Un calcio in bocca fa miracoli – Marco Presta

Decisamente scorretto. E per questo praticamente adorabile, un adorabile vecchietto bastardo! Se la vostra idea di vecchiaia coincide con la rassicurante immagine di un dolce uomo canuto che se ne sta tranquillo su un divano con un plaid a discutere con la tv, beh, potete proprio cancellarla… Il personaggio di questo romanzo è decisamente agli antipodi: fuori dalle righe, contrario a qualsiasi forma di adesione alle regole base del ‘buon vivere’, refrattario a quelle che si definiscono le buone maniere.
Si dice che il passare degli anni sia direttamente proporzionale all’amplificazione dei difetti di un essere umano. Questo personaggio invece i freni inibitori non li ha mai avuti e i difetti li ha sempre coltivati a dovere. Stupisce la coerenza del suo modo di vivere, completamente votato al soddisfacimento delle pulsioni e, per di più, senza l’inconveniente del senso di colpa. Non si sforza affatto di apparire quello che non è e non ha quelle sovrastrutture che derivano dal perbenismo. Se a tutto questo aggiungete che l’anziano in questione abita nella città eterna ed è un romanaccio d.o.c., il gioco è fatto!
La storia segue i ritmi lenti delle giornate del nostro protagonista e del suo più caro amico, Armando, per integrità morale a lui opposto e complementare. Quest’ultimo, da novello cupido, lo coinvolge in un progetto tanto ambizioso quanto romantico che li condurrà ad architettare una finissima rete di incontri con l’unico scopo di veder trionfare l’amore.
Parallelamente alla vicenda principale, si sviluppa anche la storia personale del protagonista: cleptomane per scelta, separato dalla moglie per la quale non è mai stato un vero marito e con una figlia a cui ha fatto superficialmente da padre, ama segretamente (ma nemmeno troppo) la portinaia, che tenta di sedurre con ogni strategia, perennemente in gara con un altro pretendente al quale mette più volte – e con somma soddisfazione – i bastoni tra le ruote. Il risvolto morale dell’uomo emerge quando la figlia chiede di poter trascorrere qualche giorno da lui a causa di dissapori coniugali e il burbero lascia il posto ad un padre che riscopre il gusto di essere veramente tale.
L’autore di questo libro, Marco Presta, è conosciuto per la trasmissione radiofonica ‘Il ruggito del coniglio’ (Radio due), compagna delle mie mattine libere, che ho sempre ascoltato con piacere. Scopro con altrettanto piacere che è anche un ottimo autore, con uno stile fluido e coinvolgente, capace di delineare caratteri che rimangono impressi nel lettore quasi fossero vecchi amici.

Genere: romanzo
Super ET
pag. 190
ISBN 9788806222079

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4 thoughts on “Un calcio in bocca fa miracoli – Marco Presta

  1. Il ruggito del coniglio è stato compagno dei miei viaggi in macchina verso lavoro e prima ancora università da beh… da sempre (?!). Ricordo che anche mia mamma lo ascoltava, credo lo faccia ancora, io purtroppo, visto l’orario non riesco più ad ascoltarlo dato che a quell’ora sono già in ufficio. Ma non sapevo che Presta fosse anche autore di romanzi, grazie Natalia per averlo scoperto, sicuramente mi leggerò questo libro. 🙂

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  2. Anch’io riesco ad ascoltarli poco, solo alcuni giorni della settimana… Apprezzo il loro humor senza tempo, le rubriche che rendono vario il programma (l’attore Ratti che legge i titoli dei giornali è uno dei miei preferiti) e l’interazione con il pubblico. Ho anche la maglietta 😀 (ad essere sinceri un ‘trofeo’ di un viaggio di mia sorella a Roma nel periodo in cui trasmettevano in diretta per alcuni minuti davanti all’entrata dello studio).

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  3. Quando ho letto la prima pagina di questo romanzo, l’ho trovata esageratamente anticonformista, come se ci fosse stata una dichiarazione d’intenti, nemmeno troppo velata, sul risvolto che avrebbe preso l’intero libro. Come se avesse dovuto mettere subito in chiaro, che lui era un “cattivo” e per questo mi ha precluso un po’ la scoperta del personaggio. L’anziano burbero che non ha nulla da perdere, poteva risultare una banalità eppure mi sono ricreduto. Ho riso parecchio quando ho letto le gesta del protagonista e al contempo, mi ha suscitato quel senso di tenerezza che le persone anziane scaturiscono, quando li si vede alle prese con le ultime battaglie della vita.
    Al contrario di ciò che ho pensato all’inizio, l’autore è stato bravo nel descrivere le giornate di questo insolito vecchietto, con la naturalezza e la pace di chi sa di essere agli sgoccioli, senza cadere nel melodrammatico e ovviamente, senza essere banali.

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    1. Inizialmente anche io avevo avuto la stessa sensazione, ma l’abilità di Presta sta proprio nel non oltrepassare un certo limite, creando un personaggio coerente, che non scade nel grottesco, credibile. Un nonno alternativo che non mi sarebbe dispiaciuto avere nella realtà 🙂

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