La vera storia di 400 frasi celebri e modi di dire – Sabrina Carollo

Sono sempre lì, pronti all’uso, capaci di condensare un concetto altrimenti troppo prolisso: sono i modi di dire e le frasi ormai entrate nel nostro gergo comune. Ma quanto effettivamente sappiamo della loro origine, quanto del loro significato di fondo e della evoluzione che hanno subito? In questo libro l’autrice ci conduce alla scoperta di un mondo di frasi variopinto, di locuzioni adatte ad ogni circostanza, e lo fa in modo semplice e ed efficace, senza quel rigore accademico che hanno altri testi dello stesso genere. ‘In modo semplice’ si riferisce più che altro all’impostazione e non alla competenza dimostrata nelle spiegazioni, sempre precise e storicamente puntuali. La suddivisione è in 34 aree tematiche che si ricollegano al senso delle frasi, come ‘fortuna’, ‘qualità’, ‘soluzioni’, ‘potere’, etc., ognuna delle quali include esempi calzanti e una breve, ma interessante, sintesi storica.

Quanto al contenuto, la conoscenza di alcune delle del frasi risulta decisamente ‘popolare’ (nel senso buono del termine) e deriva da slogan e frasi cinematografiche talmente radicate nel sentire comune da non necessitare di ulteriori spiegazioni o chiarimenti. Sono una bella nota di colore che intervalla le descrizioni più inconsuete o di cui si è perso il senso di fondo. Ogni lettore, è ovvio, potrà trovare più o meno interessanti alcuni dei modi di dire in base alla propria conoscenza in merito. Pertanto la mia scrematura si riferisce agli esempi che ho ritenuto per me più ‘illuminanti’ e dei quali sconoscevo l’origine.
Ho scoperto, per esempio, che ‘fare il portoghese’ è effettivamente legato ad un mancato pagamento, ma che i veri portoghesi sono stati in realtà dei romani, i quali si sono finti di quella nazionalità solo per poter accedere gratuitamente ad uno spettacolo teatrale promosso da un ambasciatore portoghese presso il Vaticano.
‘Essere un voltagabbana’, poi, è un’altra di quelle frasi diventata di uso comune soprattutto, e aggiungerei purtroppo, in ambito politico. Bisogna anche in questo caso fare un salto indietro nel tempo per capire che si riferisce all’uso che della ‘gabbana’, una giacca, facevano i soldati in guerra: se veniva rivoltata, il soldato dichiarava al nemico che sarebbe passato dalla sua parte.

Saltando all’ambito economico, anche ‘fare bancarotta’, purtroppo, è largamente utilizzato. Ne conosciamo il senso, ma l’autrice ci spiega che era una pratica diffusa durante il periodo medievale che prevedeva l’umiliante rottura del banco degli affari di un commerciante di fronte ad un pubblico prima di finire in prigione.

Conosciamo tutti il modo di dire ‘avere l’argento vivo addosso’. Ma ci siamo mai chiesti perché si utilizza proprio questa frase? Con mia grande sorpresa ho scoperto che ‘argento vivo’ era per gli alchimisti il mercurio, un metallo instabile e simile all’argento per il colore, che per analogia è passato ad identificare una persona in costante movimento.

E che dire di ‘Ok’? Anche in questo caso la definizione è storica e si riferisce alla consuetudine americana durante la Seconda guerra mondiale di fare una stima giornaliera dei soldati caduti in battaglia. Nel caso fortunato in cui tutti fossero sopravvissuti, si utilizzava il modo di dire ‘o killed’ ovvero ‘zero uccisi’.
Potrei dilungarmi ancora con altri esempi, come ‘per un punto Martin perse la cappa’, ‘passare un brutto quarto d’ora’, o ancora ‘essere la quintessenza’, ma lascio, a chi ama le curiosità e vorrà leggere questo libro, il piacere della scoperta.

Genere: saggio
Giunti Demetra
pag. 249
ISBN 9788844036317

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. The Butcher ha detto:

    Questo dev’essere un libro molto simpatico da leggere. Di certo amplierebbe molto le nostre conoscenze.

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    1. Natalia ha detto:

      E’ proprio vero! E’ un libro ‘alternativo’, leggero, ma al tempo stesso molto istruttivo (e dal prezzo decisamente contenuto, il che non guasta!). Da consigliare a chi non si accontenta del semplice ‘si dice così’, ma si chiede anche ‘perchè’… 🙂

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