L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio – Murakami Haruki

Ho atteso con trepidazione l’ultimo lavoro di Murakami, quando ho scoperto dell’uscita del suo nuovo libro. Francamente non credevo ne sfornasse un altro così in fretta dopo l’impegnativo 1Q84, ma il sensei mi ha stupito anche questa volta. Aprendo la prima pagina ho notato subito un cambiamento, ovvero il tradurre, da Amitrano è passato a Pastore il che mi ha sorpreso, anche leggendo le prime righe mi è saltata all’occhio questa differenza, poi però ho lasciato correre.
Non posso nascondere che di Murakami leggerei anche la lista della spesa se potessi, perché ha una delicatezza innata nell’esprimere dei concetti introspettivi a volte forti, a volte disarmanti. Ha quella soave sensibilità nell’argomentare le debolezze dell’animo umano che pochi hanno. Poi è uno che conosce perfettamente le peculiarità del suo popolo e tutti problemi sociali che hanno sviluppato nel corso dell’ultimo secolo.

Mi è capitato di chiedermi se quest’analisi, così approfondita e particolare dei personaggi, che potrebbero essere delle persone qualsiasi nel Giappone di oggi, non sia ancora arrivata ad una conclusione definitiva, in quanto in ogni suo volume, ne vengano scoperte delle nuove ed interessanti o forse, la scelta di scrivere libri e libri più o meno sulla stessa problematica sia solo un’abitudine stilistica identificativa e ben riuscita, come un marchio di fabbrica. Per intenderci i protagonisti dei suoi romanzi hanno tutte le stesse caratteristiche e descritte in maniera molto simile. Una di queste potrebbe essere, che i personaggi maschili, siano descritti con un animo molto femminile e viceversa per le donne. I protagonisti siano sempre persone sole, che cercano in qualche modo di trovare un posto nel mondo che non si aspettano di avere, ma che occupano nonostante la loro volontà.
Con “L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio” ritroviamo un altro romanzo diviso in due volumi. Come scelta commerciale nulla da dire, però l’attesa della conclusione anche per questo romanzo, credo sia superfluo, come dire a volte le ripetizioni stancano e come ho appena scritto di ripetizioni Murakami ne ha molte, francamente non ne capisco il motivo. Non vorrei essere frainteso il romanzo mi è piaciuto molto, forse anche perché in qualche modo sapevo cosa aspettarmi. Non è detto che se fosse stato un romanzo completamente al di fuori dei suoi schemi, mi sarebbe piaciuto ugualmente, però forse per l’ultima fatica avrebbe potuto anche sperimentare qualcosa di diverso, in quanto i suoi seguaci (me compreso) avrebbero comunque comprato il suo libro.

Al di là di questo sassolino nella scarpa che mi sono tolto, la maestria del sensei è indiscutibile in questo romanzo come per tutti quelli passati. Sono curioso di sapere come finirà la vicenda personale del protagonista Tzukuru e cosa costruirà con Sara, ok dovrò aspettare per il secondo volume, pazienza, so già che l’attesa sarà ben ripagata.

Einaudi Editore
Pag 260
ISBN 978-88-06-21977-2

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