Assassino senza volto – Henning Mankell

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Mankell mi è stato consigliato da un’amica, sapeva che mi sarebbe piaciuto. Infatti in pochissimo tempo i suoi libri sono diventati una droga per me. Alla quale ha contribuito Kenneth Branagh. Sì, avete letto bene. Perché anche Branagh è un appassionato di Wallander, tanto da decidere di interpretare il nostro Commissario in una serie TV targata BBC (ve la consiglio, anche se da noi non è stata trasmessa tutta). Ovviamente ho iniziato dal primo libro della serie “Assassino senza volto”.

Come fare a descrivere un giallo? Non posso certo svelarvi i punti cardine dell’intreccio. Posso solo dirvi che il libro è ambientato nel 1990, in Svezia. Un vecchio contadino e la moglie vengono barbaramente uccisi apparentemente senza motivo.

Sul caso indaga la polizia di Ystad, e a capo della squadra investigativa c’è il commissario Kurt Wallander. Inizialmente la squadra non ha molto su cui lavorare, le ultime parole della donna porterebbero a pensare che i colpevoli siano immigrati. Ma la polizia di Ystad non potrà tralasciare alcuna pista ….

Raccontato così sembrerebbe un banale giallo, letto e riletto mille volte. Ma se la trama può, solo apparentemente, non aver nulla di nuovo e originale, è il protagonista ad essere diverso.
Kurt Wallander non ha nulla dei super poliziotti ai quali ci hanno abituato le più famose serie TV crime degli ultimi tempi. Proprio nulla. Kurt Wallander è un disastro d’uomo, in una fase molto complicata della sua vita.
Lo sapete, l’ho scritto e riscritto dappertutto nei miei articoli, che gli unici personaggi che mi prendono veramente, sia nei film, sia nei libri, sono quelli complicati, incasinati, fallibili. Qual’e il termine che uso sempre? Tormentati.
Bene, Wallander ne è l’incarnazione perfetta.

Quando incontriamo Wallander la prima volta, tra le pagine di questo libro, è un uomo in crisi. La moglie lo ha appena lasciato e lui a sua volta si è lasciato andare. Ha un padre molto anziano e malato che non gli ha mai perdonato di essere entrato in polizia, per non parlare del rapporto con la figlia. Beve un po’ troppo e mangia schifezze. Un disastro appunto. Ma è un personaggio umano, e ci mette umanità anche nel suo lavoro. Un uomo che non teme di mostrare le sue emozioni. Un personaggio che crea dipendenza, ma probabilmente questo non è il termine più corretto. È più un rapporto di amicizia, quelle amicizie che a pelle ti entrano dentro, che non c’è bisogno di tante parole per intendersi.
E così, pagina dopo pagina, ho divorato questo libro in meno di due giorni e mi sono ritrovata a iniziare il secondo con la stessa voracità. Per poi fermarmi. Per chiedermi se non è il caso di dilatare un po’ le cose per evitare di finire subito tutto e rimanere orfana del mio nuovo amico troppo presto (sono più di 10 libri ma se vado avanti così me li fumo in un batter d’occhio).
Così ho deciso che leggerò il libro e poi mi guarderò l’episodio relativo della serie TV, quello della BBC, seguendo però l’ordine dei libri, cosa che la serie non fa (ne hanno fatta anche una svedese, mi riprometto di dare un’occhiatina anche a quella). Tutto per dilatare un po’ i tempi. Se non è dipendenza questa …

Editore: Marsilio (collana tascabili Maxi Mini)
pp. 368
isbn: 978-88-317-1327-6

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7 commenti Aggiungi il tuo

  1. luna ha detto:

    Deve essere fantastico davvero allora!
    Io adoro i gialli.
    Prendo nota.
    Luna

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    1. Elena ha detto:

      Ciao Luna, sì a me è piaciuto molto, per come è delineato il personaggio e per lo stile asciutto dell’autore. Non si perde in tanti fronzoli… te lo consiglio davvero e poi se vuoi puoi anche guardarti la serie Tv.. io è da questa scena che mi sono appassionata anche alla versione di Branagh [PS: l’hanno doppiata anche in italiano ma non l’ho trovata per condividerla ;-)]

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  2. Elena ha detto:

    Per chi è interessato, nell’ambito della rassegna Giallo Svezia, LaEffe Tv trasmetterà la serie TV della BBC

    Cliccate qui per info : GialloSvezia

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  3. Elena ha detto:

    Vi comunico che Giallo Svezia inizia con i telefilm tratti dai libri di Camilla Läckberg, al termine dei quali partirà Wallander, dal 16 febbraio.

