Terrorista – John Updike

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Alla luce di quanto è avvenuto ai danni del giornalista James Foley e di tutte le polemiche che si è portato dietro, qualche anno fa mi arrivò tra le mani un libro inerente al caso. Non tanto allo sciagurato giornalista, quanto al suo boia. Il romanzo è di John Updike intitolato appunto Terrorista.

In questo libro si narra la vicenda di un ragazzo di New Pospect (New Jersey) e dell’avvicinamento al mondo dell’Islam. Questo giovane studente della Central High School si chiama Ahmad e vive in una zona periferica a contatto con diverse realtà culturali. Le sue origini sono miste come molti sui coetanei, ha la mamma proveniente da una lontana discendenza irlandese, mentre il padre era egiziano. Lui rifiuta tale mescolanza e cerca di ottenere con fatica e disciplina, la purezza spirituale, frequentando assiduamente la moschea della zona. Un altro personaggio cardine del libro è il consulente dell’orientamento del liceo Jack Levy, ebreo, fedifrago, avvilito dalla vita e dal lavoro. I due verranno a contato durante un colloquio a scuola e da lì le loro vicende si intrecciano.

La società americana è risaputa essere un melting pot di razze e l’autore con grande naturalezza parla di tutte le differenze che gravitano intorno alla società a stelle strisce. Ogni membro facente parte di una comunità ha delle regole da seguire, siano esse giuste o sbagliate, ha un linguaggio proprio, un modo diverso di agire e di concepire la vita. Queste differenti metodologie, sono ben espresse dall’autore che si limita a descriverle senza dare giudizi faziosi, né a condannare o giustificare i comportamenti di nessun personaggio. E’ uno squarcio della realtà autoctona americana, ancora lontana per quella che si vive nel Bel Paese, ma al tempo stesso premonitrice.

Il protagonista è un ragazzo di diciotto anni e come tutti i giovani della sua età, sente nascere le pulsioni dei primi amori. Ma non è il solo a vivere delle storie d’amore, il che significa che per quanto le differenze razziali dividano gli individui, provano comunque gli stessi sentimenti.

Il titolo del romanzo è appunto Terrorista, quindi è presumibile che ad un certo punto si progetti di compiere ciò che i terroristi pianificano senza sosta, ma non manca il colpo di scena finale.

Questo libro venne scritto dopo l’attacco alle torri gemelle, ma è adattabile perfettamente a ciò che colpisce ogni giorno qualunque angolo della Terra. Non è una condanna ai fondamentalismi, bensì è una riflessione sull’integrazione di diverse culture che si trovano a dover vivere insieme. Ma le pagine non sono assolutamente un sermone proclamato da qualche pulpito arroccato tra le mura di marmo, anzi sono avvincenti come un thriller e la scrittura è sagace e ben formulata, fluida ed emozionante. Le storie al suo interno sono descritte con la naturalezza della verità, con le sue contraddizioni e tutte le difficoltà che comporta destreggiarsi tra le fila delle minoranze etniche. Di quanto sia forte il richiamo delle proprie origini e come sia facile manipolare la mente di un ragazzo, quando si sente vulnerabile difronte alle sue diversità.

Pag: 304 pagine
Editore: Guanda
Collana: Narratori della Fenice
ISBN: 978-88-6088-023-9

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Natalia ha detto:

    A quanto pare quest’autore è riuscito a restare in ‘equilibrio’ nonostante avesse potuto affondare il colpo, dato che, come dicevi, il libro è stato scritto qualche tempo dopo l’attentato. Non credo sia sempre facile vedere le cose dal di fuori e restare obiettivi in certi frangenti. Non lo è per me, figurati per un americano. Credo tu abbia reso perfettamente il senso di questo libro, che dal titolo avrei scartato e che invece adesso leggerei molto volentieri. Riflettere e non lasciarsi andare a facili moralismi fa sempre bene!

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  2. Elena ha detto:

    Si adatta decisamente al contesto attuale. Argomento scomodo, soprattutto per l’autore. Il rischio di cadere nella propaganda politica nonché di cedere alla rabbia è sempre dietro l’angolo. Un’altro libro da aggiungere alla mia “lista dei desideri”.

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