La costola di Adamo – Antonio Manzini

Avevo proprio voglia di leggere un libro così : coinvolgente ed appassionante pur nella sua -sana- leggerezza. E soprattutto avevo voglia di incontrare di nuovo lui, Rocco Schiavone. Un uomo intelligente, cinico, con una morale molto personale e completamente inaffidabile sul piano amoroso : insomma praticamente perfetto. In realtà in questo nuovo romanzo la personalità del protagonista si arricchisce di nuove sfumature che rendono più comprensibili i lati ruvidi del suo carattere e lo riqualificano come essere umano.

Siamo sempre ad Aosta dove il vicequestore Schiavone suo malgrado è stato trasferito dopo le disavventure romane. Mentre lotta invano contro il clima nevoso e ventoso che imperversa a marzo in città, si imbatte in quello che in un primo tempo appare come il suicidio di una giovane donna. È infatti proprio Rocco a scoprire il corpo appeso nello studio, dopo essersi recato sul posto pensando di doversi solo occupare del furto che è avvenuto in casa.

Ma l’ipotesi del suicidio viene presto sostituita con quella dell’omicidio e bisognerà verificare se gli autori del furto sono anche i responsabili del delitto. Quindi il vicequestore si ritrova ad indagare nel passato della donna, nella sua vita apparentemente serena, riuscendo così a dipanare il mistero legato alla sua morte. Ma in questo giallo niente è semplice come appare e Rocco, per poter arrivare alla verità, dovrà uscire da una situazione difficile e lo farà esercitando il suo senso personale di giustizia.

Parallelamente allo svolgersi della vicenda investigativa si sviluppa anche quella personale del vicequestore, con i suoi rapporti volutamente superficiali con la bella Nora ed il breve ritorno a Roma per risolvere una questione legata alla sua vita passata. Ma soprattutto si fa più presente il fantasma, e non uso il termine a caso, della moglie Marina. Ed in queste pagine il cinico Rocco diventa solo un uomo disperato, che inanella un giorno dopo l’altro nella lucida consapevolezza che il dolore che porta dentro non lascia spazio ad altri affetti. Ma ci sono anche parti del romanzo molto divertenti, specialmente quelle che descrivono le disavventure di alcuni degli agenti della questura presi di mira dal vicequestore. E infine la città di Aosta, che Rocco vive sempre come ostile ed inospitale, soprattutto nel confronto con l’amata Roma, l’unico luogo che senta casa sua.

Ma tutto riconduce a lui, il protagonista assoluto. Che in questo caso si avvicina ad una storia tutta al femminile, e riesce a comprenderne i meccanismi sottili con un’ intuito insospettabile in un uomo che con le donne sembra riuscire ad avere solo rapporti fragili e di puro tornaconto.
Perché l’essere un po’ cialtrone è solo un aspetto della personalità di Rocco, ed in questo secondo libro a lui dedicato l’autore ci aiuta a scoprirne gli altri, rendendolo un personaggio molto più equilibrato e credibile rispetto al romanzo precedente.

In realtà ” la costola di Adamo” mi è piaciuto maggiormente non solo per la più felice caratterizzazione caratteriale ma anche perché trovo che l’intreccio giallo sia  più intrigante rispetto a quello narrato in “pista nera”.
Insomma l’idillio continua.

Sellerio editore
284 pagine
Romanzo giallo
ISBN 88-389-3138-0

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