Ender’s Game – Gavin Hood

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Che dire di Ender’s game, carino! Non mi sovviene alcun termine più appropriato.

Siamo in un non precisato futuro. Il nostro pianeta ha subito l’invasione dei Formic, (una razza aliena simile alle formiche ) ma a costo di enormi perdite umane il nostro pianeta è sopravvissuto e gli alieni sono stati cacciati. La vittoria ha il nome di Mazer Rackham (Ben Kinsley), che è riuscito a vincere gli invasori portandoli alla ritirata.
Poiché sulla Terra incombe la minaccia di una seconda invasione, l’esercito recluta e addestra giovanissimi soldati per l’imminente guerra. Ender Wiggins ( Asa Butterfield) è un ragazzino dotato di grande intelletto e intuito, tanto che il colonnello Graff (Harrison Ford) lo vede come il nuovo Mazer Rackham. Ender però è un ragazzino tormentato, con un forte lato oscuro, che lo rende geniale ma altrettanto spietato. Fin qui la trama,ovviamente non vi svelerò il finale.

Il film è tratto dal primo libro della trilogia di Orson Scott Card, uscito nel 1985, e diventato ormai un cult del genere Sci-Fi per ragazzi.
Il problema è che Ender è troppo vincente, troppo bravo, troppo tutto da risultare anche un po’ antipatico. Non so se anche nel libro è così, ma umanizzarlo un po’ di più, con qualche piccolo fallimento, lo avrebbe reso più credibile. Al contempo il tormento interiore è abbastanza ben delineato. Un ragazzino con il peso del mondo sulle sue spalle.
A mio avviso la parte più interessante, anche se non sviluppata appieno come avrei sperato, è l’aspetto psicologico dell’addestramento militare. Il “lavaggio del cervello”, passatemi la definizione, che subiscono queste giovanissime reclute e la convinzione al limite del fanatismo dei colonnelli e comandanti.

Certo, questo è il primo episodio di una trilogia, è introduttivo, delinea la storia, ma alla fine del film  il tutto risulta un po’ abbozzato. La sceneggiatura è piatta. Tanta carne al fuoco, tanti argomenti buttati là, ben poco approfondimento. Si ha la sensazione che il tutto sia stato reso in modo “sbrigativo”.
L’interpretazione di Asa Butterfield invece è davvero convincente, lavora con lo sguardo, riesce a trasmetterti con una sola smorfia il tormento, la freddezza, la spietatezza.

Con questo non voglio dar l’impressione che sia un brutto film, gli effetti visivi sono spettacolari, e il continuo evolvere delle ambientazioni riesce a rendere il tutto avventuroso e a tratti avvincente. Alla fine della visione però, si coglie la mancanza di qualcosa di sostanziale nello script, di profondità. L’insieme risulta superficiale. Si sentirebbe l’esigenza di approfondire la figura del bambino-soldato, delle sue implicazioni morali e psicologiche, invece il tutto è ridotto ad un paio di battute.

Anno: 2013
Durata:114 min
Genere: Sci-Fi
Regia: Gavin Hood
Attori principali: Harrison Ford, Asa Butterfield, Hailee Steinfeld, Ben Kinsley
Casa di produzione: Summit Entertainment, OddLot Entertainment, Chartoff Productions

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