Come sposare un milionario – Jean Negulesco

Ciao, sono Antonella, ho … diciamo che ho passato da un po’ l’adolescenza e sono felicemente etero!

A questo punto la metà dei lettori avrà già detto: “… e anche chi se ne frega noooo ?!?” e starà cercando l’opzione non mi piace da clickare, mentre l’altra metà saranno i miei familiari.

Ho deciso di cominciare con questa dichiarazione solo per cercare di spiegare quello che è il nocciolo della mia recensione: io sono innamorata di Marilyn Monroe!!

Se fossi attratta dalle donne potrebbe essere anche normale, ma in realtà la cosa è più complessa.

Sono convinta che Marilyn sia stata e rimarrà per sempre la donna più affascinante del mondo. E non intendo solo per la sua indiscutibile bellezza, ma per quel mix di carica e talento innati che ha espresso in ogni suo film.

Come sposare un milionario è tra i miei film preferiti e rappresenta una delle pellicole più emblematiche per Marilyn.

La storia è quella di tre ambiziose modelle che architettano un piano per poter coronare il loro sogno: sposare, appunto, un milionario. Pola (Marilyn), Marzo (Betty Grable) e Shatze (Lauren Bacall) danno fondo ai loro risparmi per affittare un attico a Manhattan ed utilizzarlo come tana nella quale adescare le proprie vittime. Purtroppo i soldi finiscono e le tre si ritrovano ad escogitare vari trucchi per poter portare avanti i loro intenti. Le protagoniste affrontano ogni tipo di pretendente, scartandone alcuni ed approvandone altri, basandosi unicamente sui loro portafogli e sui titoli quotati in borsa posseduti.

Certo, la commedia ruota attorno ad un concetto non proprio ammirevole, fare di tutto per sposare un uomo ricco, ma il riscatto finale vale la morale del film: l’amore è una cosa meravigliosa e vince sempre su tutto!

E’ un film molto divertente, che ha regalato alla storia del cinema alcuni sketch comici davvero spassosi. Uno di quei film che guardi e riguardi quando sei triste e vuoi tirarti su o, semplicemente, quando vuoi sorridere e passare un po’ di tempo spensierata. Ammetto che si tratta di una Pink Comedy: storia romantica, divertente e molto, molto, molto, tanto glamour! Vi ricordo che siamo negli anni ’50, personalmente ritenuta l’epoca più elegante dal punto di vista della moda femminile e, quindi, è un tripudio di gonne gonfie, golfini, guanti e borsette e scarpe coordinate

La pellicola rende benissimo la società americana ricca dell’epoca: fatta di ristoranti costosi, di macchine enormi, di atelier per sfilate private e di hotel alla moda.

Ritengo che Marilyn in questo film sia deliziosa e riesca a far trasparire tutta la sua verve comica, troppo spesso sottovalutata. Per molti, infatti, la Monroe è sempre e solo stata una bambolona, famosa e sfruttata unicamente per le sue curve. Solo andando al di là della visione di una sua pellicola ci si accorge di quanto fosse davvero brava e comunicativa. Sapeva prendersi in giro, al punto da arrivare a dichiarare candidamente in A qualcuno piace caldo: “O sai, in realtà io sono stupida”.

Marilyn sapeva essere la femme fatale e l’amica della porta accanto e lo portava sul grande schermo in ogni sua pellicola, passando da un personaggio all’altro naturalmente, senza forzature. Tutti conoscono la vita sregolata, gli amori impossibili e la sua tragica fine, ma pochi in realtà sanno del suo passato sfortunato: un padre sconosciuto ed una madre affetta da disturbi psichici, della fragilità emotiva che la animava e persino il suo vero nome Norma Jeane Mortenson. Una donna divisa tra il lusso ed i regali fatti da una vita apparentemente appagante da un lato e la solitudine ed i dolori inflitti da quella stessa triste e cattiva vita dall’altro. Forse è proprio questa sorta di bipolarismo che abitava in lei che, uscendo e animando i suoi personaggi, ne ha fatto un’icona che tuttora sopravvive.

Mi è sempre piaciuta, Norma Jean, fin da ragazzina e forse guardando i suoi film ho sempre sperato che un po’ della sua magia mi “colpisse” e diventasse mia.

Perché in fondo in fondo, anche se non tutte le donne lo ammetterebbero, ognuna di noi vorrebbe possedere un pizzico del suo fascino: essere una stella, essere sexy, essere divertente, essere spontanea, essere desiderata … essere un po’ … MARILYN!

Anno: 1953
Durata: 95 min.
Genere:commedia romantica
Regia: Jean Negulescu

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3 thoughts on “Come sposare un milionario – Jean Negulesco

  1. Marylin era il sole tra le fronde degli alberi: luminoso, vibrante, spiritoso, a tratti accecante, ma che bacia senza scottare. E, per quel poco che so di cinema, credo che avesse dei tempi comici perfetti 🙂

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    1. Dalle splendide parole che hai usato mi sembra proprio che Marilyn piaccia molto anche a te 🙂 ed effettivamente il suo lato comico spesso è passato in secondo piano rispetto alla sua indiscutibile avvenenza.

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