Grand Budapest Hotel – Wes Anderson

il

Vedete, ci sono ancora deboli barlumi di civiltà lasciati in questo mattatoio barbaro che una volta era conosciuto come umanità. Infatti è quello che abbiamo a disposizione nel nostro modesto, umile, insignificante…oh, fanculo !  (Monsieur Gustave H.)

 Una tavolozza di colori che virano sui toni caldi del giallo/ arancio / rosso. Una parata di grandi attori che entrano ed escono di scena. Un girato che richiama il clima delle operette di fine ‘800. Questo è l’ultimo lavoro di Wes Anderson, più che un film, un carosello dallo stile Art Nouveau, arricchito da scelte musicali singolari e raffinate e da una minuziosa attenzione per i particolari.

Monsieur Gustave H. (Ralph Finnes) è il leggendario concierge del Grand Budapest Hotel, un lussuoso albergo situato tra le Alpi dell’immaginario Stato di Zubrowka, nell’Europa orientale. È molto legato al suo giovane garzone, Zero (Tony Revolori) e gode dell’incondizionata “fiducia” (e non solo) delle dame, bionde e attempate, che soggiornano nell’hotel. Una di queste, Madame D. (Tilda Swinton), muore in circostanze misteriose e lascia in eredità al nostro protagonista un quadro di immenso valore. Il figlio Dimitri (Adrien Brody) accusa Monsieur Gustave di averla assassinata, e con la complicità di Jopling (Willem Dafoe) riesce a farlo arrestare. Un caso intricato per il capitano Henckels (Edward Norton ) e per il corpo di polizia di Lutz.  Da qui parte una rocambolesca catena di eventi che si concluderà…beh non ve lo dico.

Wes Anderson possiede una sensibilità e un estro particolare, e uno stile visivo unico e inconfondibile. Prestate molta attenzione ai movimenti di camera, alle inquadrature dei personaggi, a come essi sbuchino e spariscano dalla scena. Inquadrature come tanti piccoli dipinti. Scene di azione in stop-motion, miniature, e retroproiezioni. Colori accesi in contrapposizione con tenui bianchi e grigi della nebbia e della neve.

Su tutto spicca l’istrionica bravura di Ralph Finnes. È certo che il personaggio di Monsieur Gustave è stato scritto pensando proprio a lui, e lui da vita a un Gustave spiritoso e intelligente, un gigolò part-time. Un uomo fastidioso, sessualmente ambiguo, vanesio ma allo stesso tempo coraggioso e generoso, non privo di sarcasmo e dalle battute caustiche: “Sei davvero uno schianto, tesoro, dico sul serio. Non so quale crema ti abbiano messo giù all’obitorio, ma ne voglio un po’ anch’io.”

ANNO: 2014
CASA PRODUTTRICE: Fox Searchlight
REGISTA: Wes Anderson
CAST: Ralph Fiennes, Tony Revolori, Saoirse Ronan, Bill Murray,Edward Norton, F. Murray Abraham, Harvey Keitel, Jude Law, Tilda Swinton, Jason Schwartzman, Willem Dafoe, Léa Seydoux, Owen Wilson, Adrien Brody, Tom Wilkinson, Bob Balaban, Mathieu Amalric, Jeff Goldblum

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Natalia ha detto:

    Già ero abbastanza incuriosita da questo film per via del trailer e del cast stellare, lo sono diventata ancora di più dopo aver letto la tua opinione e finalmente questa curiosità è stata soddisfatta (a proposito, grazie!). Devo dire che a parte la storia originale e la bravura degli attori, l’aspetto che salta di più all’occhio è proprio la tecnica cinematografica del regista di cui parlavi, decisamente alternativa. Da vedere.

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