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  4. kasabake ha detto:

    Mi ero perso questo articolo!
    Oltretutto per me è cosa grave, in quanto sono divoratore di fiction, per lo più onnivoro, ma il cuore normalmente va a quelle inglesi: oltre la genialità degli script, mi fa impazzire la precisione delle ricostruzioni d’ambiente e la cura che mettono in ogni dettaglio, con un rispetto per il periodo storico che non si troverà mai in una serie americana ed anche nel cinema, bisogna arrivare alle vette assolute raggiunte solo da registi come Scorsese, quando coadiuvato da uno scenografo divino come il nostro Dante Ferretti.
    Non disdegno nemmeno la loro fantascienza ed infatti i due sceneggiatori transfuga dal “Doctor Who”, Steven Moffat e Mark Gatiss (quest’ultimo poi, meno bravo del collega, ma magistrale anche come attore nell’interpretare una versione magra di Mycroft, il mitico fratello di Sherlcok) sono poi andati a realizzare il più bel telefilm di detective-story che l’uomo ricordi, ossia lo “Sherlock” della BBC.
    Infine, apprezzo tutt’ora il vittoriano arpeggio del tenebroso e decadente “Penny DReadful”, ma il serial che più mi ha lasciato il segno negli ultimi anni è stato decisamente “Wallander”.

    Avrei un miliardi di domande da porti, soprattutto sul confronto tra i romanzi e le due serie: ciò che so è che la serie svedese contiene soggetti per lo più inediti (tranne il primissimo), ma scritti o direttamente da Mankell o da lui supervisionati, mentre la serie BBC ha fortemente manipolato le trame ma segue in modo rigoroso (ma non ordinato, cronologicamente) le trame dei romanzi.

    Non c’è un solo episodio della fiction che io non abbia adorato ed il merito va in buona parte all’interpretazione immensa di Brannagh, coadiuvato da un team abbastanza anonimo, con l’eccezione ovviamente di un ancora poco conosciuto Tom Loki Hiddleston…

    La tua recensione è come sempre frizzante ed emozionante, priva della polvere che normalmente ricopre i saggi degli accademici: leggerti mi fa ricordare i bei tempi in cui si frequentava a Bologna il dipartimento di italianistica e le proprie letture erano argomento di scambi di opinione accesi ed intervallati da scherzi e bevute con gli amici in osteria.
    Tu hai il raro dono di parlare guardando dritto negli occhi, senza stare su un piedistallo, ma quasi mettendo una mano sulla spalla di chi ti legge per dirgli quanto potrà essere felice se aprirà il suo cervello d il suo cuore ad una nuova emozione letteraria…
    ”[…] Lo sapete, l’ho scritto e riscritto dappertutto nei miei articoli, che gli unici personaggi che mi prendono veramente, sia nei film, sia nei libri, sono quelli complicati, incasinati, fallibili. Qual’e il termine che uso sempre? Tormentati […].
    Adorabile, semplicemente adorabile.

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  5. Elena ha detto:

    Ciao Kasabake,
    scusa il ritardo con il quale ti rispondo. Io, come ti dicevo non sono divoratrice di fiction, ho un problema con la serialità. Amo i film, perché in due ore condensano tutto, difficilmente riesco ad appassionarmi a serie infinite. Ne guardo qualche episodio, ne riconosco il valore, ma non sono fedele.
    Al momento ho seguito per intero solo Sherlock della BBC (sai che fatica… solo tre episodi a stagione 😉 ), Person of interest, e Wallander appunto.

    Lo stile BBC poi mi è congeniale, poche puntante, dei mini film, curatissimi sotto ogni aspetto e con storie ben scritte e attori di prim’ordine, vedi il già citato Mark Gatiss che mi piace molto. Lo seguo nelle sue molteplici “vite”, attore, sceneggiatore, scrittore. (Il Coriolanus teatrale con Tom Hiddleston vedeva anche lui tra gli attori e me lo ha fatto apprezzare ancora di più : https://paroleinfinite.wordpress.com/2014/04/11/coriolanus-national-theatre-live/).
    Letto mai niente di suo? Ti consiglio “The Vesuvius club” credo lo abbiamo tradotto in italiano. 🙂

    Ma tornando a Wallander, la trama riprende i libri ma non è fedele, ovviamente hanno adattato per la TV. La Squadra investigativa è leggermente diversa ma lui, Kurt, è davvero identico nel suo tormento. Branagh ha fatto un lavoro eccellente.

    Il Magnus di Tom è più sfigato nel telefilm, cmq Hiddleson è diventato famoso per Loki, ma credo che ormai gli stia stretto. È un attore teatrale eccellente ed ha intrapreso scelte particolari. Mai visto “Only lovers left alive” di Jim Jarmush? Chi ama la letteratura e la musica non può non vederlo. A me è piaciuto molto, ma è lento, io ti avviso: https://paroleinfinite.wordpress.com/2014/05/15/only-lovers-left-alive-solo-gli-amanti-sopravvivono-jim-jarmush/

    Infine grazie infinite per i tuoi complimenti. Io non sono una professionista, scrivo da appassionata. Così, come se chiacchierassi di film e libri con amici. Di critici pagati per recensire ce ne sono fin troppi e nemmeno troppo affidabili…

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  6. Elena ha detto:

    PS: La Effe, proprio in questi giorni, sta replicando la serie di Wallander, se ti va di rivederlo ….

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