Velvet Goldmine – Todd Haynes

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Avete presente il Duca Bianco? Bene, allora saprete che dopo un decennio di silenzio, il suo 66esimo compleanno ha realizzato una nuova meravigliosa canzone . E adesso sono in “modalità David Bowie”. Così ho rispolverato un vecchio film del ’98 ispirato per molti aspetti a lui, The Velvet Goldmine.

No, ve lo assicuro, non c’ entra Christian Bale 🙂 , o meglio, è il motivo per il quale mi sono avvicinata a questa pellicola anni fa, ma ora è proprio la Bowiemania a portarmi a scrivere questo articolo.

Difficile classificare questo film, opera rock, musical, dramma… passato praticamente inosservato all’epoca dell’uscita, ha acquisito col tempo lo status di pellicola cult sul Glam rock come fenomeno culturale. Vanta tra l’altro un cast di tutto rispetto, oltre al già citato Bale, Ewan McGregor, Jonathan Rhys Meyers, Toni Collette, Eddie Izzard ….

Il Glam rock nacque in Inghilterra nei primi anni 70 e si impose come vero e proprio fenomeno musicale nella metà di quel decennio. Il genere, prima conosciuto come Glitter Rock, prende il nome dall’abbigliamento “Glamour”, colorato e vistoso, che caratterizzava gli artisti glam.  Senza dubbio l’esponente più famoso è David Bowie/Ziggy Stardust .

Ma veniamo al film: nel 1984 il giornalista Arthur Stuart (Christian Bale) viene incaricato di svolgere una ricerca sul cantante Brian Slade (Jonathan Rhys Meyers) scomparso dalle scene da circa una decina d’anni dopo aver simulato il suo omicidio durante un concerto. Inizia quindi un’indagine che porterà Stuart sulla tracce di Slade, e ricostruendo la storia della star con la moglie Mandy, del rapporto omosessuale fra Slade e il musicista Curt Wild (Ewan McGregor), della messa in scena della sua morte in concerto, sarà costretto a rivivere il suo passato di adolescente introverso, fan di Slade, e  del suo coinvolgimento omosessuale con Wild.
Alla fine Stuart riuscirà a collegare tutti i punti dell’intricata storia del cantante e a capire che in realtà si sta nascondendo in piena vista.

Il personaggio di Slade è apertamente ispirato al periodo glam di David Bowie, ma il Duca Bianco non ha permesso l’utilizzo delle sue canzoni per la colonna sonora, probabilmente perché il personaggio non è un ritratto lusinghiero del Bowie dell’epoca.

In una visione più surreale Curt Wild è Oscar Wilde e Slade è il suo Dorian Gray, i richiami a Wilde non mancano nel film.

Il cast è ben assemblato, la regia spiazzante e coinvolgente. La storia di Slade ci trasporta nella “swinging London” anni ’70, ci parla della difficoltà di vivere secondo la propria natura, del malessere giovanile, della fragilità. Tutto raccontato con intelligenza e un velo di amarezza.  Una sensazione agrodolce che pervade tutto il film.

Strepitosa la colonna sonora, che include brani di Lou Reed, T. Rex e Steve Harley…. alcuni brani sono cantati dagli stessi Ewan McGregor e Jonathan Rhys Meyers.

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