Mia suocera beve – Diego de Silva

miasuocerabeve300Eccomi di nuovo qui a parlarvi del mio caro Malinconico. Ebbene sì, non ho potuto fare a meno di tuffarmi nella lettura di quello che, in senso cronologico, avrebbe dovuto essere il seguito di ‘Non avevo capito niente’. Con mia grande sorpresa ho trovato un libro completamente diverso dal primo, almeno nell’impostazione della storia. Punto fermo è ancora l’irresistibile Vincenzo, figura intatta nelle sue qualità contraddittorie, che viene però collocato in una vicenda che rasenta quasi l’assurdo.
Il titolo Mia suocera beve è decisamente fuorviante e si riferisce ad un episodio marginale che viene appena sfiorato nel romanzo. La vicenda si apre (e si svolge prevalentemente) tra gli scaffali di un supermercato in cui il nostro strampalato avvocato sta gironzolando alla ricerca di un sugo pronto. Dopo qualche minuto si ritrova faccia a faccia con l’ingegner Romolo Sesti Orfeo, un tecnico dei sistemi di sicurezza di telecamere a circuito chiuso dello stesso esercizio commerciale, che lo avvicina in modo apparentemente casuale. L’uomo, però, ha architettato con perizia certosina un piano per ridare luce ad una storia personale finita ormai nel dimenticatoio e decide di attivare un vero e proprio processo mediatico, con tanto di avvocato difensore, nei confronti di un malavitoso lasciato a piede libero nonostante un crimine gravissimo. Anche quest’ultimo è un cliente abituale del supermercato e giorno dopo giorno l’ingegnere ne spia tutte le mosse tessendo la sua tela e scegliendo il momento ideale per sequestrarlo.
E’ la teoria dell’assurdo, come dicevo, una parodia dei casi mediatici che infestano i talk show e i telegiornali. La stessa informazione irrompe nel set del supermercato e ci sono tutti i presupposti per dare vita ad un processo di rivincita su una giustizia sommaria e garantista. Ma quello che avrebbe dovuto essere presentato come il dramma di un uomo solo e senza nulla da perdere, si ribalta invece nel suo opposto, ovvero in un caso umano ridicolizzato dalle circostanze. A rendere la vicenda ancora più grottesca (e decisamente umoristica!) ci si mettono pure la portavoce di un’emittente locale con il suo accento ‘napolitaliano’ e un pubblico da stadio che sottolinea passo passo la strepitosa performance linguistica dell’avvocato.
Proprio così, il nostro povero Malinconico da pedina del gioco machiavellico dell’ingegnere, si tramuta poi in colui che detta le mosse. E ci riesce attraverso la sua dialettica – per la prima volta non del tutto ingarbugliata – minando poco a poco le certezze dell’uomo e consentendo di allentare il suo controllo sul sequestrato.
L’epilogo lo lascio a voi.
Ma la storia non è solo questa…! Il tempo della vicenda si intreccia infatti con quello del ricordo e con il pensiero alternativo di Malinconico che fluttua come sempre tra certezze astruse e dubbi estremi, non consentendo al lettore di annoiarsi.
Durante e dopo la lettura vi rimarrà stampato un bel sorriso compiaciuto!

Genere: Romanzo
Einaudi numeri primi
ISBN 978-88-6621-317-8
pag. 333

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. liveeread ha detto:

    Ho conosciuto De Silva e Malinconico da pochissimi mesi. Da napoletana me lo son lasciata sfuggire in questi anni. Ma ho subito recuperato 🙂 me ne mancano 3 e li ho letti tutti! Che dire? Esilarante, profondo, divertente … adorabile Malinconico!!

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    1. Natalia ha detto:

      Ciao Liveeread! Hai riassunto perfettamente il personaggio 🙂 Non so se è lo stesso anche per te, ma credo che il modo di scrivere di De Silva provochi una piacevole dipendenza…! Finora ho letto solo i romanzi da ‘Non avevo capito niente’ in avanti (a breve comprerò anche ‘Mancarsi’). Tu hai letto anche qualcosa di precedente?

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  2. liveeread ha detto:

    Ciaooo Natalia!!! Ho letto “La donna di scorta”, antecedente a “Non avevo capito niente”, ma non ha come protagonista Malinconico. Carino, ma io credo che De Silva dia il meglio di se stesso con Malinconico. Mi piace troppo!!!! 😉 Concordo pienamente, crea dipendenza… letto il primo ho letto gli altri uno dopo l’altro! Spero continui a scrivere di lui!

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