Come un romanzo – Daniel Pennac

Pennac, chi era costui…! A volte un nome illustre può metterci in soggezione a tal punto da evitare di prendere in considerazione quel titolo (anche Umberto Eco mi fa questo effetto, non so perché!). D’altro canto, sono sincera, un buon 25% di sconto riesce spesso a dare una spinta per rompere il ghiaccio e, come in questo caso, consentirti di capire che avevi sbagliato e che il tuo pregiudizio mentale era infondato. Inoltre se ci si ritrova di fronte ad un testo in cui l’autore sta parlando proprio a te, che si riferisce al lettore non come entità astratta ma come effettivo partecipante e fine ultimo di un libro, allora ti sembra di aver sbagliato due volte.
Dopo questo mea culpa, andiamo al sodo.
‘Come un romanzo’ è un saggio, un’argomentazione sul piacere della lettura e sul nostro rapporto con il testo. Esistono dei narratori quasi come fossero dei personaggi, ma non è un dettaglio rilevante perché di fatto coincidono con l’autore Pennac. Ciò che veramente conta, nella sua disarmante autenticità è il contenuto.
La via per diventare un lettore consapevole nasce fin dal primo interesse per il libro, da bambini e prima che si possano decifrare quei segni sparsi tra le pagine, durante la lettura ad alta voce di favole che stimolano la nostra immaginazione. Come un alchimista, nel percorso della sua crescita, il bambino impara a mettere insieme le lettere e ad essere padrone della lettura, trova finalmente la pietra filosofale per accedere autonomamente ad un universo in cui le parole, in fila una dietro l’altra, si fanno storia. Pennac sottolinea che questo percorso può essere ostacolato da una forma di insegnamento miope, del ‘bisogna leggere’ come puro atto meccanico, mirato più al raggiungimento a breve termine del maggior numero di obiettivi che al corretto assecondare i tempi e i gusti del futuro lettore.
Se il problema può essere superato grazie all’intervento di genitori pazienti e lungimiranti, non si può dire lo stesso della delicata fase adolescenziale, in cui il piacere di leggere lascia il passo al dovere del compito. E’ l’imposizione che crea disaffezione, è la riduzione a mero testo da dissezionare, commentando i vari registri, che svilisce il senso stesso del libro e che ci sposta dal reale significato di fondo.
Nonostante sia necessario acquisire delle tecniche di comprensione, la scuola dovrebbe relegarle ad un piano secondario alimentando prima di tutto il piacere della lettura, soprattutto di quella ad alta voce, mettendo di fronte allo studente il testo così com’è e facendogli gustare il suono delle parole. Allora sì che l’incantesimo avrebbe luogo: il senso del dovere lascerebbe il passo al desiderio della scoperta e al riconoscimento della gratuità del piacere della lettura, del piacere e della libertà di leggere cosa, come e dove riteniamo più opportuno.
L’ultima parte del libro è proprio un inno ai diritti del lettore, un decalogo che, invece di enumerare dei divieti, esalta il rapporto paritario con il testo e che contempla addirittura anche il diritto di non leggere, riportando la prospettiva sul piano della scelta consapevole e facendo correttamente scendere alcuni lettori da quel piedistallo elitario su cui si sono arroccati.
Alla luce di quanto detto quel ‘bisogna leggere’ assumerà la connotazione di necessità, di un atto gratuito di piacere e non di un dovere imposto.
Un testo da leggere, se vorrete. D’altronde è nel vostro diritto…!
Vi lascio solo con una citazione:
‘Il tempo per leggere è sempre tempo rubato […] al dovere di vivere’.

ISBN 978-00-07-88315-6
Universale Economica Feltrinelli
pag. 139

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Monique ha detto:

    Hai fatto bene a superare il pregiudizio, non potevi non leggerlo! I suoi diritti del lettore sono troppo carini e troppo veri!! Come pure la teoria che il “bisogna leggere” è il modo più sicuro per allontanare dalla lettura.
    Ciao!

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    1. Natalia ha detto:

      Mi fa piacere che l’abbia letto anche tu! Io lo utilizzerei come testo di apertura per ogni anno scolastico e come promemoria per chi intende fare l’insegnante di lettere. Aiuterebbe molto!
      Alla prossima 🙂

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  2. luna ha detto:

    Mai letto niente di Pennac.. devo provvedere al più presto..
    Luna

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    1. Natalia ha detto:

      Ciao Luna! Oltre a vari saggi, ha scritto anche dei gialli che stuzzicano la mia curiosità.. Verrò a trovarti sul tuo blog per vedere cosa avrai scelto 🙂
      A presto!

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      1. luna ha detto:

        Ti aspetto!

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