Cose che nessuno sa – Alessandro D’Avenia

Pochi romanzi sono stati in grado di coinvolgermi come quelli di D’Avenia, mi capita spesso di riprendere in mano i suoi libri, di sfogliarli e di non resistere alla tentazione di rileggerli tutti dall’inizio – non sono riuscita ad aspettare neanche fino al nuovo anno per recensire “Cose che nessuno sa” dopo “Bianca come il latte, rossa come il sangue”!

Il romanzo si apre su Margherita mentre, negli ultimi giorni d’estate, fantastica sulla nuova avventura che sta per iniziare: il liceo. Margherita pensa con eccitazione a tutte le novità che la aspettano, e anche con un po’ di timore, il dolce timore che coglie gli adolescenti quando capiscono, sentendo che il loro corpo cambia, che hanno tutta la vita davanti a sé e che la possibilità di scegliere è nelle loro mani. Per fortuna Margherita ha un porto cui potrà sempre far ritorno quando sentirà che il mare aperto è troppo insidioso da affrontare da soli, la sua famiglia. Ma un nubifragio fa perdere a Margherita la sua bussola, perché proprio prima del fatidico “primo giorno di scuola” trova nella segreteria telefonica un terribile messaggio di suo papà, che dice che se ne è andato, che non vuole più vivere con loro. Margherita è persa, si chiude nel suo guscio e lascia che i colpi delle persone che non possono capirla penetrino in lei: perché Margherita vuol dire “perla”, che trae la sua bellezza catturando nella conchiglia i predatori esterni e trasformando il dolore in un lucente segreto.

Al liceo Margherita incontra persone che la aiutano, con i loro pensieri, a decidere di fare qualcosa per cercare di riportare a casa suo padre. Primo di tutti il professore di Lettere, con la sua totale fiducia nei libri, che è in grado di proiettare la quotidianità nelle storie dei volumi sparsi ovunque nel suo monolocale; Margherita non ci metterà tanto ad affezionarsi all’Odissea e a Telemaco. Ciò che mi ha colpito di più del romanzo è proprio la figura del professore: D’Avenia approfondisce la sua storia mostrandocelo al di fuori della scuola e dal punto di vista degli alunni, come un ragazzo che deve affrontare la prima scelta da uomo – quella di costruire una famiglia – senza poter relegare nessuna responsabilità ai libri.

Il professore e la sua fidanzata, una libraria, ricordano tanto il Lettore e Ludmilla di Calvino, accomunati dalla stessa influente passione per le storie. Ma ancora più importante nella vita di Margherita è Giulio, i cui occhi sono dei pozzi in cui devi spingerti fino in fondo per capire il motivo del suo aspetto duro e insolente. Margherita è in grado di farlo, e Giulio trova in lei l’occasione di togliersi la maschera e di dare una nuova possibilità alla vita. È grazie a Giulio, e con Giulio, che Margherita troverà il coraggio di mettersi alla ricerca di suo papà, seguendo come traccia la passione che li accomuna, l’amore per il mare.

La prosa di Cose che nessuno sa è quasi poesia, le lacrime e la sofferenza diventano metafora del tesoro, della perla che c’è in ognuno di noi, della fragilità da cui dobbiamo partire per amare senza paura. Inoltre in questo romanzo le città hanno un nome, Milano e Genova, colte nei loro dettagli, nei loro colori, odori, suoni, in cui davvero si può sentire la loro anima – e l’occhio di uno scrittore ne percepisce tutto il fascino segreto. Nella conclusine del romanzo troviamo anche la Sicilia, che lungo tutto il libro viene evocata dalla meravigliosa nonna Teresa, con le sue sentenze dialettali, i suoi piatti e con tutta la saggezza con cui aiuta Margherita. D’Avenia è in grado di capire e di raccontarci i suoi protagonisti con una tale empatia, che noi che leggiamo non possiamo non sentirci coinvolti negli stessi sogni, nelle stesse attese, nelle stesse gioie. È come se in ogni frase ci fossimo noi con i nostri problemi, e proprio per questo abbracciamo la vita di Margherita, di Giulio, del professore soffrendo con loro, sperando con loro.

“Come l’amore dopo un litigio, così il sorriso dopo un pianto è lo spettacolo migliore che una donna sappia mettere in scena”

Oscar Mondadori, edizione Numeri Primi
anno di uscita:2011
pp. 332
ISBN: 9788804609162

Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Monique ha detto:

    L’ho letto, ma devo dire che ho apprezzato molto di più il primo romanzo “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, comunque condivido l’opinione che la sua sia una scrittura coinvolgente. Margherita, tuttavia, mi faceva venire i nervi, la trovavo proprio antipatica.

    Mi piace

  2. Francesca ha detto:

    Ciao 🙂 Devo dire che “Bianca come il latte Rossa come il sangue” mi è rimasto maggiormente impresso, forse perché i personaggi sono presentati in modo più diretto e vivace.. Ma il Professore di “Cose che nessuno sa” mi ha davvero colpita, mi aspetto di incontrarlo in bicicletta per Milano da un momento all’altro!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...