Dal Libro al Film: Il Diavolo veste Prada vs. Il Diavolo veste Prada

Prada, Valentino, Jimmy Choo, Versace, Marc Jacobs: questi sono solo alcuni dei nomi che compaiono in questo romanzo, ambientato come avrete capito, nel mondo fatuo, falso, incantato, incantatore, ma anche duro, della moda.
Prendiamo una ragazza alla sua prima esperienza lavorativa e la mettiamo alla scrivania di un ufficio asettico e superchic all’ultimo piano di un grattacielo di New York con la qualifica di assistente del direttore di una famosa rivista, ovviamente di moda.
Le diamo un compito dietro l’altro e ci aspettiamo che lei lo esegua, non importa come e quanto costi, in tutti i sensi: basta che venga eseguito subito e come lo vogliamo. O meglio come lo vuole il suo capo. Una donna. Esigente, altera, altezzosa e tanto potente da pretendere che tutte le sue richieste vengano esaudite. Tutte.
L’inizio per la nostra ragazza non è semplice: dal mondo protetto della scuola e della famiglia si trova a correre su e giù per New York persa dietro mille incombenze e alle prese con le richieste sempre più assurde del suo capo. Ma poi si ambienta e da ragazza jeans e maglietta si trasforma nella tipica ragazza “Runway”: firmata da capo a piedi, look sempre curato, auto privata al seguito e inserita in un ambiente che tanti sognano. Ma questo sogno costa caro.
Sballottata e abbagliata da una sfilata all’altra, da una presentazione all’altra, da una festa all’altra e costretta da un orario di lavoro impossibile, la nostra protagonista fa a pezzi la sua vita privata, azzerando i contatti con famiglia, fidanzato e amici. Il lavoro a “Runway” diventa cosi totalizzante
che lei non parla e pensa praticamente ad altro e quando glielo fanno notare la sua giustificazione è:
“E’ il mio lavoro!Solo un anno e poi tutto cambierà!”
Già, un anno. Nell’ambiente si dice che un anno come assistente di Miranda Priestley apra poi molte porte. Un anno a contatto con un mondo che però, come si legge nel libro, non lascia spazio a nient’altro. E’ disposta la nostra protagonista a correre il rischio fino in fondo?
Il romanzo viene definito un chick-lit: una lettura al femminile, dove le storie d’amore, i bei vestiti, il lusso e il glamour, la fanno da padroni. La scorrevolezza della scrittura rende il libro una lettura piacevole nonostante le oltre quattrocento pagine. Ed è piaciuto talmente tanto e a tanti che Andrea Sachs, la protagonista, e il suo esigentissimo capo sono uscite dal libro e hanno preso le sembianze di Anne Hathaway,  bravissima attrice, fresca del premio Oscar per Les Miserables e della grande, unica e mitica Meryl Streep.
Il film è spiritoso, brioso, effervescente e patinato quanto basta.E’ girato tra New York e Parigi e lo scintillio della capitale francese rende, se possibile, tutto ancora più chic. Il film ha avuto ottime critiche e grande successo di pubblico.

Del cast segnalo anche Emily Blunt, attrice molto apprezzata che si sta facendo strada nel cinema, nella parte della collega tutor di Andrea; Simon Baker, da noi più conosciuto come il Patrick Jane della serie The Mentalist, nella parte del giornalista free-lance che flirta con Andrea, e
Stanley Tucci, ottimo attore dalla lunghissima filmografia, nella parte di Nigel, lo stretto collaboratore di Miranda che aiuta Andrea in fatto di look ma non solo.
Per chiudere, faccio mie le parole che Miranda usa più spesso: “E’ tutto.”

Libro:
Autore: Lauren Wiesberger
Ed.: Piemme Bestseller
ISBN: 978-88-384-7193-3
pp: 414

Film:
Attori: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Simon Baker, Stanley Tucci
Regia: David Frankel
Casa di distribuzione: 20th Century Fox
Anno di uscita: 2006
Titolo originale in inglese: The devil wears Prada

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