La Casa Verde – Mario Vargas Llosa

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Ricordo con piacere gli anni dell’Università, quando un po’ per caso, un po’ per necessità, mi sono ritrovata a seguire il corso di letterature Ispano-Americane. Quello che sarebbe diventato senza dubbio uno dei percorsi di studio che ho amato di più in quegli anni, mi ha aperto gli occhi su un modo quasi del tutto sconosciuto. È stato in quel frangente che ho incontrato per la prima volta l’arte narrativa di Mario Vargas Llosa (Premio Nobel per la Letteratura nel 2010).

La Casa Verde è una delle letture più complesse che abbia mai affrontato, ma proprio perché è stata una conquista, è anche uno dei libri che mi sono piaciuti di più. Inoltre l’edizione che ho letto è preceduta da un  interessantissimo racconto: “Storia Segreta di un Romanzo”, testo di una conferenza tenuta nel 1968:  “Scrivere un romanzo è una cerimonia che somiglia allo streap-tease. Come la ragazza che, sotto impudichi riflettori, si libera dei propri indumenti e mostra, a uno a uno, i suoi incanti segreti, cosí anche il romanziere mette a nudo la propria intimità in pubblico attraverso i suoi romanzi”.

La Casa Verde un romanzo basato sul rigore strutturale, concepito come un mosaico. Il libro è diviso in quattro “macro capitoli” più un epilogo. Ognuno di questi inizia con un prologo o “Pezzo Zero”” e poi si divide in sottosezioni ( I, II, III , ecc . ) che a loro volta narrano le storie A, B, C …

Il romanzo è ambientato in due luoghi molto diversi e lontani tra loro: la città di Piura e un insediamento nella regione amazzonica chiamato Santa Maria de Nieva. Le storie si dipanano dapprima in maniera apparentemente slegata, ma man mano che si sviluppano si svela l’intreccio di fili invisibili che le collegano tra loro e le riconducono alla Casa Verde. I racconti si susseguono in maniera cronologicamente non lineare creando un gioco di luci ed ombre, di passato e presente. I tempi sono dapprima dilatati e poi ristretti, in una narrazione a singhiozzo.
Così facendo le vite dei personaggi affiorano dai dialoghi, l’autore non separa il discorso diretto e discorso indiretto, così capita di trovarsi spiazzati nella lettura, perché mentre parla un personaggio, si inserisce il racconto di un altro, e poi d’un tratto parte la narrazione dell’autore. Il tema centrale è il Perù, è un ritratto dei tumulti e delle difficoltà che devono affrontare molti peruviani.

Non è stato facile leggere questo libro, come non è stato affatto facile scrivere questo articolo. Spiegare un romanzo così ricco, non lo è mai. Ma è stato molto gratificante arrivare alla fine della lettura, quando come per magia, la storia diventa chiara, tutti i tasselli convergono e il puzzle si ricompone.

Editore : Einaudi
pp : 426
ISBN: 9788806144913

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Natalia ha detto:

    Beh, considerata la struttura articolata, possiamo dire che questo libro è stato pane per i tuoi denti 🙂 Anch’io ho dovuto leggere Vargas Llosa per lo stesso corso e in particolare La zia Julia e lo scribacchino. Devo dire che non mi ha lasciato un ricordo indelebile. Da quel momento non ho letto altro di suo, ma da quello che scrivi credo proprio di aver fatto male…! I rompicapo mi piacciono 🙂

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  2. Elena ha detto:

    Tutto quel periodo universitario legato al mio percorso di Studi Ispano-americani ha un che di romantico per me. Tutto ha assunto un valore che trascende il reale e sfocia nel sentimentale. Pertanto anche i libri di Vargas Llosa non fanno eccezione. Ribadisco il giudizio oggettivo, è un gran bel libro, ma estremamente complesso e faticoso. Forse aver avuto il supporto del Prof Morino mi ha aiutata e non poco.

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  3. flavia ha detto:

    a me sono piaciuti molti libri di Llosa, ma La casa verde proprio non sono riuscita a leggerla, non capivo i legami fra gli episodi, fra i personaggi, sono arrivata a metà romanzo senza riuscire a creare alcun nesso, mi sono stancata e ho lasciato perdere.

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