Facebook per romantiche – Rossella Calabrò

Quando uno è appassionato di un genere è facile. È un po’ una profezia che si auto-avvera, è un po’ un cane che si morde la coda, a  volte è un deja vù. Altre volte è una piacevole sorpresa. Perciò ho letto questo ebook, che mi fa persino strano scriverlo (e dirlo). Io che fino a ieri prendevo in mano sono libri rilegati in copertine di pelle e incisioni in oro…ho letto un ebook. Che si chiama “Facebook per romantiche”.

Sì, è chick-lit, e sì, mi è piaciuto. Quello che mi rende così euforica è il fatto che l’autrice sia italiana, italianissima ( e questo mi rende euforica perché penso sempre che ci sia speranza per altre Kinsella in giro per il mondo della letteratura rosa) e gogglandola ho scoperto che è già autrice di diversi titoli che peraltro avevano attirato la mia attenzione in libreria, ma che non mi ero mai decisa a comprare, come “50 smagliature di Gina”, “Tasto G” e “50 sbavature di Gigio”. Penso che lo farò adesso. Però vi parlo di “Facebook per romantiche” che è quello che ho letto.

Fa ridere, è scritto bene, è sagace, e pungente. Non è sdolcinato, che secondo me è il clichè che più facilmente si appioppa a questo genere di letteratura. E invece no. Rossella Calabrò, questo il nome dell’autrice, non stucca, anzi. Arrivi a pag 150 e non mandi facilmente giù l’idea che sia già finito. Anche se il finale…bè, non vi spoilero, ma il finale è proprio quello che doveva essere: fosse finito diversamente, non sarei qui a parlarvene.

L’autrice ci parla quindi della storia d’amore fra Gina e Griso, una storia che nasce su Facebook, si dipana su di esso, fra messaggi privati, status in bacheca, commenti, “mi piace”, e così via. Siamo tutte un po’ Gina, io lo sostengo da diversi anni! Una storia che viene sperimentata (e non uso questo termine a caso) sul social network dai due protagonisti e che in qualche modo è rappresentativa di tutte le storie d’amore, moderne e non. Con la differenza che quelle moderne, inutile negarlo, possono usufruire di mezzi completamente diversi da quelli di una volta.

E il libro (posso chiamarlo così?) suggerisce quasi un’idea: usate pure i social network, con intelligenza, ma fate in modo che non diventino voi. Poi uscite e vivete. Facebook diventa per Gina e Griso un  vero e proprio laboratorio, in cui si divertono a far nascere e a sviluppare il loro rapporto, in un modo che può sembrare rassicurante, ma non è così. Perché in fondo quello che scrivi, quello che posti, sei sempre tu. E quando si tratta d’amore sei sempre esposto, anche dietro allo schermo di un pc. Non a caso nel 2014 parliamo di cyber bullismo, qualche lustro fa parlavamo di cyber sex e così via. Di cyber c’è solo l’uso del pc. Il resto è incontro di anime, di menti, e poi anche di corpi, se è il caso.

Il tutto condito da un’appendice interessantissima e ironica tanto quanto il resto del racconto in cui Rossella Calabrò ci snocciola una serie di termini, un mini dizionario di pronto utilizzo di questo social network che ha arricchito il suo creatore, Mark Zuckerberg  e reso felici molte persone nel mondo a quanto pare. Non ultima la moglie del  suddetto creatore, oserei dire.

Editore: Emma Books – http://www.emmabooks.com
Pag: 150

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Natalia ha detto:

    Questo libro (posso chiamarlo così?) 🙂 stuzzica la mia curiosità, soprattutto perchè hai sottolineato che non si tratta di una storia mielosa stile Harmony (non me ne vogliano gli appassionati del genere…). Adoro l’ironia, la trovo la forma più brillante di intelligenza e mi piace ricercarla nei libri. Quindi mi sa che dovrò fare una capatina in libreria…!
    Grazie!

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  2. Angiolina ha detto:

    Un blog che parla di libri (e non solo) serve anche a questo: scambiarsi idee, spunti, nomi, suggerimenti è una cosa fantastica, trovo. Corri in libreria! 🙂

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  3. Elena ha detto:

    Perchè vi chiedere se potete chiamarlo libro ? Ma certo che è un libro. Lo è a tutti gli effetti, solo che non è fatto di materia “palpabile” 🙂 😛

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