L’eroe discreto – Mario Vargas Llosa

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A volte leggere un romanzo è come riconoscere una parte di noi stessi, del nostro vissuto. Altre volte è come fare un viaggio meraviglioso in una realtà che non ci appartiene e che, forse proprio per questo, ci sorprende e ci coinvolge in modo inaspettato. Con questo libro la meta di questo viaggio è il Perù, un paese moderno ed antico allo stesso tempo, pieno di contraddizioni e di fascino. Ma il contrasto più forte viene dalla contrapposizione tra il contesto assolutamente contemporaneo in cui si svolge la trama e il profondo senso etico dei protagonisti che li rende personaggi dal sapore antico. Felicito e Rigoberto, i due protagonisti, vivono in città diverse e sono differenti per estrazione sociale ed interessi. Solo per puro caso – un caso magistralmente concepito dall’autore- le loro vicende si intrecceranno verso la fine del romanzo in una circostanza che evidenzierà le qualità morali che li accomunano.
Felicito Yanaque’ vive a Piura, dove ha faticosamente costituito una ditta di autotrasporti in cui lavorano anche i due figli. Un giorno riceve una lettera in cui gli si chiede di pagare un certa cifra in cambio della protezione della sua attività. Felicito, che ha ricevuto dal padre l’insegnamento incontrovertibile a non cedere alle prepotenze altrui, denuncia subito l’accaduto alla polizia. Ma le minacce continuano fino all’ incendio della ditta e coinvolgono anche le persone a lui care. Nonostante questo Felicito non cede al ricatto, anzi fa pubblicare sul quotidiano locale un annuncio per rendere palese a tutti la sua posizione. Anche quando viene rapita Mabel, la sua amante, fingerà di sottostare al ricatto solamente per farla rilasciare. Quando questo accade la polizia riuscirà finalmente a catturare i colpevoli, ma per Felicito la scoperta della verità sarà un duro colpo.
Rigoberto vive a Lima, ha appena deciso di chiedere la pensione anticipata al suo amico e proprietario della compagnia assicurativa don Ismael per potersi dedicare a tempo pieno alle sue passioni. È un amante dei libri d’arte, della buona musica , dei viaggi culturali nelle più famose città del mondo. Ismael gli comunica la sua decisione di sposare la sua domestica, soprattutto con l’intento di impedire che il suo patrimonio cada nelle mani voraci dei figli, due delinquenti dediti solo alla bella vita e privi di scrupoli. Rigoberto accetta di essere testimone di questo matrimonio, ben sapendo che questa decisione non sarà priva di ripercussioni. Infatti i due gemelli, chiamati da tutti le iene, cercheranno con ogni mezzo di indurre Rigoberto a dichiarare di essere stato costretto con la minaccia quando ha firmato i documenti come testimone, per poter così invalidare il matrimonio. Riusciranno a bloccargli la pratica per la pensione e lo coinvolgeranno con false accuse in una serie di azioni legali dopo aver tentato di minacciarlo anche fisicamente. Finalmente il ritorno di Ismael dal lungo viaggio di nozze sembra essere la fine di un incubo per Rigoberto. Ma Ismael morirà all’improvviso all’indomani del suo arrivo e lascerà la moglie in grande pericolo. Naturalmente Rigoberto, da amico leale e da persona profondamente morale, cercherà di prendersi cura di lei ed è a questo punto che le strade di Felicito e Rigoberto si incroceranno.
Devo dire che il titolo stesso del romanzo rende perfettamente quell’aspetto del carattere dei due protagonisti che li accomuna. Entrambi esercitano la loro moralità in maniera discreta, senza ostentazioni e rifuggendo dal clamore che la vicenda che li ha coinvolti ha suscitato. Inoltre il loro senso morale non li rende affatto persone rigide ed austere, è qualcosa di fortemente connaturato in loro che li spinge naturalmente a comportarsi in modo etico, senza per questo sentirsi degli eroi.
Sono personaggi carichi di sentimenti e di delicatezza che non possono non suscitare un forte sentimento di empatia nel lettore.
Anche le figure minori, pure se l’autore  non si sofferma a lungo nella descrizione, rimangono immagini vivide nella memoria, tracciate con poche ma sapienti pennellate. È poi c’è il Perù con tutti i suoi colori ed i suoi contrasti. Anche il linguaggio mi è piaciuto, così attento ma scorrevole e i dialoghi sono estremamente godibili.  In effetti il racconto è veramente  moderno anche nei contenuti ma mantiene quel sapore antico e a volte un po’ fantasioso così caro a tanta letteratura sudamericana.
Questo è il primo libro che leggo di Mario Vargas Llosa, mea culpa, ma sicuramente non sarà l’ultimo perché lo ammetto, mi è molto piaciuto col suo mix di levità dei toni e profondità nei temi.
Senza intenti pedagogici l’autore ci regala una visione generosa e coraggiosa della vita che fa riflettere. E lo fa da vero maestro. Chapeau!

pp: 382
Editore: Einaudi
ISBN: 978-8806217891

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Elena ha detto:

    Cara Tiziana, con questo autore hai toccato le mie corde più profonde. Amo questo autore, per il suo stile, per i suoi racconti, e per una serie di cose passate della mia vita che mi riportano agli anni dell’Università. Grazie per questo articolo. Bellissimo sotto ogni aspetto.

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    1. Tiziana ha detto:

      Cara Elena, grazie per le tue parole gentili.
      Sono felice di condividere con te la passione per questo autore. Ho intenzione di leggere anche altri testi già pubblicati e mi piacerebbe poi avere la tua opinione.

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