La regola del silenzio – Robert Redford

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Quando si tratta di film, il mio livello di tolleranza ai commenti altrui è pari a zero. Quando alla fine della proiezione di un film così piacevole e intrigante si sentono cose del tipo “fa schifo, pensavo fosse un film d’azione” mi viene voglia di urlare. Santo Cielo stai guardando un film di Robert Redford non i Transformers !!! Mi giro e vedo un gruppo di ragazzine meno che ventenni, che chiaramente non hanno capito nulla di ciò che hanno visto e comprendo perchè fossero le uniche in sala a sbellicarsi alle battute volgari e scontate proposte nel trailer dell’ultimo film dei Vanzina. Nemmeno sanno chi sia Robert Redford !! Impossibile pensare quindi che la trama le abbia portate ad una riflessione profonda, (se aveste sentito i commenti successivi sareste certamente d’accordo con me).

Il film invece vale perchè fa pensare, perchè fa ricordare, perchè informa. La trama  è un adattamento dell’omonimo libro di Neil Gordon ed è incentrata su Jim Grant, un avvocato che si occupa di diritti civili e un padre, vedovo, che vive con la figlia preadolescente nella tranquilla periferia di Albany, New York. Ma Jim Grant è l’identità fittizia (ma non troppo) di un ex militante dei Weather Underground (realmente esistiti) ricercato per terrorismo.

Negli anni 70 i Weather Underground fecero della protesta violenta il loro modus operandi. Quando una di loro (Susan Sarandon) decide di costituirsi, le indagini di un giovane giornalista (Shia LaBeouf) portano alla luce la vera identità di Jim Grant, e siccome le conseguenze di ciò che si è fatto in passato prima o poi presentano il conto, a quel punto cosa si è disposti a fare per proteggere chi si ama?

Redford è riuscito a costruire un ottimo thriller, ritagliandosi la parte di protagonista. L’interpretazione è certamente buona, ma i suoi 76 anni si vedono tutti, non tanto per l’aspetto imbolsito, quando per i movimenti rigidi e stanchi.

Il film è ben congegnato, la trama è robusta e l’intreccio crea la giusta suspence. Il film è sostenuto anche da un cast importante, che accosta veterani del calibro di Susan Sarandon, Julie Christie, Nick Nolte, Richard Jenkins, Stanley Tucci a nuove star come il bravissimo Shia LaBeouf.

È certamente un film sulla falsa riga dei thiller politici del passato, che avevano come protagonista un giovane e bellissimo Redford [mi viene in mente “I tre giorni del Condor”].

È un film recitato, parlato, dove le battute, le frasi dette e soprattutto quelle non dette, i silenzi, le inquadrature hanno un’importanza fondamentale.

E allora io mi chiedo sempre di più perchè la gente non si informa prima di comprare il biglietto. Loro risparmierebbero dei soldi e noi non dovremmo ascoltare certi commenti….

 

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Vale ha detto:

    Forse perchè è anche giusto che uno al cinema ci precipiti talvolta,in tanti sensi diversi.
    Magari esci,da sola o con amici,vedi una locandina che per qualche motivo ti colpisce ed allora entri a comprare un biglietto.
    Poi ci sta anche che tu il film lo comprenda invece, ci sta che ti risolva una serata che da noiosa diventa interessante ed anche un pò magica,ci sta che tu faccia collegamenti tuoi,ci sta che ti vada di informarti meglio dopo su tutto quello che hai potuto ascoltare e vedere quella sera.
    E se sei ignorante,sei ignorante.Magari i commenti stupidi e fastidiosi riesci a farli anche sui film dei Vanzina 🙂

    Un abbraccione Ele.
    Leggerti è sempre un piacere e allora sai che ti dico…che dopoi il tuo commmento io ,al cinema a vedere l’ultimo film di Redford, ci voglio precipitare(quasi per caso)!

    Vale

    p.s.Non mi troverai più sul forum ma la mia pagina di tumbrl lo sai dov’è no?

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  2. Elena ha detto:

    Ciao Vale,
    grazie mille !! Aspetto di sapere se ti è piaciuto ….
    Baci.

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