Restaurant Man – Joe Bastianich

Lo ammetto. Ognuna ha le sue. C’è chi guarda Uomini e Donne, chi guarda solo Quark. E io guardo Masterchef. Perciò è facile capire come mi sia venuto in mente di comprare questo libro. Guardando la trasmissione mi sono perdutamente innamorata di Joe Bastianich (uno dei tre giudici, per chi non lo sapesse). Ora se non sapete nemmeno cosa sia questo programma televisivo fate pure una ricerca su internet, chè non è questa la sede per parlarne.

Perciò darò per scontato che sappiate cosa sia Masterchef e chi sia Bastianich. E darò pure per scontato che tutti conosciate la parodia che Crozza ha fatto e della trasmissione e dei giudici. Me ne sono ancora più innamorata.

Quindi vado in libreria e trovo questo libro, in realtà lo cercavo, da vera fan, lo ammetto. E lo leggo. Ed è lui: il Dottor House della ristorazione.

Un libro che non definirei avvincente per chi non è una groupie come me. Per me lo è stato invece. Diciamo che la prima cosa che mi è venuta in mente, e non perché io sia particolarmente perspicace, ma perché è una lapalissiana dichiarazione d’intenti dell’autore, è stata: questo ha scritto il libro per aggiungere guadagno al guadagno, cavalcando l’onda della popolarità qui in Italia.Ecco è proprio così.E Bastianich lo dice: il ciclo della ristorazione consiste nel comprare la merce, lavorarla e rivenderla con profitto. Semplice. Tutto ciò che ha fatto nella sua vita, l’ha fatto per diventare ricco. Ce lo dice, fuori dai denti. E io lì invidiosa a pensare: “ Sarà opportuno che io contribuisca alla sua ricchezza comprando il libro?”. La risposta è sì. Perché il successo di questo Restaurant Man non è stato gratuito, è assolutamente meritato.

I suoi venticinque (!) ristoranti sparsi per tutto il mondo (alcuni dei quali stellati) e le sue tre aziende vinicole sono frutto di un lavoro certosino, coraggioso e passionale. Un uomo che ha saputo unire intelligenza, capacità e ambizione merita che io paghi 18 euro questo libro. Lo merita per la sua sincerità, la sua onestà intellettuale. Leggendolo sembra quasi che come un novello Fonzie ti dica: “Ehi, io posso dire quello che voglio, sono arrivato fin qui contando solo su me stesso, non ho paura di niente e nessuno”…e noi povere ragazze di provincia subiamo il fascino del self- made man (una locuzione che odio, ma mai quanto “uomo che si è fatto da solo”)!

Bastianich non ha paura di spiegarci che quando pesava 30 chili di più non faceva televisione, non aveva successo, e che quando è dimagrito il mondo ha cominciato a guardarlo diversamente. Sì, i buoni sentimenti, le persone vanno apprezzate per quello che sono e bla bla bla. Non c’è spazio per i buoni sentimenti in questo libro. Essere magri vi rende più appetibili, in tutti i sensi (per rimanere sul pezzo). Sembra non aver paura nemmeno quando spiega che nei suoi ristoranti di New York sono facilmente riconoscibili gli avventori della Famiglia, cioè…la Famiglia, mi spiego? Mafiosi, delinquenti e cose così. Bastianich dice che si possono dire mille cose negative su questi personaggi, ma non che non sappiano godersi un ottimo vino o una pietanza da gourmet. Perciò sono clienti che lui apprezza. Sono inorridita per un attimo, ho pensato “Apologia del mafioso!” ma dopo qualche minuto ho pensato che facesse semplicemente parte del suo non avere peli sulla lingua di cui parlavo prima.

Insomma per fare altri soldi Joe Bastianich ha scritto una sorta di Bildungsroman (o romanzo di formazione) in cui ci racconta un pezzo dell’immigrazione italiana (i suoi genitori sono istriani e hanno aperto il loro primo ristorante nel Queens nel 1970) e la realizzazione del sogno americano. Così come probabilmente lo abbiamo sempre immaginato. Solo un po’ più irriverente, e senza una briciola di buoni sentimenti. Per questo mi piace.

ISBN 978-88-17-05721-9
Editore: Rizzoli
Uscita: giugno 2012
Pag. 319

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Natalia ha detto:

    Se la mente avesse delle papille gustative assaporerebbe con gusto la tua succulenta recensione! Più la leggo e più mi piace 😀
    Per la cronaca, anch’io adoro la ‘spigolosità’ di quest’uomo!

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  2. Elena ha detto:

    Sono inorridita per un attimo, ho pensato “Apologia del mafioso!” ma dopo qualche minuto ho pensato che facesse semplicemente parte del suo non avere peli sulla lingua di cui parlavo prima.

    o fosse un modo come un altro per tenerseli buoni, non si sa mai !!

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