E sarà bello morire insieme – Manuela Salvi

Ho cercato “E sarà bello morire insieme” in due o tre librerie dopo aver ricevuto il consiglio di una mia cara professorressa del liceo, senza riuscire a trovarlo – eppure avevo letto su internet che è
entrato a far parte della collana Oscar Mondadori Bestellers. Fino a che il commesso di una libreria in cui stavo facendo un altro tentativo mi dice: “Devi cercare tra i libri per ragazzi”.

Credo non ci siano problemi nel definire “E sarà bello morire insieme” un romanzo di formazione, è uno di quei libri che lasciano sempre un segno negli adolescenti, un profondo ricordo come solo le letture giovanili sono in grado di fare. E proprio per questa attenzione diventa un romanzo in grado di farci appassionare, commuovere e riflettere anche se siamo un po’ più grandi.

Un giudice antimafia si trasferisce nella Sicilia dei nostri giorni per indagare su un traffico di rifiuti tossici che rischiano di essere scaricati in mare. Con lui c’è anche sua figlia, Bianca, che chiusa nel suo dolore e nei suoi abiti scuri deve fare i conti con una realtà diversa dalla propria, in cui ragazze che sembrano già donne sono pronte a farti sentire insignificante e in cui bisogna stare alla larga da gruppi di ragazzi in motorino, perchè potrebbero avere con loro un coltello.

Ma Bianca ha una passione, oltre a un terribile segreto, entrambi portati con sè da Milano: le basta tracciare qualche riga con la grafite su un foglio bianco e il mondo esterno sparisce, o meglio, assume i contorni che lei desidera dargli. Da quando l’ha conosciuto, i disegno di Bianca hanno un unico soggetto: Manuel Lambiase, un nuovo compagno di classe, dagli occhi scuri e misteriosi e dal corpo perfetto solcato da troppe cicatrici. Manuel ha un sogno, desidera iscriversi a una scuola per scenografi in Olanda. Tuttavia il suo destino è stato deciso da quando la sua famiglia ha iniziato ad appoggiare il boss locale, Tano, che lo ha cresciuto come un figlio – e i legami familiari non sono così facili da spezzare nella realtà raccontata nel romanzo. Solo con Bianca Manuel può permettersi di sognare, di essere veramente libero di amare l’arte e di immaginarsi una vita diversa da quella preparatagli da Tano…

Nel suo libro, Manuela Salvi mette i suoi giovani protagonisti davanti a scelte fondamentali, rendendoli responsabili della salvezza dei loro cari, di loro stessi e del mare. E anche se si ha ben chiaro cosa sia giusto e cosa sia sbagliato – nessuna sfumatura di grigio, la linea di confine deve essere netta quando si decide di palare di legalità- è sempre difficile sacrificare una parte della propria vita, soprattutto quando la bilancia è occupata da pesi come gli affetti, la vendetta, il passato. Credo che la vera forza del libro sia nel portare i lettori a porsi delle domande, si è continuamente in tensione per le conseguenze che le scelte dei protagonisti potrebbero generare: “Ora prova tu a rinunciare al ragazzo che ami, al primo ragazzo che ami veramente, e a tornare nella Milano che ha spezzato in due la tua famiglia. Oppure resta qui in Sicilia, mentre quel ragazzo che finalmente ti ha fatto dimenticare il dolore cerca di levarsi tra i piedi tuo padre!

Tu che cosa faresti?”, sembra urlarci questo Bianca durante la lettura. Nessuna storiella romantica, dunque, ma un libro immerso nella realtà, che è in grado di coinvolgerci proprio per la potente rappresentazione delle emozioni e delle inquietudini dei suoi personaggi.

Arnoldo Mondadori Editore (in Oscar Bestsellers)
ISBN: 9788804629719
pp. 249

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