L’ultimo libro – Zoran Živković

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Se la prima volta che leggi un libro di Zoran Živković rimani in bilico tra il sì e il no,  è sicuramente un caso (vedi Il Ghostwriter), se la seconda volta ne resti delusa, è senz’altro un indizio, ergo… non è il caso che leggi il terzo, non c’è nulla da dimostrare! 😉

D’accordo, il detto non è proprio così ma l’ho adattato alla situazione: questo è senza dubbio l’ultimo libro che leggerò di Zoran Živković ! Ergo – ancora – non capisco nulla di libri, di stile, di scrittura, perché molti autorevoli addetti ai lavori lo hanno paragonato a Borges, Kafka, Eco. Mah!

All’inizio della lettura ero davvero convinta che questo libro mi sarebbe piaciuto, gli elementi che mi affascinano ci sono tutti:
– una libreria accogliente e singolare:  “il Papiro”
– morti inspiegabili e apparentemente naturali
– Un libro misterioso
– la dimensione onirica
– la letteratura
– un ispettore di polizia amante della lettura
– una donna attraente e maliziosa
– l’amica bisbetica
– una strana serie di personaggi secondari
tutti ingredienti che, se mescolati e conditi nel modo giusto, potevano creare un gran bell’intrigo. E io ci sono cascata in pieno.

Invece per la maggior parte del romanzo, la trama si dipana in maniera lineare, come un qualsiasi giallo dalla struttura prevedibile. Niente di memorabile, ma ho letto di peggio. Tutto è costruito intorno al Papiro, non c’è altra descrizione ambientale. I personaggi sono piuttosto ordinari, con c’è introspezione psicologica e i dialoghi sono spesso ripetitivi e tediosi. Nonostante questi elementi, che scoraggerebbero anche il più accanito lettore, lo stile fluido e leggero aiuta ad arrivare alla fine. Ho continuato a credere di aver letto di peggio fino al capitolo 40. Il finale!
Un finale irreale e francamente inaccettabile. No, non ho letto di peggio!!! 😕 Vuoi vedere che mi sono di nuovo fatta ingannare dalla copertina, troppo bella per contenere una storia altrettanto notevole?

Se non fosse per questa delusione cocente non avrei scritto questo post e il libro sarebbe finito nel dimenticatoio in pochissimo tempo, come tante altre letture affrontate fin qui, che nulla mi hanno dato e nulla mi hanno tolto. Ma questo finale mi ha delusa e irritata a tal punto da sentire l’esigenza fisica di condividere con voi questo mio stato d’animo.

Ad un certo punto, giunto al quarantesimo capitolo, l’autore compie un’improvvisa virata verso il surreale, come a voler precipitosamente concludere la storia fin qui raccontata senza alcuna fretta. Finisce nell’onirico, nella fantascienza più scontata e sciocca.
I casi sono due, o Živković pensa davvero di avere avuto un colpo di genio, oppure ci ha presi in giro tutti quanti, critici compresi, e io propendo per la seconda ipotesi.

Immediatamente, dopo aver terminato la lettura, l’istinto è stato quello di gettare il libro dalla finestra! Ero irritata, e Živković ha vinto! Non credo lo dimenticherò facilmente.

Se l’ultimo libro ti uccide, fidatevi, non leggete questo [ultimo] libro !!

Edizioni: Tea
ISBN: 9788850223657
Pag: 232

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Tiziana ha detto:

    Cara Elena mi trovi pienamente d’accordo. Non c’è niente di peggio di un finale raffazzonato dall’autore magari con l’intenzione di lasciarti il dubbio di essere tu quello non in grado di capirne la bellezza!
    Io lo prendo come un affronto personale.
    Quindi attenzione ai libri lanciati dal balcone !!😜

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    1. Elena ha detto:

      🙂 ok, non raccoglierò i libri che butti dalla finesta Tiziana!!

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