Noi due come un romanzo – Paola Calvetti

Comincia quasi in sordina questo quinto romanzo della scrittrice milanese Paola Calvetti. Le prime pagine fanno pensare ad una sorta di ripiegamento su se stesse: l’ennesima donna, di mezza età, che passa il tempo a ripensare alla propria vita perdendosi tra le pieghe delle rughe ormai piuttosto evidenti. E invece no. In questo libro si respira, a pieni polmoni, oscillando fra Milano e New York.

La storia è quella di due cinquantenni che si ritrovano dopo tanti anni e vivono una relazione a distanza che si alimenta attraverso le lettere che i due amici (amanti, dopo una vacanza in Bretagna) si scrivono regolarmente. C’è la nostalgia per il tempo passato e quella  fastidiosa sensazione, che con l’avanzare dell’età si fa sempre più forte, che le cose sarebbero potute andare diversamente. “”Posso farti una domanda cretina? Perché sei tornato?” “Credo abbia a che fare col destino, anche se non ho mai pensato di averne uno”. E poi c’è la libreria di cui Emma (la protagonista) diventa proprietaria dopo la morte di una sua vecchia zia. Quella che all’inizio sembra quasi una sfida si rivela giorno dopo giorno una grande conquista, di equilibrio, di successo e di serenità.
”Sogni & Bisogni” non è però una libreria qualunque: una libreria specializzata “in amore”. Dagli scaffali dedicati ai “cuori infranti” o agli “amori e crimini”, alle “missioni impossibili”, ai “cuori solitari” o alle “abitazioni d’amore”, i libri, trattati giornalmente con amorevole cura, aspettano che qualcuno si avvicini e li sfogli, senza sentire l’obbligo di acquistarli. Un vero e proprio meta – libro. Quest’opera della Calvetti. Citazioni fittissime e continue, rimandi ad altri libri. La curiosità che riporta te lettore a riprendere in mano romanzi che hai letto anni prima. Federico. Il suo fidanzatino del liceo, che ormai vive a New York, dove fa l’architetto e si occupa della ristrutturazione della Morgan Library(*). La rivede nella sua libreria per caso e da lì tutto…riprende esattamente da dove l’avevano lasciato. “…Qualcuno ha deciso di riaprire il recinto. Quella cosa, quella cosa che genericamente chiamiamo amore senza riuscire a definirne i confini se non con metafore o esempi presi a prestito dalla letteratura, è davanti a me, tra lenzuola stropicciate. Noi donne vogliamo solo l’amore, è persino ovvio”.
Un’atmosfera rarefatta e sognante, nel vero senso della parola, che cresce lungo le pagine del romanzo e che fa venire voglia di aprire una libreria nel centro di Milano, di mettersi a scrivere lettere, di leggere quanto più possibile. Perché i libri ci difendono, ci proteggono, spesso ci prendono per mano e ci accompagnano per i sentieri non sempre agevoli della vita.

(*) La Morgan Library esiste davvero. Si trova a New York, per la precisione a Manhattan, sulla Madison Avenue, fra la 36° e la 37° strada. Nel 2000 questa grandiosa libreria – museo è stata ristrutturata dall’architetto italiano Renzo Piano. Sorta nel 1906 per volere di J.P.Morgan, banchiere appassionato di testi letterari, racchiude un vero e proprio tesoro: 350 mila opere, fra manoscritti, stampe, libri, disegni, sigilli. L’allargamento della struttura è stato deciso per esibire un numero maggiore di pezzi della collezione. Piano ha creato nuove gallerie, una sala di lettura illuminata naturalmente, un capiente spazio sotterraneo per immagazzinare le opere e, sempre sotto terra, un auditorium da 280 posti.

Editore: Mondadori
Anno: 2009
Pag: 337
ISBN-13: 978-8804595885

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Natalia ha detto:

    ‘Perché i libri ci difendono, ci proteggono, spesso ci prendono per mano e ci accompagnano per i sentieri non sempre agevoli della vita’.
    Bellissimo e verissimo! Finalmente trovo il tempo per leggere con calma le recensioni delle mie ‘colleghe’ e scopro sempre qualcosa di nuovo che mi era sfuggito ad una lettura non troppo attenta.
    Suggestiva la storia e suggestiva anche la recensione!

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  2. Angiolina ha detto:

    Nat se vuoi te lo presto.

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  3. Paola ha detto:

    Grazie! Paola

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    1. Angiolina ha detto:

      Direi…prego. Lieta di essere stata letta dall’autrice in persona! Non capita spesso. Ho acquistato da poco “Olivia”, fra un pò ti leggerò ancora.

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