Capitan Harlock – Shinji Aramaki

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Da bambina tutte le mie amichette aspettavano il Principe azzurro. Sì, quello delle favole di Biancaneve e della Bella addormentata nel Bosco. Volevano indossare l’abito lungo, avere una carrozza. Volevano partecipare ai grandi balli, ed essere principesse. Io invece aspettavo Capitan Harlock e volevo essere una “piratessa” ! Mamma racconta che avrò avuto circa 3-4 anni, e mi sedevo stringendomi sulla sedia per lasciare dello spazio accanto a me. All’ennesima volta decise di chiedermi cosa stessi facendo e io le risposi che lasciavo un po’ di posto per Capitan Harlock. Lui era il mio amico immaginario. Beh, posso assicurarvi che il mio amore per lui non è scemato con gli anni, anzi. Tenete presente che la primissima serie televisiva del manga Giapponese è stata trasmessa in Italia a partire dal 1979 e io sono del ’77. Tutta la vita con Capitan Harlock insomma! Ora, a 36 anni suonati ecco che esce il film e io corro entusiasta a vederlo come fossi tornata ad essere quella bambina spensierata.

La trama del film è diversa da quella del manga, non so nemmeno se definirlo un reboot. La cosa a dir la verità non mi sconvolge affatto. Il manga originale è davvero molto complesso e ridurlo a due ore di film sarebbe stato impossibile. Inoltre sono passati troppi anni e il racconto andava aggiornato per renderlo appetibile ad un pubblico che non ha la più pallida idea di chi sia stato e cosa abbia rappresentato Harlock per chi ha la mia età.
La storia si svolge nel 2977. La terra è diventata un pianeta sacro ed inviolabile ed è controllata dalla Gaia Sanction, un’entità sovranazionale che governa il genere umano. A questa si contrappone Harlock con il suo equipaggio, a bordo dell’Arcadia. La coalizione ordina l’assassinio del sovversivo Harlock e per farlo il giovane Yama, fratello minore del comandante Ezra, dovrà infiltrarsi tra l’equipaggio della nave pirata. Ma Harlock è perfettamente a conoscenza dei fatti …. non vi dico altro.

I bambini rimarranno incantati dalla spettacolarità delle ambientazioni, dalle navi spaziali, dalle scene di lotta, ma difficilmente riusciranno a scavare in profondità, rimarranno al livello superiore della trama. Non è un film indirizzato a loro.
I più grandi saranno appagati dalla trama Sci-Fi e dall’altissimo livello della computer grafica. Il film a volte è quasi inquietante per quanto è realistico. I capelli di Harlock sono impressionanti. Per creare i personaggi è stato usato il Faceware, un sistema di facial capture che ha permesso di catturare le espressioni del volto di attori in tempo reale. Una tecnica analoga era stata elaborata per film del calibro de Il Signore degli Anelli e Avatar.

Il fatto di aver mantenuto alcuni elementi in lingua inglese potrebbe aver reso più difficoltosa la comprensione profonda di certi aspetti del film, ma io l’apprezzo, come apprezzo il fatto di non aver cambiato i nomi ai personaggi. Se non erro l’Italia è uno dei pochi Paesi (e io ne sono felice) dove il nome di Yama – che in alcune culture orientali significa “Colui che porta la morte” – è rimasto tale, e non è stato cambiato in Logan.

Due righe le devo spendere per l’Arcadia, la nave spaziale dei miei sogni.
Adesso sì che è lei, maestosa, imponente, con quel teschio minaccioso con gli occhi rossi e il fumo nero che l’avvolge. Strepitosa.

Come vi dicevo il film si discosta dalla trama del manga, restando comunque carico di simbolismo. Harlock rimane una figura complessa, oscura, gotica, ambigua, sofferente ma anche profondamente umana e malinconica. Sembra restare sullo sfondo per poi irrompere sullo schermo con tutta la sua leggendaria presenza e scomparire altrettanto velocemente, è l’elemento cardine attorno al quale ruota tutta la trama. È volutamente miticizzato. Harlock è l’ Arcadia e l’Arcadia è Harlock, entrambi fatti di “dark matter” (materia oscura) che li rende immortali, indistruttibili e inseparabili. Come un Dorian Grey dello spazio, Harlock ha più di cento anni ma mantiene una forza e un aspetto giovane, benché il suo spirito e la sua voglia di vivere siano logorati dal dolore e dal tempo.
È un film profondo, poeticamente dark, cupo, per certi aspetti struggente, disposto su due o più livelli, ma solo chi saprà capire lo strato più profondo coglierà il vero messaggio del film, un inno di liberà, lealtà, coraggio, umanità.
Perché Harlock è capace di commuoversi di fronte alla vita che sboccia.
È un messaggio di rinascita.

Anno: 2013
Toei Animation Company
Distribuzione: Lucky Red

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11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Elena ha detto:

    L’ha ribloggato su Infinite Voci.

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  2. Moky Sempre Mamma ha detto:

    Hai descritto benissimo la trama. Anche io sono sempre stata una fans di Harlock e sono andata al cinema a vederlo. E’ stato emozionante.

