Ma anche l’amore fu spiegato da Freud in modi diversi…

    Liked by 1 persona

    1. Elena ha detto:

      Ciao e benvenuto sul nostro Blog. Grazie per il tuo commento. Sfondi una porta aperta riguardo a Matthew McConaughey, che mal digerisco, e quindi il fatto che questo film mi sia piaciuto nonostante lui ne sia il protagonista significa che Nolan ha davvero colto nel segno.

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...