Sin City: una donna per cui uccidere

Pioggia, buio, sangue e pallottole sempre in canna: benvenuti a Sin City, “la putrida città che insudicia tutti quanti”.

A 9 anni dall’uscita del primo film Sin City, la premiata ditta Rodriguez-Miller ci riprova e fa nuovamente centro con Sin City – Una donna per cui uccidere. L’idea geniale di portare sul grande schermo un fumetto cercando di rimanere il più possibile fedele alle tecniche e alle atmosfere che hanno reso famose le tavole di Frank Miller è ancora vincente. Proprio come un fumetto il film è un prequel/sequel del primo, formato da più episodi che si intrecciano e si pongono in periodi diversi nella storia.

Nell’episodio che dà il titolo al film ritroviamo Dwight McCarthy (Josh Brolin) che a fatica cerca di tenere a bada, giorno dopo giorno, il mostro che abita in lui. Tra una scazzottata ed una bevuta i giorni si accavallano fino a quando compare nuovamente nella sua vita la bellissima Ava Lord (Eva Green). A 5 anni dall’abbandono di Dwight per sposare il milionario Damien Lord, Ava ritorna per chiedergli un grosso favore. Il safe-control di Dwight si scioglie subito dinanzi alla sensualità della donna amata e per lei il “mostro” si risveglia. Purtroppo le cose non sempre sono come appaiono inizialmente e Dwight si ritrova a dover fare i conti con la vera personalità di Ava.

In Quella lunga, brutta notte Johnny (Jason Gordon Lewitt) è uno scaltro e fortunato giocatore di azzardo che si tuffa nella città vecchia alla ricerca del colpo da maestro. La ruota gira fino quando, con tanto di donna porta fortuna a seguito, Marcie (Julia Garner), si trova a sfidare l’uomo più potente della città, il senatore Roark (Powers Boothe). La strafottenza e la voglia di rivalersi su un passato che non è mai stato generoso con Johnny, lo porta ad esagerare ed a misurarsi con la frase iniziale del suo racconto: “Sin City è un posto in cui entri tenendo gli occhi aperti. O non ne esci più”

Nel terzo episodio La grossa sconfitta ritroviamo Nancy Callahan (Jessica Alba) che dopo il suicidio di Hartigan (Bruce Willis) nell’episodio Quel bastardo giallo del primo film, continua ad allietare i clienti del KadiEs Club con i suoi famosi spogliarelli. Nancy però ormai ha perso la voglia di vivere, alcolizzata, schifata dalla vita che conduce e depressa per la morte dell’unico uomo che ha mai amato. Con l’aiuto del gigante Marv (un fantastico Mickey Rourke) organizza un agguato per uccidere il responsabile della morte di Hartigan, il senatore Roark.

In tutti gli episodi, in alcuni più in altri meno, troviamo Marv, il personaggio che più di ogni altro incarna Sin City. Marv è un omone, affetto da problemi di memoria e personalità, tanto protettivo con i suoi amici quanto vendicativo con chi non gli sta simpatico.

La seconda pellicola, rispetto alla prima, porta la novità del 3D. Sinceramente io l’ho visto in 2D, in quanto non mi è sembrato essenziale per la godibilità del film. Sono del parere che oggi, sulla scia della moda, si producano troppi 3D, anche quando effettivamente non ce ne sarebbe bisogno. Probabilmente in Sin City – Una donna per cui uccidere 3D, avrei potuto apprezzare le fotografie iniziali della città … e sicuramente il mio compagno, i balletti di Jessica Alba, ma penso di non aver assolutamente perso nulla della magia noir della storia.

Raccontato così può sembrare un film “normale”, ma in realtà non lo è affatto. Innanzitutto per la grafica e la fotografia: qui il Noir (la N maiuscola non è un errore di battitura, ma è voluta) è servito agli amanti del genere su un piatto d’argento. Il bianco e nero ogni tanto è intervallato da macchie di colore, come gli ipnotici occhi verdi di Ava o le sue labbra rosso fuoco, la pioggia cade quasi incessantemente ed i vari personaggi si aggirano per le strade della città come moderni cowboy, con una mano sempre pronta sul calcio della pistola e l’altra chiusa a pugno, pronta per fracassare ossa. Eh già, proprio così, la pellicola è un susseguirsi di teste che volano, ossa rotte, occhi sapientemente estirpati con le dita e sangue … tanto sangue … e ancora sangue … . FICHISSIMO!!!! (dicono così ancora “i giovani”?! ) . La genialità del film è che per la sua caratteristica di essere “fumettato”, tutta la violenza espressa dalla storia non è invasiva e splatter, non dà fastidio, ma rende godibile le gesta dei nuovi eroi.

Il personaggio simbolo di Sin City, come dicevo, è sicuramente Marv. Marv è affetto dalla voglia di spaccare ossa continuamente … e lo fa … e ci riesce anche discretamente (l’occhio estirpato è un suo capolavoro, come anche memorabile è la scena del primo film nella quale taglia braccia e gambe al cannibale Kevin – Elijia Wood –ferma l’emorragia con dei lacci emostatici e appoggia il tronco del ragazzo, chiaramente ancora vivo, ad un albero, come gustoso pasto per un lupo) e durante il film ti ritrovi a fare il tifo per lui, in attesa di ammirare le sue quanto mai fantasiose trovate. Mickey Rourke ha indossato i panni del personaggio come se non avesse mai fatto altro nella vita ed è stato talmente convincente ed “assoluto” da far ammettere al regista Rodriguez di non riuscire più ad immaginare un film su Sin City senza l’attore ormai divenuto simbolo della città.

Potrei continuare ancora nel descrivere tutti i personaggi che circolano nella città vecchia, come ad esempio le sensuali ragazze con potere di vita … e molto spesso di morte … su chi si avventura ignaro e spavaldo tra le “loro” strade, ma toglierei a chi è incuriosito, la voglia di godere da solo delle storie e delle atmosfere del film.

D’altronde ” Se imbocchi il vicolo giusto a Sin City, puoi trovare di tutto! “.

Anno: 2014
Durata: 102 minuti
Genere azione: thriller
Regia: Frank Miller, Robert Rodríguez

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Antonio ha detto:

    Unico!
    Una matita, quella di Miller, ancora amabilmente supportata dal cinema.
    Meraviglioso!
    I vicoli di Sin City per il sottoscritto sono un toccasana.

    un saluto 😀

    Antonio

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    1. Antonella ha detto:

      Hai proprio ragione: uno di quei rari casi in cui la trasposizione cinematografica non fa che completare ed amplificare la bellezza del fumetto 😀

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  2. luna ha detto:

    Non conoscevo quest’opera.
    Interessante.
    Luna

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