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    1. Elena ha detto:

      grazie mille e benvenuta sul blog ! 🙂

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  3. Manuela ha detto:

    Bella recensione Ely!! Si vede proprio che Harlock ti piace e non poco! 😉 Concordo sull’aspetto grafico/visivo dell’anime: e’ uno spettacolo!! E il 3D della sala Energia ha contribuito non poco! A me pero’ non e’ piaciuto granche’: non amo molto questi anime in cui viene rivelato il minimo necessario e il resto e’ a tua interpretazione. Hai ragione sui bambini: a Gabri e’ piaciuto sia per le scene di combattimento sia per Harlock stesso. In quanto a capire il film be’, deve crescere ancora un po’…

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    1. Elena ha detto:

      Grazie Manu, io però fatico a definirlo anime, per me è un film a tutti gli effetti. Invece a me piacciono i libri e i film che danno spazio alla mia immaginazione e che sono aperti a più interpretazioni. Le storie che ti si cuciono addosso e che come un vestito che ti sta bene si plasmano su di te, in base alla tua sensibilità. Ognuno di noi ci vede un qualcosa di personale, di interiore, che rende queste storie infinite. A molti non è piaciuto perché non hanno avuto il coraggio di sganciarsi dalla storia originale, volevano quel capitan Harlock. Beh, permettimi, a queste persone non sarebbe piaciuto niente… nessuna versione. Loro volevano quello che hanno già, l’anime originale trasposto in 2 h di film. Impossibile. Sarebbero cmq usciti scontenti. Per me invece hanno fatto bene a reinventare la storia, e le implicazioni della trama che io ci ho visto, beh, le ho già scritte. 🙂

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  4. luna ha detto:

    Il mio ragazzo non vuole andare 😦
    Luna

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    1. Elena ha detto:

      Qualche amica innamorata del capitano per lasciare a casa il fidanzato?? ….. 😉

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      1. luna ha detto:

        Vedrò di trovarla!

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  5. wwayne ha detto:

    Spero che nel 2014 aumenterà il numero di spettatori al cinema, perché ho l’ impressione che da questo punto di vista il 2013 sia stato molto deludente.
    Fino al 2012 mi era capitato soltanto 2 volte di vedere un film al cinema con meno di 10 persone in sala: la prima fu con Ipotesi di reato (eravamo io e mio padre), la seconda con Sin City (eravamo in 4).
    Poi é arrivato il 2013, e una situazione del genere mi é capitata ben 3 volte: a vedere Gangster Squad eravamo in 6, a guardare Fire with fire in 5 e per Escape Plan eravamo addirittura in 3. Segno che i cinema si stanno sempre più spopolando, ed é un vero peccato.
    A mio parere una delle cause di questo fenomeno, oltre ovviamente alla crisi e al download (che però non sono problemi nati nel 2013), é l’ eccesso di film e la miopia con cui vengono distribuiti.
    Ad esempio, il 1 Gennaio si sono sovrapposte le date di uscita di 4 film importanti: The Butler, American Hustle, Un boss in salotto e appunto Capitan Harlock. Se questi film fossero usciti in un arco di tempo più lungo, lo spettatore medio ne avrebbe visti almeno 2 o 3; se invece la distribuzione li fa uscire tutti lo stesso giorno, è chiaro che gli spettatori ne scelgono uno soltanto e agli altri 3 restano le briciole. Infatti a Capodanno gli incassi sono stati:

    – 1 milione e mezzo per Un boss in salotto;
    – 660.000 euro per Capitan Harlock ;
    – 360.000 euro per American Hustle;
    – 270.000 euro per The Butler.

    Tradotto: Un boss in salotto si è mangiato tutta la torta. Gli altri 3 film se fatti uscire al momento opportuno potevano incassare 5 milioni ciascuno, e invece sarà grassa se arriveranno a 2.
    Ovviamente le cifre le ho arrotondate, i numeri precisi li trovi qui: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Spettacolo/Cinema-Un-boss-in-salotto-campione-dincassi-a-Capodanno_321055628604.html.
    Riesci ad individuare altri motivi dietro la crisi del cinema? E a te é mai capitato di vedere un film insieme a così poche persone?

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    1. Elena ha detto:

      Caro wwayne, mi trovi d’accordissimo!!! Tempo fa, molto tempo fa, scrissi un pezzo analogo sull’altro mio blog in merito alla distribuzione cinematografica ed ho in serbo alcune stoccate anche qui nel 2014. Leggici e vedrai !! Per non parlare poi dei film che non distribuiscono proprio…. per poi ammucchiare quelli che distribuiscono tutti nello stesso mese… mah. Se invece dilatassero le uscite…io per esempio mi sono persa Philomena… e mi rode… PS: Matrix (il primo) solo io in sala … 🙂 ma io l’ho amato follemente lo stesso 🙂

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      1. wwayne ha detto:

        Che strano che il tuo record negativo sia capitato con un film di enorme successo come Matrix! Ma vale lo stesso discorso per me: sia Ipotesi di reato che Sin City ottennero dei buoni incassi.
        Nel caso di Sin City il fatto che fossimo solo in 4 si spiega facilmente: lo vidi in una località di mare e in un pomeriggio estivo pieno di sole, quindi in un luogo e in un momento del giorno in cui chiuderti al buio di una sala cinematografica é l’ ultima cosa che faresti.
        Non mi spiego invece il flop di Ipotesi di reato, il cui record resiste da 12 anni e probabilmente non verrà mai battuto. Grazie per la risposta! : )

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