Ed eccomi di nuovo qui a parlare del caro avvocato Malinconico, alle prese con i suoi dubbi, le perplessità sulla vita, con il suo senso dell’umorismo e la sua disamina pungente degli stati umani. Lo so, sto diventando monotona ed evidentemente di parte, ma non ho potuto fare a meno di comprarlo, leggerlo e scriverne. Soprattutto perché, con mia grande sorpresa, ho trovato un testo diverso dai due precedenti, meno narrativo e in questo caso più introspettivo.

Adesso De Silva ci mostra un uomo fragile in piena crisi di mezza età, che paga uno psicologo per aiutarlo a superarla, al quale, però, per partito preso, non intende raccontare la verità sulle sue emozioni e con il quale preferisce perdersi in estenuanti schermaglie verbali. Intendiamoci, la vita di Malinconico (ne parlo ormai come fosse una persona reale che conosco da tempo, il che è preoccupante…) non ha mai avuto una direzione precisa, così come il suo flusso di pensieri. Ma mentre negli altri due romanzi le sue elucubrazioni si trovavano disseminate in una storia con un inizio e una fine, qui la prospettiva è solo dalla mente del protagonista che fluttua e si concentra sugli aspetti più vari della vita quotidiana: si passa da una profonda percezione dei sentimenti ad aneddoti buffi, dagli sproloqui all’analisi di brani musicali decisamente improponibili, dalla descrizione degli atteggiamenti di chi lo circonda ai dibattiti con se stesso.

E’ un buon esempio di Malinconico-pensiero senza una vicenda che ci gira intorno: De Silva ha epurato la storia da collocazioni narrative precisa, l’ha resa destrutturata e soggetta al flusso di pensieri dell’improbabile e irresistibile avvocato. Le considerazioni più disparate lasciano tra lo stupefatto e l’allibito, ma non si può non essere d’accordo con le conclusioni a cui giunge, sempre ricche di un quid difficilmente definibile che ti fa pensare a Malinconico come ad un genio psicotico che non sa come vivere ma che, per assurdo, riesce comunque ad analizzare il mondo con un raffinatissimo senso critico. Più che di una storia si potrebbe parlare di ‘pillole’, in alcuni casi anche di saggezza, o di istantanee sulla vita, ognuna delle quali è introdotta da un titolo. Ve ne riporto alcuni: ‘Tagliarsi la lingua leccando una busta’, ‘Incrociare l’assoluto’, ‘La portata avanguardistica di Chissà se va’, ‘Empatie moleste’.

Capite bene che riassumere in qualche modo questo romanzo sarebbe come ridurlo e incasellarlo in una denominazione che risulterebbe solo parziale. E’ tante cose insieme, così come è l’individuo stesso. Dietro tutto, è ovvio, c’è Diego de Silva che ha il merito (o dovrei dire la colpa?) di avermi fatto diventare Malinconico-dipendente…
Alla prossima!

Romanzo
ISBN 978-88-06-20958-2
Einaudi editore
pag. 161

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13 risposte a "Sono contrario alle emozioni – Diego de Silva"

    1. Anch’io (e si vede!)!!! Soprattutto perchè non è mai scontato e ha sempre una nota originale. Alla prossima!
      (‘Mancarsi’ è già nella lista dei prossimi acquisti…)

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    1. Li hai letti proprio tutti 😀 ! Mi farò una ragione del fatto che purtroppo non ci sarà il caro Vincenzo, ma mi hai incuriosita e quindi a breve andrò in libreria!

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  1. 🙂 si si, letto il primo con protagonista Malinconico e da li 5!!!! Ho visto che ne ha scritti altri come Certi bambini, ma non ho ancora appurato se il protagonista è il “nostro” Vincenzo! Ti farò sapere 😉 Poi dimmi se ti è piaciuto Mancarsi 😉

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  2. Cara Natalia, forse non sai che Diego De Silva parteciperà al Festivaletteratura di Mantova. Lo scorso anno sono riuscita a sentire Malvaldi e Pallavicini. Semplicemente fantastico!! Sono tornata a casa entusiasta: mi sentivo persino più giovane! Certo tu di questo non hai bisogno, ma,se appena puoi, non lasciarti sfuggire questa occasione!!

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    1. Mi-ti-ca Tiziana!!! Non lo sapevo! Grazie, grazie, grazie! Controllo spesso perchè mi piacerebbe incontrarlo di persona, ma gli ultimi eventi a cui ha partecipato sono stati in città non troppo vicine e in periodi per me impossibili… Considerata anche la tua esperienza decisamente positiva, spero davvero di poterci andare! Grazie ancora 😀 Un abbraccio!

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  3. Posso dire, visto che grazie a te li ho letti tutti, che questo è quello che mi è piaciuto di meno? Poco mordente rispetto agli altri. Sono d’accordo con chi più sopra ha scritto che in questo c’è poco Malinconico. Si starà mica sbiadendo il talento di De Silva? Spero di no. Lo ADOVO!

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    1. Sì Angy, per questa volta ti concedo di dirlo… 😛
      Scherzi a parte, è vero. Questo libro è diverso se rapportato ai due precedenti (che per me rasentano la perfezione – far ridere di gusto un lettore è un’impresa a dir poco titanica), ma è proprio il fatto di avere un tono differente, più introspettivo a renderlo interessante. Devo ancora leggere Mancarsi, ma Liveeread ha già accennato al fatto che non ha come protagonista Malinconico… Peccato! Spero che De Silva sforni presto qualche altra bella ‘delizia per la mente’ (che prontamente comprerò e ti passerò!).

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