La luce sugli oceani – M.L.Stedman

“Sono la figlia che hai sempre voluto. Adesso tu sei mia madre. E nessuno lo verrà a sapere.”

Queste parole e l’immagine di una bella bambina e di un faro sulla copertina mi avevano colpita favorevolmente. Ma quando avevo visto la pubblicità, questo romanzo non era ancora uscito e poi non ho più avuto occasione di acquistarlo.

L’ho fatto ora, usando questo titolo come banco di prova: è il mio primo romanzo in formato e-book. Devo dire che l’esperimento è riuscito, mi sono trovata bene a leggere dal tablet. Certo avere davanti un libro è proprio tutt’altra cosa rispetto a questo ‘freddo’ display retro illuminato con tanto di segnalibro che appare e scompare con un semplice tocco ma tant’è…

Premesso questo, la brava M.L. Stedman al suo esordio, ha confezionato per noi una storia davvero toccante e avvincente, ambientata su un’isoletta sperduta, Janus Rock, sita al largo delle coste dell’Australia su cui si erge un faro. Mi piacciono molto i fari, in special modo quelli in mezzo al mare, come nel caso del libro, dove il mare e il vento si sentono in tutta la loro forza.

L’epoca è quella post prima guerra mondiale ed al faro di Janus Rock serve un nuovo guardiano, Tom, reduce di guerra ma che prima di partire aveva maturato esperienza nel ruolo.
Durante una licenza Tom incontra Isabel, una ragazza spensierata e vivace ma anche molto determinata. Qualche uscita per passeggiare lungo le coste e Tom torna al faro. Il corteggiamento prosegue cosi per lettera. Durante la licenza successiva Tom e Isabel si sposano.

E al loro rientro al faro, iniziano per entrambi tre anni di isolamento totale: le licenze ora che Tom è stato assunto definitivamente hanno la cadenza di circa quindici giorni ogni tre anni.
Isabel resta incinta quasi subito ma poi perde il bambino e non sarà l’unica volta. La successiva licenza fa si che la donna in seno alla famiglia si riprenda e al loro rientro al faro Isabel resta incinta per la terza volta. Ma le cose non vanno bene nemmeno questa volta e la storia si apre con una Isabel ancora dolorante, con la camicia da notte macchiata di latte (la gravidanza era andata molto avanti) che si appresta a cominciare la sua giornata.

Il mare porta tante cose sulle coste di Janus Rock e quel giorno, con la corrente, arriva una barchetta con a bordo un uomo privo di vita e una neonata, che Isabel ha sentito chiaramente piangere insistentemente. La donna, con la scusa di prestare le prime cure alla piccola si lega a lei indissolubilmente e Tom accetta di denunciare il fatto con un giorno di ritardo.

Il giorno di ritardo diventerà mai e allo scadere del terzo anno, la coppia si presenta sulla terra ferma con la vispa e tenerissima Lucy. Ed è qui che la storia entra nel vivo.
La coppia scopre in questa occasione la vera storia della bambina e l’identità dei genitori ma ormai è troppo tardi per tornare indietro e le cose precipitano nonostante il maldestro tentativo di far passare tutto sotto silenzio tornando sull’isola.

La spensieratezza e la gioia che hanno caratterizzato i giorni passati con Lucy, lasciano il posto al dolore, alla sofferenza, al sospetto, alla chiusura. La storia si evolve nell’unico modo possibile e il finale è davvero molto tenero.
In questo libro Stedman affronta tantissimi temi con semplicità ma usando parole che colpiscono nel segno: su tutti quello molto forte della maternità in tutte le sue sfaccettature, che qui è negata sia nel caso di Isabel che in quello della vera madre della bambina, il senso di colpa di Tom, messo a tacere quando la piccolina lo chiama ‘papà’,nei confronti dei suoi datori di lavoro e della vera madre, l’intensità del rapporto genitore-figlio che fa prendere talvolta decisioni estreme e che portano a compiere azioni che vanno al di là della distinzione del cos’è bene e cos’è male, il coinvolgimento della comunità nelle vite di tutti, il razzismo e il riferimento ai reduci di guerra, i primi di una sfortunata serie. Il tutto anche con l’uso del flash back, cui Stedman ricorre, specialmente nella prima parte del libro per tratteggiare i personaggi di Isabel e Tom.

E’ davvero molto interessante anche la parte in cui l’autrice descrive il funzionamento del faro e la manualità con cui tutto veniva fatto: dall’accensione della candela, all’annotare a mano sul registro giornaliero tutto quello che avveniva sull’isola alla pulizia di ogni parte meccanica fino alla salita a piedi dei numerosissimi gradini per arrivare alla lampada; ora la figura del guardiano del faro non esiste più, molti fari sono stati dismessi o trasformati in piccoli hotel dove vivere l’emozione di passare una o più notti vicinissimi al mare(sono quelli che sorgono su piccole penisole, quindi vicini alla terra ferma) e quelli che ancora funzionano sono automatizzati e gestiti da sofisticati software.

Una lettura avvincente, che ad ogni pagina ti fa pensare: io cosa avrei fatto al posto di?
E da mamma che vive col suo bambino accanto, leggere in queste pagine quanto dura è vivere senza di lui, sapendo che tuo figlio potrebbe essere vivo da qualche parte senza te è davvero molto intenso e porta con se una grande carica emotiva.

Ed.Garzanti
Pp: 380
Isbn: 9788811670629

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3 thoughts on “La luce sugli oceani – M.L.Stedman

  1. Un titolo da regalare a Natale:

    *** link cancellato ***

    l’ho finito ieri sera, nulla a che vedere con la narrativa, ma l’ho trovato davvero interessante…

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  2. Ciao Carlotta Dafne, scusa non capisco cosa c’entra La luce sugli oceani col libro di cui hai indicato il link. E per mettere sul ns blog link o riferimenti ad altri libri, avresti dovuto mandarci un messaggio…

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    1. Manuela ha perfettamente ragione, se i commenti sono atti solo a spammare o a fare pubblicità ad altri libri o blog, francamente sono inutili e contrari allo spirito del nostro blog, mi riservo di cancellarlo….

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